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martedì 26 aprile 2016

Crostata di cioccolato alla crema di mandarini e frutta: voglio essere un giardino!



È primavera. Vedo giardini fioriti ovunque, nel mio giardino vedo fiori di ciliegio, di limone, di rosa, rosmarino e salvia, nello spiazzo davanti a casa vedo distese di crisantemi selvatici gialli,  lungo la strada tappeti di papaveri rossi, e a tavola, sapientemente seminati sulla tovaglia,  pure vedo giardini! Nel pangrattato vedevo un giardino, nei puddhricasci e nelle stelle panine ho infilato i fiori del giardino... voglio essere un giardino, diciamolo (forse mi devo anche preoccupare)!
Temo che dopo anni e anni di fiera masculaggine da scaricatrice di porto, mi stia femminilizzando oltremodo, tanto che un giardino fiorito da gustare vi propongo anche oggi, che bello è bello, romantico è romantico ma buono è anche più buono!
Una crostata al cioccolato alla crema di mandarino e frutta.
Però non è farina del mio sacco, anzi, non è terra del mio giardino, ci sono diversi accrediti da fare: prima di tutto la frolla, fantastica, è di Nanni, che se l'è inventata per farci dei biscotti.
Poi la crema al mandarino, davvero insolita, profumata e delicata, è di Mariafatima che l'ha usata per farcirci dei tortelli dolci.
Ultimo, ma non ultimo, l'idea di mettere insieme le due cose e aggiungerci la frutta fresca è di Piero, che ci ha fatto una crostata fresca e golosa!
Ultima, ma ultima, la sottoscritta me medesima io ci ho disegnato un bel giardino 




(nota: ho raddoppiato le dosi della crema rispetto a quelle di Piero, aggiunto un pizzico di lievito alla frolla e usato uno stampo rettangolare che si presta meglio all'idea del giardino, avete mai visto un giardino tondo voi? )


RICETTA


Ingredienti (per uno stampo rettangolare cm 30x20 o uno tondo da cm 28 Ø)


Per la frolla
225 g di farina (meglio se 0)
  75 g di fecola (o altro amido) 
150 g di panna fresca
100 g di zucchero a velo 
300 g di cioccolato fondente
100 g di burro
  1/2 cucchiaino di lievito per dolci



Per la crema al mandarino

500 g acqua
200 g zucchero
  60 g amido di maizena
    6 mandarini*
    2 tuorli

Per la finitura
Q.b. di frutta varia secondo preferenza. Io ho usato fragole, kiwi e banane.
q.b. di gelatina tipo tortagel oppure gelatina neutra sciolta con un po' di marmellata di albicocche o mandarino.

* La prima volta che ho fatto questa crostata non avevo mandarini, così li ho sostituiti con 100 g di marmellata di mandarini fatta in casa diluita in 100 g di acqua.
Un'altra volta, che avevo finito pure la marmellata di mandarini, ho usato succo e zeste di 3 arance tarocco, crema meravigliosa anche questa e che col cioccolato è la morte sua.
Oppure ancora, immagino che anche i mandarini canditi frullati insieme al loro sciroppo possano fare la loro porca figura in questa crema!



 Procedimento:

Preparare la frolla:
Setacciare assieme la fecola con la farina e il lievito,  tenere da parte.
Scaldare la panna in un pentolino, scioglierci il burro ed infine il cioccolato opportunamente tritato (oppure sciolto a sua volta a bagnomaria o al microonde funzione scongelamento) fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo ma non troppo caldo.
Aggiungere le polveri alla crema al cioccolato ed impastare, infine incorporare anche lo zucchero a velo fino ad ottenere una pasta omogenea e non molto soda, ci sarebbe un termine di paragone azzecatissimo ma credo sia meglio guardare la terza foto del collage sopra.
Appiattire l'impasto su pellicola alimentare, per comodità è meglio predisporre nella forma desiderata così da rendere più semplice poi stenderla. Coprire con pellicola e far rassodare in frigorifero qualche ora.
Stendere la frolla tra due fogli di carta forno, sistemarla con delicatezza nello stampo conservando la carta sotto, (io ho lasciato i bordi frastagliati e imperfetti, nella mia idea di giardino la frolla rappresenta la terra, voi avete mai visto la terra rifilata? ma voi fate come vi pare, soprattutto se non volete fare un giardino) bucherellare l'impasto con una forchetta, coprire di nuovo col foglio di carta, coprire con pesetti adatti (più adatti dei fagioli rossi?:).
Infornare in forno preriscaldato a 180 gradi statico o 160 ventilato. Cuocere circa mezzora, ma, come sempre, dipende dal forno. Bisogna comunque fare attenzione, perché essendo l'impasto molto scuro non è facile capire se s'è cotto o... bruciato! il colore è uguale. 
Mentre la base cuoce (o si brucia)

preparare la crema:
Grattugiare la buccia dei mandarini e spremere il succo o il contrario, prima spremere e poi grattugiare (cambiando l'ordine delle spremiture il succo non cambia).
Sbattere i tuorli con metà zucchero. 
Sciogliere la maizena in una tazza d'acqua (prelevata da quella prevista), aggiungerla al resto dell'acqua, unire lo zucchero, i tuorli frullati, il succo e le zeste dei mandarini e porre sul fuoco.
Portare a ebollizione, abbassare la fiamma al minimo e, continuando a mescolare, cuocere circa dieci minuti. Quando la crema comincia ad addensarsi, spegnere il fuoco e trasferire la crema in una ciotola. Coprire con pellicola o carta forno a contatto, e lasciar intiepidire.

Comporre il giardino la crostata:
Quando la frolla è fredda, estrarla molto delicatamente dallo stampo (io ho lasciato la carta forno sotto, fa molto giardino zen), versarci la crema tiepida e far raffreddare, così che rassodi.
Tagliare la frutta a piacimento, disporla sulla crema a piacimento e spennellare con la gelatina, vi piaccia o no è necessario perché la frutta non annerisca. 

Conservare in frigo e consumare entro un giorno.
ܓIl gusto delicato del mandarino, insieme a quello deciso del cioccolato e alla freschezza della frutta, offre un gusto davvero insolito e divertente! Se poi ci si diverte anche a comporre un giardino... :) ܓ
 
Tamara









POETICAmente


Voglio essere un giardino e che alla mia fontana

colgano i tanti sogni nuovi fiori,

gli uni in disparte e pensierosi,

gli altri riuniti in muti conversari.


E quando vanno, voglio su di loro

far stormire parole come alberi,

e se riposano, agli immemori sonni

col mio silenzio origliare.

.

 Rainer Maria Rilke 



lunedì 14 marzo 2016

La Regina delle crostate: quella al cioccolato di Ernst Knam



Questa crostata non ha bisogno di nessuna presentazione da parte mia.
È probabile, fra l'altro, che l'abbiate già vista se non, addirittura, fatta.
In entrambe le ipotesi, avete scoperto quanto golosa possa essere!
Un guscio di frolla dalla consistenza scioglievole ed una crema al cioccolato che conquista anche i palati più diffidenti; insomma, un connubio letteralmente paradisiaco!
Ma d'altra parte non è un caso che l'autore della ricetta sia stato ribattezzato con nome "il Re del cioccolato"! ;-)

Le feste di Natale, ormai lontane, ed un bellissimo libro da leggere e rileggere, sono stati per me l'occasione di provare questa crostata.
Vi dico solo che, nel giro di dieci giorni l'ho replicata (dietro suppliche varie) ben tre volte!
Sofia, la mia nipote più grande, l'ha fatta slittare in cima alla classifica dei suoi dolci preferiti, ed ogni tanto mi dice: "zia, ma quando rifai quella crostata??".
Penso di farle una sorpresa per Pasqua, e so già che mi riempirà di baci! :-)))))))))))
E voi?
Se volete regalare qualcosa di speciale.
Se volete una golosità assurda da condividere con chi amate.
Se volete realizzare una crostata "d'autore".
Fatela!!!!!!!!!!!!!
Sono certa che la rifarete anche voi, più e più volte. ;-)

Direttamente dal libro "L'arte del dolce"  di  Knam, eccovi dosi e procedimento.
Grazie Ernst!


INGREDIENTI (per uno stampo da 22 cm)

Frolla al cacao 

150 g di burro
150 g di zucchero semolato
1 uovo
vaniglia in polvere
6 g di lievito per dolci
280 g di farina 00
25 g di cacao in polvere
un pizzico di sale


Crema al cioccolato (crema pasticcera + ganache al cioccolato)
250 g di latte intero
1/2 stecca di vaniglia
15 g di farina 00
5 g di fecola di patate
2 tuorli
40 g di zucchero semolato
125 g di panna liquida
190 g di cioccolato fondente al 60% e di ottima qualità.



PROCEDIMENTO


Al mattino.
Per prima cosa preparare la pasta frolla, lavorando il burro morbido a tocchetti con lo zucchero, fino ad ottenere un composto bianco e cremoso.
Aggiungere l’uovo, la vaniglia ed il pizzico di sale.
Mescolare con una forchetta o una frustina piccola fin quando sarà tutto ben amalgamato.
Unire il lievito, la farina e il cacao setacciati insieme, lavorare velocemente fino a che l'impasto inizierà a compattarsi.
Rovesciare su un piano di lavoro, formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigorifero per almeno 4 ore.
Prima di pranzo, preparare il ripieno partendo dalla crema pasticcera. 
Versare il latte in un contenitore adatto per il microonde, unire la stecca di vaniglia (o qualche goccia di estratto) e fate riscaldare a massima potenza per 2 minuti.
Nel frattempo, in un pentolino, battere i tuorli con lo zucchero, ed appena saranno gonfi e spumosi unire la farina e la fecola precedentemente setacciate mescolando bene.
Unire a filo il latte caldo e mettere sul fuoco a cuocere mescolando con una frusta fino a far addensare la crema.
Versate in una terrina e lasciate intiepidire.
A seguire, preparare la ganache.
Versare la panna nello stesso contenitore adatto al micro e nel quale avevamo scaldato il latte.
Portare ad ebollizione, alla massima potenza, ed aggiungere il cioccolato, precedentemente tagliato, mescolando ripetutamente fino a quando risulterà completamente sciolto e ben amalgamato.

Ora, mescolare la crema pasticcera e la ganache ottenendo un composto omogeneo.
Tirare fuori la pasta frolla dal frigo e lavorarla brevemente su un piano di lavoro leggermente infarinato per restituire plasticità e modellabilità all'impasto.
Dal panetto di frolla prelevare 270 grammi che serviranno per foderare lo stampo.
Imburrare ed infarinare uno stampo rotondo da 22 cm di diametro. e foderarlo con la frolla, facendo attenzione a dare uniformità di spessore.
Versare il ripieno e livellare bene la superficie con un cucchiaio.
Dalla frolla rimasta ricavare alcune strisce di pasta e disporle a griglia sul ripieno (vi occorreranno ancora 150 grammi circa di pasta frolla; con quella che avanza potete realizzare dei golosissimi biscotti per la  colazione).
Infornare a 180° per circa 40 minuti.
Far raffreddare quasi completamente prima di sformarla, altrimenti si rischia di farla andare in mille pezzi e sarebbe davvero un gran peccato! ;-)


Servita il giorno dopo, la crostata acquista gusto e consistenza perfetti!
Peccato non essere riuscita ad immortalare anche qualcuno con i baffi sporchi di cioccolato! :-DDDD
E a voi? È venuta la voglia di provarla?? ;-))
Ecco, se solo potessi farvi arrivare il profumo sotto il naso e la consistenza sul palato sono certa che correreste a casa a prepararla!
E se mai lo faceste per davvero, sarò felicissima se tornerete qui a dirmi la vostra.

Vi saluto con questo "affondo" di forchetta e vi invito a rimanere sintonizzati su queste pagine.
Nella cucina condominiale si stanno preparando un sacco di cose buone: non potete perdervele!
Stay tuned e nel frattempo...



...siate lieti, sempre!
                        Emmettì

lunedì 21 ottobre 2013

Post d'apertura: Menu condominiale, svalvolato



Oggi apre il condominio in cucina (sì, un condominio intero in un'unica cucina), un blog in multiproprietà che ospiterà delle svalvolate ai fornelli, Maria Teresa altrimenti detta Emmettì,  Silvia altrimenti detta Esseppì, Tamara altrimenti detta ZiaTam.
Tre ragazze (alcune leggermente stagionate) che si sono conosciute in questo pazzo mondo virtuale, che si sono riconosciute nella loro svalvolatezza, che hanno deciso di coabitare uno spazio in cui condividere le proprie esperienze culinarie, senza avere alcuna ambizione da starblogger.

Ci tengono a precisare  (ma chi? oh, ragazze, parliamo in prima persona va, che già commettiamo peccato di vanità!),  dicevamo, teniamo a precisare che non siamo food-bloggers, né food-photographers,  né food-writers, e probabilmente tali rimarremo, l'unica ragione che ci ha spinto a convivere in questo blog è la possibilità di avere uno spazio nostro (saranno contenti Piero, il pigmalione che ci ha fatto conoscere, e le altre adorate amiche che ivi abbiamo incontrato) (ivi?!), in cui essere libere di esprimere le nostre doti (!!?) sperimentazioni culinarie, ed in cui ospitare eventuali altre amiche che abbiano voglia di suggerire una ricetta, di raccontare una storia commestibile, pubblicare un post insomma,  magari occasionalmente senza il carico di responsabilità che comporta la gestione di un blog proprio.

Oddio, diventiamo noiose! Noi pianteremmo qui il punto, e presenteremmo, come post d'apertura, un menu completo, ovviamente svalvolato (pescecarnedolce), e, soprattutto, abbondante! 

...
?
Sì, d'accordo, impareremo ad impiattare paccheri giganti in minibicchierini da fingerfood, ed anche a fotografare gli strofinac..ops! i teli da cucina sotto i piatti*, a scrivere bene le ricette (soprattutto Tam!) e ad essere brevi (oddio, sarà durissima!).
Ah, il vino lo portate voi? 


Benvenuti nella nostra cucina!


* (a proposito, qualcuno sa spiegarci perché nelle food-photos ci sono sempre strofinac..teli da cucina sotto i piatti? noi a casa nostra mangiamo sulla tovaglia, e pure bella stesa sul tavolo! mica su uno strofinacc... su un telo da cucina, per giunta piegato e messo di traverso sotto al piatto!)




 MENU CONDOMINIALE


Primo
(cucinato da Tamara)


 Cavatelli ai frammenti di mare


Altre foto QUI

ingredienti (per 4 persone normali o 6 che mangiano poco):

- 400 g di cavatelli freschi (in confezione sottovuoto, oppure 350 di cavatelli secchi sbollentati 5 minuti o 500 g  di cavatelli fatti in casa, purché fatti asciugare qualche ora)
- 500 g di polpo, calamari e seppie freschi
- 500 g di gamberi freschissimi
- 500 g di cozze nere
- 2 l di fumetto di gamberi **
- una decina di pomodorini (oppure polpa di pomodori pelati a pezzetti)
- olio evo
- scalogno
- aglio
- sale
- pepe

** fumetto di gamberi: bollire le teste (avendo cura di schiacciarle per far uscire tutti i succhi... eh lo so, poracci!), il carapace dei gamberi e gli scarti (escluse le interiora) dei molluschi, con 1.5 l di acqua e 1/2 l di vino bianco, mezza cipolla, uno spicchio d'aglio, qualche pomodoro, pepe in grani, prezzemolo, sale.



 - Pulire il polpo, la seppia e il calamaro, tagliarli a pezzi (sembra macabro detto così ma così è, a pezzi di piccola taglia, possibilmente), mantenendoli separati. Scartare...sgusciare...scarapeciare... insomma, pulire anche i gamberi, conservarne qualcuno per la decorazione. Ovviamente se non avete un blog e non dovete decorare il piatto puliteli tutti! (fig. 1)
- Con gli scarti dei molluschi e dei gamberi preparare il fumetto. (fig. 2)
- Pulire a vivo le cozze, e, solo se avete un blog, conservarne qualcuna intera per la decorazione. Conservare il liquido (questo anche se non avete un blog, mi raccomando). (fig. 3)
- Aromatizzare l'olio con l'aglio (nel microonde qualche secondo o in infusione qualche ora prima) . Porre sul fuoco in una pentola o nel wok, far appassire l'aglio insieme ai pomodori tagliati a pezzi e allo scalogno grattugiato (o tritato, fate vobis).(fig. 4) dimenticavo, buttate via l'aglio appassito!
- Aggiungere il polpo, cuocere una decina di minuti, poi inserire (io avrei detto aggiungere, ma quando si scrive non si deve ripetere) le seppie, cuocere ancora 5 minuti ed infine unirvi (!) i calamari.  (fig. 5). Se necessario, bagnare col fumetto e continuare la cottura per 10 minuti.
- Annettere (avrei detto sempre aggiungere) i cavatelli crudi (fig. 6), versare il liquido delle cozze filtrato, far assorbire e cominciare a risottare i cavatelli, allungando col fumetto via via che questi viene assorbito dalla pasta. (fig. 7)
- Portare a cottura, al dente, aggiungere (emmòbasta!) i gamberi sgusciati e le cozze devalvate (?), spolverare di pepe macinato al mulinello e prezzemolo tritato come vi pare, e servire! (fig. 8)

(gesù! che faticata.... ma sarà sempre così???!)

Tam




Braciolette alla Messinese



Le braciole a Messina sono degli involtini di carne... buonissimi!!



INGREDIENTI:
per 6 spiedi con 6 braciolette ciascuno 

- 450 g di fettine di vitello sottilissime
- 150 g di pane grattugiato (ricavato da pane raffermo casalingo: grattando sia crosta che mollica)
- 100 g di parmigiano grattugiato
- 50 g di pepato vecchio siciliano (formaggio pecorino siciliano)
- un bel mazzetto di prezzemolo  
- Olio extravergine di oliva q.b. 
- Sale 
- (uno spicchio d'aglio intero)*
- (pepe nero q.b.)*
- spiedi di legno

PREPARAZIONE:

Il taglio di carne è fondamentale: per intenderci, il pezzo che si deve chiedere al macellaio è quello che si usa per il carpaccio, gli straccetti le scaloppine o i saltimbocca. L'importante è che il macellaio tagli le fettine sottilissime! La fetta intera va poi tagliata in due o tre quadranti in modo da ottenere dei pezzi di forma quasi rettangolare.


In una ciotola versiamo il pangrattato, il parmigiano ed il pepato vecchio grattugiati, il prezzemolo, il pepe e l'aglio sminuzzati; bagniamo con olio Evo fino ad ottenere un composto che, stringendolo fra le mani, si tenga un po’ insieme.
Mescoliamo per bene e mettete da parte finché il tutto si insaporisca ed ammorbidisca.
Abbiamo così preparato la cosiddetta “muddica” condita.

Intanto prendiamo le fettine di carpaccio e tagliamole in due o tre se troppo grandi.

A questo punto passiamo alla farcitura delle nostre braciolette, posando sulla estremità della fetta di carne una bella manciata di mollica e arrotoliamo il bocconcino partendo da un’estremità fino all'altra.

Procediamo così fino ad esaurimento degli ingredienti ed infilziamo circa 5/6 involtini per ogni spiedo.

Una volta che sono tutti allineati, diamo una bella spolverata di sale ed infilziamo con due spiedi.

Impaniamo nuovamente ogni spiedo con la mollica di pane avanzata e a questo punto procediamo alla cottura secondo i nostri tempi e/o gusti:
 
  • sulla brace;
  • al forno alla temperatura di 200° per 10 minuti, avendo cura di voltare più volte gli spiedini su ciascun lato per consentire una cottura omogenea;
  • semplicemente in padella bagnandone il fondo con un giro d’olio e rigirandole anche solo una volta appena fatta la crosticina.
* facoltativi

Un consiglio: preparatene in quantità e tenetene una scorta in congelatore…
 
 
 Maria Teresa




Dolce
(cucinato da
Silvia)

Tarte ai frutti di bosco 





C’era una volta una tarte ai frutti di bosco bella bella. Vabbè che da lei non c’è niente di brutto: scrive bene, fotografa bene,cucina bene…oh e mo basta sennò quando arrivo a ‘sta ricetta?
Dunque l’ho vista da lei m’è piaciuta e l'ho fatta. Ora vi dico come.


Ingredienti:
- Frutti di bosco freschi (o altra frutta di stagione)
- Crema pasticcera  "quella di tutti i giorni" io l'ho presa qui da  lui  che è una garanzia, che a sua volta ha preso da  Montersino.
- Pasta frolla presa da qui che a sua volta ha preso da  qui

(è vero, nel disclaimer abbiamo promesso che linkiamo a gogo, ma è peggio di una cambiale con le girate!)


Procedimento:
·       Ho lavato i frutti di bosco e lasciati scolare, magari tamponando l'eccesso di acqua con un po' di carta da cucina.
·       Ho imburrato uno stampo di circa 22 cm di diametro per la cottura della tarte (il mio con fondo estraibile)
·       Ho steso la frolla e ricoperto lo stampo cercando di far aderire bene la pasta anche ai bordi. 
·       Ho bucato il  fondo della frolla con i rebbi di una forchetta.
·       Ho poi ricoperto la pasta frolla con carta argentata, compresi i bordi.
·       Ho coperto la superficie prima con carta forno dove poi ho adagiato dei fagioli secchi e infornato a 175°(forno già a temperatura)
·       Trascorsi 15 minuti, ho tolto la carta argentata e portato a termine la cottura.
·       Ho sfornato  e lasciato raffreddare.
·       Ho poi steso sulla frolla uno strato di crema pasticcera.
·       Ho messo su tutta la superficie i frutti di bosco e messo a riposo un paio d'ore in frigorifero.
·       Volendo si può spolverizzare con un po' di zucchero a velo.

Silvia











(Silvia!!!!!!! Corri, il gatto ce se magna la crostata!!)