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martedì 11 ottobre 2016

Di confetture e metodi rivoluzionari! Susine e cannella.



Folgorata!!! Ecco, è questa la parola giusta per descrivere come son rimasta quando ho prelevato la ciotola dal microonde ed ho visto il risultato!
Da quando Tam aveva riservato in anteprima a noi socie IL SUO metodo di fare marmellate al microonde, mi ero promessa di provarlo, ma poi ogni volta mi trovavo con decine e decine di chili di frutta da dover smaltire e la soluzione microonde l'ho sempre scartata.
Due domeniche fa, invece, guardo il cestino della frutta e noto che è pieno di susine al punto giusto di maturazione per essere consumate. Un'occhiata all'orologio, due velocissimi conti e non ho aspettato un attimo in più: le susine erano già finite nel lavandino per il lavaggio e la bilancia già pronta per i pesi! ;-)

Dopo 20 minuti ero lì imbambolata a guardare dentro la ciotola in quale meraviglia si erano trasformate quelle susine! Con una cucchiarella di legno ero lì che giravo, guardavo, annusavo, fino a che sento qualcuno che mi dice:
"Oh, ma la marmellata non va invasata quando è ancora bollente???"
"Urca, è vero!! Dai, corri! Vammi a prendere i barattoli invece di stare lì a guardarmi!!!"
"..."

Ecco, sono certa che se non fossi stata "svegliata" da quell'imbambolamento, ero ancora lì a guardare la confettura di susine, io!!!
E voi cosa aspettate a provare?
Questa dovete farla!!! Non solo non ve ne pentirete, ma rimarrete entusiasti anche voi della bontà e della velocità di preparazione.
La sto raccontando a chiunque la storia di questa confettura (anche ad una signora in fila alla cassa del supermercato che parlava con una sua amica dicendo che lei le marmellate non le sa fare...); potevo non condividerla con voi??????? :-DDDDDDDDD

Unica raccomandazione: affinché la confettura o marmellata che dir si voglia (ve la ricordate tutta la tiritera scritta qui?) venga saporita, cioè che sappia di frutta è che la frutta, appunto, sia matura!
Le varietà di susine indicate in questa ricetta, si trovano sui banchi di mercati e supermercati fino a tutto novembre! Se al momento dell'acquisto si presentano ancora con la buccia bella lucida e turgida e molto sode al tatto, aspettare qualche giorno e lasciarle maturare un pochino (magari mettendole vicino a delle mele o banane), poi procedere con la preparazione. Il punto giusto di maturazione è quando la polpa delle susine inizia a colorarsi di rosso.
Dai, fatemi contenta e correte a comperarne anche solo mezzo chilo! :-))

Direttamente dal metodo di Tam, ecco la mia confettura di susine!
Troppo felice io! :-)))))))))))




(clicca per ingrandire)
INGREDIENTI: (per due vasetti da 250 g)

- 500 g di susine (varietà Angeleno oppure Settembrina)
- 250 g di zucchero (anche di canna se preferite)
- il succo di un limone piccolo
- cannella q.b. (minimo la punta di un cucchiaino)



(clicca per ingrandire)
Tagliare le susine in piccoli pezzi e versarli  in una ciotola a bordi alti e adatta per le cotture al microonde, aggiungere lo zucchero, il succo di limone e mescolare velocemente con un cucchiaio giusto per amalgamare gli ingredienti.
Mettere la ciotola nel micro e cuocere alla massima temperatura per dieci minuti.
Estrarre la ciotola e, se vi aggrada,  dare una frullatina  col minipimer fino ad ottenere la consistenza desiderata (con la frutta è matura questa operazione può essere tranquillamente saltata); aggiungere la cannella, mescolare nuovamente e cuocere per altri dieci minuti.
Trascorsi questi ultimi dieci, estrarre di nuovo la ciotola ed invasare subito (ma subito eh???) la confettura in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati (**) e lasciando solo ½ centimetro dal bordo. Chiudere con il tappo ma non capovolgere il barattolo.
Il sottovuoto si formerà lo stesso. Provato e garantito!!!!!! 

Visto? Avete già finito! E guardate che risultato!!!! No dico...



Consiglio: consumare la confettura dopo almeno una quindicina di giorni.
In questo tempo, lo zucchero continuerà a "caramellizzare" la frutta esaltandone il sapore.
Conservare al fresco ed al riparo dalla luce per mantenere intatto il bellissimo colore di questa preparazione.



Altra cosa di questa marmellata.
È fotogenica lei!
Ci sono piatti che non amano essere fotografati (tipo la carne, ecco la carne è proprio difettosa all'obiettivo), altri così e così e poi ci sono quelli proprio vanitosi che non smetteresti mai di fotografare!
Ecco, la confettura di susine è proprio vanitosa, si mette lì tutta spavalda e sicura della sua bellezza che sembra guardarti e dirti:
"forza! Cosa aspetti a fare click? Guarda, cambio anche posa adesso! E sopra ad una bella fetta biscottata non vuoi immortalarmi? E nei vasetti da regalare?"
Oh mamma quante storie!!!
Insomma, ho scattato tante di quelle foto che scegliere quelle da mettere in questo post è stata la cosa più faticosa di tutto lavoro...
E voi adesso ve le subite!
'A prossima vorta moooooooooo cionco quer dito!!! :-DDDDDDDDDD



(**) Come si sterilizzano barattoli e tappi?
Per questo tipo di preparazione suggerisco la sterilizzazione in forno.
Per sterilizzare i vasetti in forno occorre portarlo ad una temperatura di 100°, mettere i vasetti puliti in una teglia ed infornarli per 5 minuti.
Passato questo tempo, spegnere e lasciare i vasetti a raffreddarsi nel forno chiuso, aggiungendo anche i coperchi.
I vasetti sterilizzati devono essere utilizzati subito dopo il processo di sterilizzazione e man mano che si raffreddano, poiché se restano all'aria aperta la sterilizzazione perderà la sua efficacia.

Per riempire i vasetti appena sterilizzati, inoltre, bisogna evitare che si raffreddino troppo per non creare uno shock termico tra la temperatura del vetro e quella della conserva appena preparata.
Il tempo che la confettura sarà pronta, lo saranno anche i vasetti alla temperatura giusta.
Non vi pare una meravigliosa coincidenza anche questa? :-DDDDDDDD




CURIOSITA': SUSINE O PRUGNE?

I termini susina e prugna vengono molto spesso considerati come sinonimi, ma in realtà esistono alcune differenze.
Più propriamente dovremmo indicare con prugna il frutto dei susini europei, mentre con susina quello dei susini cino-giapponesi.
Un’altra inesattezza piuttosto comune è quella di indicare con il termine susina il frutto fresco e con prugna il frutto essiccato (in realtà secche vengono fatte le prugne e mai le susine perché più' acquose e meno saporite).
Si tratta comunque di errori di scarsa rilevanza legati essenzialmente alla notevole somiglianza che esiste tra i frutti delle varie specie di susino che sono particolarmente numerose.

APPROFONDIMENTI: PREPARAZIONI ALIMENTARI FATTE IN CASA

Se volete approfondire i metodi per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico, il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità hanno messo a disposizione delle interessantissime linee guida consultabili QUI. Buona lettura! :-))

Ora vi offro una fetta biscottata spalmata con un generoso cucchiaino di questa confettura per farmi perdonare delle tante chiacchiere...
Buon proseguimento di settimana!!
M.T.


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Siate lieti, sempre!

mercoledì 6 luglio 2016

Pectina fatta in casa e confettura di mele allo zenzero al microonde


Premessa fondamentale: contrariamente alla mia socia Silvia, che dice di soffrire di eccesso di sintesi, io soffro invece di abuso di parola, sono prolissamente logorroica, quindi potete saltare a piè pari la intro piena di minchiat inutilità e passare direttamente a ricette e pertinenze :)

ѼѼѼѼѼ

È risaputo. Ho cominciato a far dolci da pochi anni. Prima li amavo, i dolci, ma non li facevo. Li mangiavo.
La marmellata invece non la amavo, troppo dolce. Non la facevo e mangiavo solo quella comprata. Poi casualmente un giorno un'amica mi ha regalato un boccaccio (il barattolo di vetro, non il poeta) di marmellata fatta da lei e ho scoperto che invece la marmellata mi piace un sacco! Addirittura quella fatta in casa sa di frutta, incredibile! Così ho continuato a mangiarla, ho cominciato ad amarla e mi sono messa in testa addirittura di farla. Ma quando ho capito che ci voleva un sacco di tempo e un sacco di ustioni, ho cercato un trucco, e l'ho trovato: marmellata al microonde! Mi che figata! Ci vuole molto meno tempo e non ti ustioni perché non devi girare! (ti ustioni solo per tutto il resto). Così ho cominciato a marmellare microondando a tutt'andare. Ignoravo che il mio povero forno a microonde, fedele compagno di colazioni per tanti anni, abituato a brevissime sedute microondatiche, prima o poi si sarebbe ribellato.

E difatti, dopo quei 150 boccacci in 3 giorni il mio fido microonde mi ha detto ciao. Anzi, addio proprio. Mi aveva pure avvisata, con lamenti strazianti prima, miagolii insistenti poi, alla fine, visto che ignoravo qualsiasi forma di avvisaglia sonora, una sera, nel bel mezzo di 900 watt lanciati alla massima potenza, ha abbaiato come un elefante (?!), vibrato come un martello pneumatico ed infine si è felicemente suicidato. Allorché mi è venuto il sospetto che la cottura al microonde vada benissimo e sia perfetta solo per quantità limitate di frutta, direi non più di mezzo chilo, una tantum, direi quei 150 boccacci in 365 giorni, non di più.
E allora? Chi mi conosce un po' sa che io non sopporto le quantità minime, e tollero a malapena quelle medie. Come fare a produrre quintali di marmellata senza passare le ore davanti a un pentolone pieno di schizzi bollenti a schiumare manco fossi un lama???? Semplice! usare la pectina!
E come fare la pectina?
Semplice! Usando gli scarti delle mele!
E se non mi va di mangiarmi quelle 150 mele in 3 giorni per fare la pectina?
Semplice! Con la polpa ci fai la marmellata!
E come la fai la marmellata???
Azz di domande! Con il microonde no?

Riepilogando.
La marmellata si fa con la pectina.
La pectina si fa con gli scarti di mela.
Con le mele si fa la marmellata al microonde.
Qualcosa non torna lo so...



RICETTE (due al costo di una)


PECTINA 
clicca sull'immagine per ingrandire


Cosa serve:

• 5 grosse mele acerbe (bucce e torsoli)
• 2 limoni (bucce, scarti, succo e semi)
• 1 arancia (bucce, scarti e semi), se non è disponibile non è necessaria.
• q.b. acqua (2,5 volte il peso totale degli scarti)
• q.b. zucchero




Premessa: se bucce e scarti sono già disponibili, saltare i primi 3 punti del procedimento.

Ѽ
 Lavare bene benissimo tutti i frutti, sbucciare l'arancia e i limoni e trattenerne le bucce compreso l'albedo, pelare le mele grossolanamente (trattenendo un po' di polpa con la buccia), ricavarne i torsoli e tagliarli a pezzi. 
Ѽ Spremere i limoni e irrorare gli scarti delle mele per evitare che anneriscano.
Ѽ Recuperare tutti i semi dei limoni e delle arance, e schiacciarli leggermente.
Ѽ Pesare tutti gli scarti e versarli in una pentola molto capiente. Io ho ricavato circa 1 kg di scarti.
Ѽ Aggiungere acqua per un peso pari a due volte e mezzo quello degli scarti. Nel mio caso, 2,5 l.
Ѽ Portare a ebollizione e cuocere per un paio d'ore a fuoco medio, il volume nella pentola sarà ridotto a circa la metà.
Ѽ Passare al setaccio (usarne uno a maglie fitte) la poltiglia facendo colare il liquido in una casseruola (altrimenti detta pentola ma è più figo dire casseruola), schiacciare ben bene così da recuperare anche un po' di polpa.
Ѽ Pesare il liquido ottenuto (io circa 1 kg. Lo so, i liquidi non si pesano, ma veramente voi misurate il volume? dai su, che pesiamo pure l'acqua!)
calcolare il 30% che sarà il peso dello zucchero, e aggiungere al liquido. Far ridurre a fuoco medio.

Alla fine ho ottenuto 600 g di pectina che ho invasettato e conservato come una marmellata.

Note:
- in caso si preveda di consumare la pectina a breve o di congelarla (in bicchierini di plastica o nei contenitori del ghiaccio), si può evitare di addensarla con lo zucchero, nel caso ricordarsi, quando si preparerà la marmellata, di aggiungere il peso della pectina a quello della frutta prima di calcolare la quantità di zucchero.
- Quanta pectina usare? Dipende dal tipo di frutta utilizzata per la marmellata, nella sezione DI PERTINENZA approfondiamo il discorso.

ps. la pectina nelle foto l'avevo conservata in frigo e si era gelificata, ma in realtà la consistenza finale dovrebbe essere molto simile ad un succo di frutta, quindi liquida.

 ѼѼѼѼѼ

E con la polpa di mele avanzata che facciamo? Una torta, una crostata, un succo oppure la marmellata!
(Nel titolo, che è una roba pubblica, ho scritto come pretende una direttiva europea,"confettura",  fra di noi invece la chiamiamo come sempre l'abbiamo chiamata, e pure rubata: marmellata).







MARMELLATA DI MELE al microonde

Ingredienti

- 500 g di polpa di mele (al netto degli scarti)
- 200 g di zucchero (riducibili a 150 g)*
-     1 limone (solo il succo)
- q.b. di zenzero fresco (oppure altri aromi a scelta: vaniglia, cannella, cardamomo, zenzero in polvere, peperoncino, pepe rosa in grani)

* La quantità minima di zucchero perché funga da conservante è di circa il 50% sul peso frutta, ma dipende dal tipo di frutta e dalla modalità di conservazione. Io, per esempio, conservo le marmellate in frigorifero tutto l'anno, quindi uso pochissimo zucchero.

 Ѽ Tagliare la polpa in pezzi e versarla in un contenitore di vetro a bordi alti adatto per le cotture al microonde e irrorare col succo di limone per non far annerire le mele.
 Ѽ Aggiungere lo zucchero, mescolare e porre la ciotola nel microonde.
 Ѽ Cuocere alla massima temperatura per dieci minuti.
 Ѽ Estrarre la ciotola, frullare col minipimer fino ad ottenere la consistenza desiderata (vellutata o grossolana) e rimettere in forno ancora per dieci minuti.
 Ѽ Aggiungere lo zenzero grattugiato o gli altri aromi e invasare in boccacci di vetro precedentemente sterilizzati al microonde (un dito d'acqua in ogni barattolo e 5 minuti alla massima potenza).
 Ѽ Far raffreddate i boccacci capovolti. Fine!

Visto? veloce, pulito ed esente da schizzi malefici! E la pectina? In questo caso non era necessaria, perché le mele ne contengono in quantità sufficiente ad addensare la marmellata senza aggiungerne.
E quali sono i frutti che hanno bisogno di una "aggiustatina" affinché la confettura si addensi velocemente, anche con la cottura tradizionale sul fuoco a gas? Ve lo dico più giù!








DI PERTINENZA




Perché usare la pectina? 

Per velocizzare la cottura della marmellata e quindi evitare la caramellizzazione della frutta.


Cosa è la pectina?

La pectina è un ingrediente (componente) naturale che si trova nelle pareti cellulari delle piante e dei frutti e il suo scopo è quello di agire come agente collante. La quantità di pectina che si trova nella frutta varia a seconda della varietà di frutta. Per esempio, le mele cotogne, le mele e gli agrumi contengono una maggior quantità di pectina e in particolare la loro buccia. Perché si possa creare un gel, fondamentale per le marmellate, la pectina della frutta ha bisogno di essere cotta insieme agli zuccheri e un acido come il succo di limone oppure l’aceto di mele.

La fonte più ricca in assoluto è la pellicina bianca - detta albedo - che rimane attorno ai frutti degli agrumi dopo aver allontanato la buccia.
Ecco spiegato come mai i nutrizionisti danno una netta preferenza al frutto intero rispetto alle spremute ed ai succhi di frutta, particolarmente ricchi di zuccheri e poveri di fibra.

La diversa concentrazione di pectina nei frutti maturi spiega perché da alcuni di essi si ottengono gelatine di consistenza eccellente, mentre da altri si ricavano marmellate piuttosto liquide, rendendo necessaria l'aggiunta di pectina in polvere o di altri frutti che ne sono particolarmente ricchi (mele cotogne e bucce di agrumi). Sotto questo aspetto, la capacità di formare gel ad alta consistenza è superiore per i frutti acerbi, poiché in quelli maturi si riscontra un elevato grado di idrolisi enzimatica delle pectine.

Le proprietà gelificanti ed emollienti della pectina sono utilissime per regolarizzare le funzioni intestinali. In presenza di diarrea, proprio come quando la marmellata è troppo liquida, la pectina aumenta la consistenza delle feci; invece, in presenza di stitichezza - purché accompagnata dalle giuste quantità di acqua - può favorire il transito intestinale, conferendo maggiore morbidezza alla massa fecale e distendendo le pareti coliche (importante stimolo alla peristalsi e all'evacuazione).
Questo potevo fare a meno di dirvelo vero? Oh, ma avete notato le funzioni intestinali, quale che sia l'argomento trattato, sono sempre presenti?)
(Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/integratori/pectina.html)

Nota estetica : non far ossidare le bucce o gli altri ingredienti prima di trattarli. Approfittare dell'abbondanza di stagione e congelare, via via che si consumano i frutti, le scorze e le bucce in un sacco di plastica a zip facendo uscire il massimo dell'aria. Diversamente la pectina prenderà un colore scuro di frutta ossidata. Sarà comunque buona per la marmellata ma tenderà a scurire le marmellate e sopratutto le gelatine.

 Come abbiamo visto, l'albedo (la parte bianca della buccia) è la parte più ricca di pectina, quindi se limoni e arance sono biologici, si può grattugiare o pelare la scorza (solo la parte colorata) per utilizzi futuri, se non sono biologici si può buttare via senza rimorsi.



QUANTA PECTINA USARE PER LE NOSTRE MARMELLATE?

La gelificazione delle marmellate avviene grazie a due elementi  che, insieme, innescano il processo: la pectina e gli acidi. Ci sono frutti che contengono un perfetto rapporto pectina/acidi che non hanno bisogno di aggiungere né l'una né gli altri, frutti che hanno poca pectina o poco acidi, nel qual caso si rende necessario, al fine di velocizzare la gelificazione, aggiungerli entrambi.

Ecco una comoda tabella che raggruppa alcuni frutti a seconda del loro contenuto di acidi e pectina (fonte: National Center for Food Preservation):

GRUPPO 1
Frutti che, maturati al punto giusto, e non un secondo di più, contengono il perfetto ammontare di pectina e acidi per la gelificazione con la sola aggiunta di zucchero.
Quindi per le marmellate cotte con i frutti appartenenti  a questo gruppo non è necessario aggiungere pectina.

GRUPPO 2
Frutti che hanno un basso contenuto sia di pectina che di acidi. L'aggiunta di entrambi, e dello zucchero, è quasi sempre necessaria per la gelificazione della frutta.
In questo caso, consiglio di usare 100 g di pectina e il succo di 1 limone per 1 kg di frutta.

GRUPPO 3
Frutti che hanno sempre assolutamente bisogno dell'aggiunta di pectina e acidi.
Meglio raddoppiare con 200 g di pectina e il succo di 1 limone per 1 kg di frutta.



(Non chiedetemi cosa siano i Loganberries e l'uva western concord, please)




 Tamara


DIVAGAmente 


lunedì 27 gennaio 2014

Mirto di Salento, Crema di mirto, Marmellata di mirto: multipost (o)mirtoso




 è tempo? no aspettiamo ancora un po'. è tempo? no aspettiamo ancora un po'. è tempo? no aspettiamo ancora un po'. un giorno arriva a casa con 6 chili di  mirto, già pulito e pronto. ma non s'era detto che non era tempo? e poi volevo venire anch'io! dovevo fare le fot... ehm.... volevo avere il gusto di raccoglierlo con le mie mani!
"ma questo l'ho preso solo così mi fai la marmellata" (6 chili???)
ah ecco.... quindi... ora andiamo?
sì ora è tempo.
ora, la maggior parte delle persone raccoglie il mirto in modo selvaggio, strappa i rami, deturpa la pianta, violenta la natura. a voi piacerebbe che vi strappassero i rami? cioè  le braccia?
invece noi l'abbiamo raccolto bacca bacca, mi sembra più delicatato no? tirar via le bacche una a una, senza lamenti (oddio, io un poco mi sono lamentata!...... ah, da parte della bacca si intendeva?), insomma abbiamo staccato le bacche dal ramo una a una, è come se ci strappassimo le unghie dei piedi delicatamente a una a una... uhm....oddio diciamo come se ci strappassimo le sopracciglia a una a una via!
...



Facciamo così, vi do 3 ricette mirtose e lasciamo perdere le chiacchiere!


 RICETTE





MIRTO DI SALENTO

Ingredienti:

1 l di alcool a 95°
600 g di bacche di mirto
1,200 l di acqua
800 g di zucchero
1 baccello di vaniglia










1 - Mondare le bacche, lavarle per bene, scegliere anche qualche  fogliolina, farle asciugare qualche ora, trasferirle in un contenitore di vetro a chiusura ermetica scuro (ma se non ce l'avete non
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muore nessuno! basta ricoprirlo di alluminio o conservarlo in un luogo buio), versarvi l'alcool,
assicurarsi che le bacche siano abbondantemente sommerse (dopo un po' di giorni il volume dell'alcool sarà diminuito ed è bene che le bacche rimangano comunque sommerse, altrimenti si dovrà rabboccare con ulteriore alcool), aprire il baccello di vaniglia, ricavare i semini, versare anche questi con tutto la bacca, chiudere il contenitore, conservare in luogo fresco, asciutto e buio.
ammazza, tutto d'un fiato!

2 - Ecco, ora appunto, si può tirare il fiato e dedicarsi ad altro per 40 giorni. Però, e sottolineo però, almeno una volta al giorno bisognerà ricordarsi di scuotere il contenitore e ribaltarlo un paio di volte facendo attenzione a non farselo sfuggire dalle mani, sennò so' razzi. Così le bacche si sfruculiano bene bene, si mescolano e macerano insieme ai nostri sensi di colpa legati ai rami strappati le unghie ecc. ecc.

3 - Finito il tempo della macerazione, e superati i sensi di colpa, preparare lo sciroppo con cui allungare l'alcool aromatizzato. Niente di più facile ed esente da sensi di colpa! Portare a bollore l'acqua insieme allo zucchero e continuare a mescolare finché quest'ultimo sia completamente sciolto. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare.

4 - Mentre lo sciroppo si fredda, arriva il bello (leggasi il brutto, ma mai brutto come il brutto della marmellata). Filtrare l'alcool dalle bacche pregne di alcool appunto.... e siccome sono pregne le dobbiamo strizzare bene bene perché ci restituiscano il nostro amatissimo alcool ché l'abbiamo pure pagato un sacco di soldi! (chiedo venia per gli errori di sintassi dell'ultimo periodo, ho scritto come ho filtrato.... già tanto che vi ho risparmiato le parolacce!).

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4 bis - Allora, dicevo, bisogna ricavare quanto più alcool possibile assorbito dalle bacche, all'uopo sarebbe necessario un piccolo torchio, io ho usato lo schiacciapatate.... e ho schiacciato circa 2 chili e mezzo di bacche pregne di alcool.... evito di dirvi che significa sennò il mirto non lo farete mai!!! Schiacciare più possibile le bacche ma senza esagerare (?!), onde evitare di sprigionare troppi tannini dalla polpa, responsabili di un gusto esageratamente astringente e pizzicoroso. Raccogliere tutto l'alcool strizzato e filtrato (in carta assorbente o in telo pulito) in un contenitore e


5 - 5 - 5 -mescolare (ma che bella parola!) con lo sciroppo ormai freddo. Mescolare bene, e travasare in bottiglie di vetro, dopo aver mescolato. (oh, mi piace troppo questa parola!)

6 -Consumare non  prima di due mesi, tempo necessario perché i tannini bastar.. ehm... presenti
allentino la morsa astringente sulla nostra lingua!

7 - 8- 9 - bingo! - Ma dopo due mesi ragazzi..... che meraviglia!! Roba da far resuscitare i morti! O da far ballare sui tavoli signore ammodo, timide e timorose di Dio :)








CREMA DI MIRTO




Ingredienti: 

1 l di alcool
600 g di bacche di mirto
1,600 l di latte
1,200 g di zucchero
1 baccello di vaniglia





Tutto uguale Mirto di Salento  tranne il punto 3.
Lo sciroppo, in questo caso, è sostituito da una crema di latte, ottenuta così:
punto 3 della crema - Portare ad ebollizione il latte insieme allo zucchero e continuare a mescolare fino a che quest' ultimo sia completamente sciolto. Far raffreddare. Portare di nuovo ad ebollizione, abbassare la fiamma e dopo un paio di minuti spegnere. Far raffreddare. Ripetere un ultima volta questa operazione, il latte dovrebbe essersi leggermente addensato.







MARMELLATA DI MIRTO


1 kg di bacche
q.b. zucchero
1 mela
1 limone (la buccia di)
1 baccello di vaniglia o due cucchiaini di estratto di vaniglia








1 - Armarsi di santissima pazienza.
2 - Essere consapevoli che: tanto lavoro poca resa. Da 4 chili di bacche ho ricavato due boccacci da 250 g di marmellata..... regolarsi di conseguenza.
3 - Lavare le bacche, bollirle circa 15 minuti per ammorbidirle, scolarle, schiacciarle nel passaverdure, filtrare la composta ottenuta attraverso un setaccio per eliminare quanti più noccioli possibili (che contengono una quantità di tannini esagerata), aggiungere la mela grattugiata, pesare il composto, calcolare l'80% che è il peso dello zucchero da aggiungere, mettere sul fuoco, aggiungere la scorza del limone e la vaniglia, cuocere a fuoco lento fino a che la purea si addensa, fare la prova piattino congelato, se la marmellata non scende a velocità della luce ma  come un'anima in pena è pronta, eliminare la buccia di limone e l'eventuale baccello di vaniglia, indi invasare nei vasetti precedentemente sterilizzati al microonde (un dito d'acqua per 5 minuti alla massima temperatura), capovolgere i boccacci e, una volta freddi, rigirarli per dritto.
clicca sull'immagine per ingrandirla




ora ditemi se non merito un premio per la velocità  con cui ho esposto quest'ultima ricetta!!! Sono fiera di me! Dono della sintesi, vieni a me!







Ah, dimenticavo! Anche la marmellata è bene comsumarla non prima di 2 mesi... sempre per colpa di quegli stramaledettissimi tannini!!





DI PERTINENZA

cosa sono i tannini????
 Il termine tannino è stato per la prima volta utilizzato nel 1796 per indicare una sostanza chimica presente negli estratti vegetali capace di combinarsi con le proteine della pelle animale in complessi insolubili, di prevenirne la putrefazione da parte degli enzimi proteolitici e trasformarla in cuoio. 

Quindi fatemi capire... se mi mangio la marmellata di mirto o bevo il liquore e mi combino con la pelle di un animale putrefatto lo trasformo in cuoio????????
Ma dai....


Il mirto è una pianta arbustiva tipica della macchia mediterranea le cui bacche  maturano in autunno inoltrato e si raccolgono da dicembre a gennaio,  quindi siamo quasi sul filo di lana!
Vale la pena, il liquore è davvero notevole, un gusto deciso di legno/mare/frutta/tannini che, una volta assaggiato, non si dimentica più. E' un'ottima  idea regalo, difatti come dice il proverbio a caval donato non si guarda in bacca....


 E poi, il mirto è decisamente  il liquore delle donne.  Come ho letto QUI (consiglio vivamente di leggere tutto l'articolo), Il sostantivo Myrtos è legato al mito greco di Myrsine, una ragazza invincibile nelle gare atletiche che venne trasformata da Pallade (divinità greca) in albero di Mirto per aver superato un giovane in una gara ginnica.
 E ti pareva! Mi ricorda di quando da ragazzina passavo interi pomeriggi al bar a giocare a bigliardino contro i ragazzi... che perdevano regolarmente contro la mia compagna di gioco e me, e alla fine siamo rimaste senza più avversari perché si rifiutavano di giocare con noi, pavidi! E meno male che non ci hanno trasformate in alberi di Mirto!

Ed ancora, il mirto è legato al nome di Venere, dea dell'amore, sembra che  Ovidio nelle Metamorfosi, sostenga che la dea, quando uscì nuda dalla schiuma del mare, si rifugiò dietro un cespuglio di mirto, per nascondersi dagli sguardi concupiscenti di un satiro (rattuso).

Insomma, sto mirto è davvero mitico, s'ha da fa!

Fine.
Lo so, anche stavolta sono stata lunga, però è vero anche che ho pubblicato 3 ricette al prezzo di una!

 
Tamara


link:
http://visionigustative.blogspot.it/2014/01/mirto.html
http://visionigustative.blogspot.it/2014/01/mirto-facciamo-il-liquore-o-la.html
http://visionigustative.blogspot.com/2014/01/mirto-di-salento-crema-di-mirto.html








DIVAGAmente




Mi mescolo a te
ancora
Tu ti trasformi in onda
ed io nel rumore che fai
io divento umida terra
e tu l’acqua che mi disseta
in questa notte
profumata di luna
tu sei la pelle del mio corpo nudo
ed io le labbra dei tuoi baci
.
Tam


immagine: Egon Schiele "Abbraccio amanti II"  1917 ma ho rubato la luna a Chagall, qui



 

giovedì 23 gennaio 2014

Paciughini di pasta matta ripieni di marmellata






Eccomi di nuovo fra voi con una ricettina che quasi mi vergogno a pubblicare dopo le meraviglie che continuano a sfornare le mie socie/inquiline.

Paciughini?????????
di pasta matta????????

Eh si perché il "paciugo" è un termine bergamasco con cui genericamente si definisce un pasticcio.
Ecco, questi sono dei piccoli "paciughi", ergo, "paciughini".

E la pasta non è né una frolla, né  una sablée, né una sfoglia..., non è niente insomma!!
E' semplicemente un impasto molto versatile che, se deciderete di provare, si presta a molti usi in termini di forma e ripieni.

Quel sabato dovevo incontrare degli Amici molto speciali e  volevo portar loro qualcosa di mio; ma come sempre il tempo era poco e  allora, in fretta e furia, ho sfornato questi paciughini.




Ecco come ho fatto.

Ingredienti:

450 gr di farina 0 (io Petra 5 che per i dolci trovo fenomenale)
120 gr di zucchero
1 bustina di lievito istantaneo
1 pizzico di sale
1 buccia di limone (possibilmente non trattata) grattugiata
120 gr di burro a temperatura ambiente
1 uovo
1 vasetto di yogurt (io di solito vaniglia, agrumi o albicocca)



Procedimento:

Sabbiare la farina con lo zucchero, il burro, la bustina di lievito, il pizzico di sale e la buccia grattugiata del limone.


Formare poi una fontana e al centro rompervi l'uovo unendo anche il vasetto di yogurt.
Con una forchetta sbattere leggermente uovo e yogurt, poi iniziare a far assorbire la farina fino ad ottenere un composto sodo ma ben lavorabile.

All'inizio l'impasto sarà piuttosto sbricioloso, però mano a mano che si lavora diventerà compatto e setoso.

Su un piano di lavoro leggermente infarinato (trovo che la farina di riso sia ottima a questo scopo) stendere la pasta matta così ottenuta ad uno spessore di 3-4 mm e con un coppapasta o un bicchiere o una formina per ravioli, ricavare dei dischi nei quali inserire un cucchiaino di marmellata prima di essere richiusi a mezzaluna.

Sigillare i bordi con una forchetta in modo che durante la cottura i paciughini non si aprano, soprattutto se la marmellata scelta non risulti ben soda.

Fare la stessa cosa con i ritagli di pasta in modo da utilizzarla fino all'ultima briciola.

Mano a mano che si formano, disporre i paciughini su una teglia precedentemente ricoperta di carta forno e lasciar cuocere a 180° fino a quando non risulteranno ben dorati (20-25 minuti circa).

Una volta sfornati, lasciarli raffreddare su una griglia e cospargere di zucchero a velo vanigliato (possibilmente home made).

Et voilà!!!! Visto che velocità???


Conservati in un contenitore ben chiuso, si mantengono fragranti come appena fatti anche per 8/10 giorni.

Paciugate gente, paciugate!!!!!!!!!!!




Passiamo ora alla parte tragica del post...

Le foto...

Vi eravate abituati ai dipinti di Tam e ai progressi di Silvia eh?????

Ecco, ora mettete degli occhiali protettivi e guardate con un occhio chiuso e uno aperto...:)))))))))))))))

Questa la versione con marmellata di susine, cannella e chiodi di garofano di quel famoso sabato






E sotto la versione di ieri con la mia orange marmelade, realizzata per sostenere la ricerca dell'AIRC nella giornata di sabato 25 gennaio.
Qui possiamo trovare l'elenco delle piazze che sostengono l'iniziativa e tante altre info utili.

Siate lieti, sempre!!!

Maria Teresa





le arance del cuore




Aiutiamo la ricerca a rendere il cancro sempre più curabile
Andiamo in piazza (trova la tua) e compriamo le arance della salute! 
Poi facciamo i paciughini di Maria Teresa :) 
(Tam)

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lunedì 11 novembre 2013

di marmellate ai peperoncini tondi (e di attrezzature)


Altre immagini QUI


Sì lo so, siamo fuori stagione per i peperoncini tondi, ma in giro ho visto ancora dei meravigliosi mazzi di peperoncini a cornetto, quindi si fa ancora in tempo!

La ricetta mi è stata regalata da Ornella,  mia cugina oriunda leccese naturalizzata romana,  dopo che mi aveva regalato la marmellata in questione. Me la portò d'estate, mentre andava via al volo mi lanciò un boccaccetto (ricordate? il boccaccio  è un barattolo di vetro) dal finestrino dell'auto e disse, spero ti piaccia! Guardai l'etichetta scritta a mano e lessi "marmellata di uva". Mentre si allontanava dalla mia visuale (la macchina di mia cugina, non il boccaccetto) perplessi... mai vista in vita mia una marmellata d'uva rosso fuoco. In verità non avevo mai visto né una marmellata d'uva né una rosso fuoco. Quindi ero doppiamente perplessa. Mentre ancora avevo la mascella appesa (mi si appende sempre la mascella, quando perplimo), squilla il cellulare "Taaaam scusa! mi sono dimenticata di dirti di non considerare quello che c'è scritto sul tappo, perché quella non è una marmellata di nonricordoché ma è una marmellata al peperoncino!" ... sdong...."Tam, ssei caduta???"  No, non io... la mascella...
 Peperoncino?????? esiste al mondo una marmellata di peperoncino?????
Sì lo so, voi lo sapete che esiste, non foss'altro che la mia ricetta l'ha già pubblicata poco tempo fa Lui, ma io all'epoca non avevo idea che esistessero i foodblogs, e tantomeno conoscevo lo zio più famoso del foodweb ed allora in effetti Piero non aveva neppure pubblicato la mia ricetta! Quindi, all'epoca,  mi sono precipitata a chiederla a mia cugina... vi vedo perplessi...


RICETTA


ingredienti:

1 kg di mele renette o golden lorde (cioè non zozze eh? il peso lordo, insomma intere! pesatele intere...cominciamo bene...)
300 g di peperoncini tondi, anche questi lordi  (o 200 g di peperoncini a cornetto)
1/2 litro di acqua
1 bicchiere di aceto di mele
zucchero, poi vi dico

attrezzatura necessaria
ebbene sì, per questa ricetta è assolutamente necessario dotarsi di attrezzatura idonea.
Vi consiglio vivamente, prima di procedere nella lettura, ma soprattutto nella mondatura, onde evitare le conseguenze di cui alla sezione "DIVAGAmente", di cliccare

QUI

Bene... una volta che vi siete procurati tutto l'occorrente, indossatelo! e procedete in questo modo:

- Mondate i peperoncini, eliminando il picciolo, i semini e i nervetti, che sono i più piccanti (ergo, se volete una marmellata più piccante lasciate i nervetti e qualche semino).



- Mondate le mele, tagliatele a pezzi e unitele all'aceto, così non anneriscono (che poi, è aceto di mele. che c'entra? non so, così per dire).

- Aggiungete i peperoncini e l'acqua e bollite per mezz'ora.


clicca sull'immagine per ingrandirla

Nel frattempo, se  state sudando e vi sentite prossimi allo svenimento, vi si è anchilosata la mano del guanto d'acciaio, vi si sono appannati gli occhiali antinfortunistici e lo scafandro vi sta facendo sprofondare nel pavimento, potete anche spogliarvi dell'attrezzatura ora, potete addirittura azzardare di togliere con estrema cautela  la maschera antigas ma evitate di respirare i vapori della marmellata, le zaffate potrebbero procurarvi un incendio delle vie repiratorie.

- Frullate tutto col minipimer, se avanzano pezzettini di buccia di peperoncino filtrate la purea (che se rimangono nella marmellata poi, quando la mangerete,  quelle minuscole pellicine si incollano sotto al palato e non dormirete la notte per il fastidio e forse vi scapperà pure qualche parolaccia).

- Pesate e aggiungete 700 g di zucchero ogni chilo di composto.

- Fate bollire a fuoco lento fino alla densità giusta. Circa tre quarti d'ora, ma dipende dalla quantità. Se lasciate qualche buccia di mela, ricca di pectina, si addenserà prima. 

- Nel frattempo sterilizzare i vasetti colmi d'acqua per un dito (qualcosa mi suona male in questa frase) nel microonde alla massima potenza per 5 minuti.

- Invasare e sterilizzare per 20 minuti i boccacci chiusi coperti d'acqua in acqua bollente (oppure capovolgere i vasetti e lascarli raffreddare coperti da un telo).

- Consumare non prima di due settimane (così dicono).

Avete finito e anch'io....
quasi

altre immagini QUI




 DI PERTINENZA

Scherzi a parte, questa marmellata è davvero peccaminosa, goduriosa, e va con tutti. I tipi di accostamento, dico. Mo vi dico.


altre immagini QUI


Io l'ho fatta più volte, e con concentrazioni di piccantezza diverse. Da quella pochissimo piccante, una meravigliosa marmellata di mele con un timbro pungente appena percettibile solo dopo aver mangiato il primo cucchiaino, ma che viene immediatamente addolcito dalla mela, a quelle decisamente pià hard, ottime per arricchire formaggi  freschi o stagionati (per i più audaci),  con la carne, col pane, io l'ho trovata meravigliosa anche per accompagnare un pinzimonio di verdure. Ho già in mente anche altre cosucce infuocate che ci potrei fare... (gastronomicamente parlando, ovviamente eh? vi documenterò prossimamente)



Qualche nota (prelevata dal web) su la capsaicina:
Capsicina o capsaicina
 
La  capsaicina è il principio attivo del peperoncino (Capsicum). Presente nei frutti (bacche) e nei semi, è conosciuta ed apprezzata per la sua azione rubefacente. Tale termine indica la capacità di una droga di stimolare l'afflusso di sangue (minchia!), cioè Peperoncino
se applicata sulla cute induce vasodilatazione con effetto congestionante transitorio (aaah vabbè!)
E' uno stimolante gastrico, antireumatico ed antifermentativo intestinale. In farmacia ed in estetica è il principio attivo di molte creme destinate alla cura dei dolori muscolari e reumatici. In estetica rientra nella preparazione di prodotti topici (????) favorenti il dimagrimento. (Cioè, dovrei strofinarmi i peperoncini sulla ciccia?). La capsaicina, essendo un ottimo stimolante cutaneo, è utile anche per contrastare la caduta dei capelli e stimolarne la crescita. (Nooooooo pure sui capelli me li devo strofinare...)
L'uso analgesico della capsaicina è noto da anni, tanto che in Cina si usava strofinare estratti di peperoncino sullo scroto degli eunuchi prima della castrazione. Ciò che i nostri antenati avevano constatato empiricamente (alla faccia della sperimentazione! ah....non era la faccia...vabbè),  è stato recentemente confermato dalla scoperta di recettori specifici per la capsicina.
direi che non vogliamo sapere altro...

Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/integratori/capsicina-capsaicina.html
Capsicina o capsaicin



Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/integratori/capsicina-capsaicina.html





DIVAGAmente

La prima volta che ho fatto questa marmellata, conoscendo già la bontà della stessa, come al solito ho abbondato. Ho comprato 3 chili di mele e un chilo di peperoncini.
La prima volta che ho fatto questa marmellata, ho mondato 900 g di peperoncini a mani nude.
La prima volta che ho fatto questa marmellata, circa mezz'ora dopo aver mondato a mani nude 900 g di peperoncini, mi sono andate a fuoco le mani nude.
La prima volta che ho sentito il fuoco divorarmi le suddete mani nude, hanno cominciato, in ordine di successione,
a piangermi gli occhi,  me li sono strofinati con le mani, e mi sono andati a fuoco
a solleticarmi il naso,  me lo sono grattato con le mani, e mi è andato a fuoco
a prudermi le braccia pizzicate dalle zanzare, me le sono sfregate con le mani, e mi sono andate a fuoco
e mi fermo qui....


Tam


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