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lunedì 2 dicembre 2019
Thumbprint cookies. Frollini semintegrali all'olio e confettura di visciole
Cucinato da
Emmettì
Continuiamo la carrellata dei biscotti.
Sempre sfogliando il libro di Martha Stewart mi sono imbattuta in questi biscotti dal curioso nome.
"Thumb che?" Mi son chiesta appena ho letto il titolo (la cui pronuncia mi ha fatto intrecciare pure la lungua!). Poi scorrendo la preparazione ho capito che erano quelli che conoscevo con il nome di fossette golose. Visti e rivisti in mille gusti e colori e mai replicati. Possibile? Per una biscottatrice seriale poi? E no, eh? Ecco l'occasione giusta.
La versione della Martha li vuole con una frolla burrosissima, mentre io ho voluto renderli un po' meno calorici senza però rinunciare al gusto ed ho approfittato per provare una frolla all'olio (nella lista delle cose da provare da anni e anni).
Il risultato mi è piaciuto tanto tantissimo. Un guscio croccante, zuccheroo e friabile con un cuore morbido dato dal ripieno che si presta a mille varianti. Per oggi ho scelto una confettura di visciole, ma le alternative sono infinite (susine, pesca. albicocca, marmellate di agrumi, ganache al cioccolato) ed è difficile scegliere! Ma perché scegliere? Prepararne e assaggiarne uno di ogni tipo, no?
Per la frolla (dose per circa 25 biscotti)
300 g di farina di tipo 1 o 00
80 g di olio di riso
60 g di zucchero di canna chiaro
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 uovo e 1 tuorlo
2 pizzichi di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
buccia grattugiata di un limone bio
zucchero di canna chiaro per la finitura
confettura per la farcitura
In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi per la frolla e formare una fontana; al centro versare olio, uova e aromi e iniziare ad amalgamare il tutto con un forchetta.
Quando l'impasto inizia ad essere lavorabile con le mani, rovesciarlo su un piano di lavoro ed impastare fino a renderlo liscio ed omogeneo. In alternativa, versare tutti gli ingredienti nella ciotola dell'impastatrice e lasciar lavorare la macchina fino al formarsi di un panetto.
Staccare porzioni di impasto grandi quanto una noce (circa 20 grammi) e formare delle palline; passare la parte superiore nello zucchero di canna e disporle mano a mano su una teglia ricoperta di carta forno, distanziandole leggermente fra di loro.
Terminato tutto l'impasto, imprimere al centro di ogni pallina il pollice in modo da creare un incavo in cui disporre la farcitura (con sac à poche per un lavoro più preciso e pulito).
Accendere il forno a 170° ed infornare fino a quando i biscottini saranno ben dorati nella parte sottostante (15-20 minuti). Estrarre la teglia dal forno e lasciar raffreddare bene prima di consumare o impacchettare.
Anche questi, volendo, si possono preparare con due/tre settimane di anticipo conservandoli in frigo fino al momento di servirli o regalarli.
Perfetti per un fine pasto, ma anche nel pomeriggio insieme ad una fumante tazza di tè o in qualunque altro momento della giornata.
A prestissimo, eh? :-))))))))
Sono in ritardo, lo so. La lista di quello che vorrei condividere prima di Natale è lunga.
Chissà che non riesca a tornare già in settimana! ;-)
Intanto vi auguro un buon lunedi, che sia allegro e scoppiettante in attesa delle feste ormai vicinissime!
Emmettì
giovedì 29 marzo 2018
Colazione di Pasqua: fiadoni (o soffioni) dolci abruzzesi.
Cucinato da
Emmettì
Pasqua si avvicina alla velocità della luce ed i preparativi culinari viaggiano in quella direzione. Colombe dolci e salate, veneziane, casatielli, fiadoni al formaggio, uova cioccolatose, focacce aromatiche, pizze al formaggio, puddhricasci e chi più ne ha più ne metta!
Ma se anche voi non avete tempo per dedicarvi ai grandi lievitati di cui sopra, vi suggerisco questi deliziosi bocconcini provenienti dall'entroterra abruzzese, sempre presenti sulla tavola della colazione di Pasqua: i fiadoni dolci, appunto, detti anche soffioni.
Un guscio rustico, corposo e croccante, dato dalla pasta frolla all'olio, che accoglie un ripieno soffice, spumoso, quasi etereo, a base di ricotta e scorza di limone, che rende questi bocconcini davvero irresistibili!
Ah, non fate la colazione di Pasqua?
Fa niente, fate questi fiadoni e portateli in dono a parenti ed amici insieme ai vostri auguri!
Non fate gli auguri?
Fa niente, fate i fiadoni per arricchire il vostro buffet di dolci del pranzo di Pasqua!
Non fate il pranzo di Pasqua?
Fa niente, fate i fiadoni alla prima occasione di un pic nic! Saranno il dolce perfetto, da mangiare con le mani seduti su un prato, da soli o in buona compagnia! :-))))))))))))))))
Insomma, questi fiadoni almeno una volta li dovreste provare! Io me ne sono innamorata al primo assaggio!
Ovviamente, il giorno dopo, i sapori esploderanno in tutta la loro bontà e nei giorni a seguire, diventeranno sempre più nitidi ed intensi.
Ancora una volta, la meravigliosa terra d'Abruzzo ci regala una bontà degna di nota ed io oggi la condivido con voi.
INGREDIENTI (per circa 20 fiadoni da 5 cm di diametro)
Per la pasta
280 g di farina 00
100 g di zucchero semolato
2 uova
30 g di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di liquore Strega
2-3 gocce di estratto di vaniglia
Per il ripieno
400 g di ricotta di pecora (o bufala)
4 tuorli
4 albumi montati a neve
90 g di zucchero semolato
scorza grattugiata di due limoni (se possibile appena raccolti)
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(clicca per ingrandire) |
Su un piano di lavoro setacciare la farina ed unirla allo zucchero.
Fare una fontana e versare nel mezzo le uova e l’olio. Impastare prima con una forchetta e poi con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Avvolgere in un sacchetto da freezer e lasciare riposare a temperatura ambiente per una ventina di minuti.
Prepariamo il ripieno
Separare gli albumi dai tuorli e montarli a neve ben ferma, aggiungendo qualche goccia di succo di limone.
Setacciare la ricotta e mescolare con lo zucchero, i tuorli e la scorza di limone finemente grattugiata; unire delicatamente la montata di albumi al composto di ricotta, con una spatola morbida e con movimenti dall'alto verso il basso. Riprendere la pasta frolla e stenderla ad uno spessore di circa 2 mm (potete fare questa operazione con il mattarello o con la nonna papera per un risultato più omogeneo) poi ritagliare dei quadrati di circa 10 cm di lato e foderare con ognuno uno stampino in alluminio, in maniera tale che i quattro vertici del quadrato di pasta restino fuori. Versare in ogni stampino un cucchiaio ben colmo di farcia, richiudere sopra i lembi di pasta senza sigillare; infornare a 170°C lasciando cuocere per circa 35-40 minuti, poi spegnere il forno, mettere lo sportello in fessura e lasciarli dentro per altri 5 minuti in modo da far uscire l'eccesso di umidità.
Lasciar raffeddare su una gratella e poi conservarre al riparo dall'aria.
Appena raffreddati son da svenimento, ma il giorno dopo ancor di più.
Si conservano sotto una campana di vetro, al riparo dell'aria per 4-5 giorni, ma dubito ce la facciano a durare tanto! ;-)
Ma a proposito di colazione di Pasqua, da voi è usanza farla?
Qui nel centro Italia è così abbondante e variegata da poter saltare a pie' pari il pranzo e forse pure la cena!!! :-DDD
Dai, raccontateci le vostre usanze! Noi vi aspettiamo qui per lo scambio di qualche chiacchiera e per gli auguri. Che siano giorni di festa lieti e sereni! :-))
A presto!
Emmettì
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