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mercoledì 29 giugno 2016

Crostata con frangipane, e chiacchiere!


Dialogo fra me e le mie socie nel solito scambio di valanga-mail .

TAM: Silvia ho visto che stai per pubblicare la crostata frangipane.
IO: sì devo aggiungere soltanto le foto.
TAM: ma... una intro non la metti?
IO: uff già (questa parte mi resta sempre faticosa.) hai ragione Tam.
TAM: se mi dai ragione un'altra volta vengo lì e ti picchio! ^_^

I giorni passano ma il post è lì, ancora orfano della intro.
Notifica w.app
MT: ciao Silvietta che fai?
IO: sono davanti al pc che guardo lo schermo... devo scrivere la intro, però lo sai no come sono, non mi viene niente.
MT: scusa ma scrivi quando e perché hai deciso di fare la frangipane.
IO: e che ne so un giorno ho letto frangipane mi sono documentata e l'ho fatta. Scarsa come intro eh? Emmettì hai presente la stra-vecchissima e demenziale barzelletta di Pierino, una delle tante che         parla di lui a scuola? Ecco, nelle intro sono Pierinesca.
MT: no non la so dimmela.
IO: La maestra dà il titolo del tema: "Passa il treno"... Pierino scrive... e io me scanso.

Ecco più o meno le mie introduzioni ai post, sono tutte così. :)))) Vabbè mo ci provo eh, mi concentro.

Apro motore di ricerca e scrivo...


Frangipane...

1- Plumeria o anche frangipane/i. Ah è una pianta. Butto un occhio alle foto, capperi che bel fiore!
✿◕‿◕✿ 
2-Nome gentilizio di una nobile e potente famiglia romana... una leggenda vorrebbe che la famiglia discendesse...  scorro velocemente le notizie e qualcosa cattura la mia attenzione... Anicio Olibrio.

A 'sto punto sto pe' anna' fori tema de brutto (no no non è per il console), ma 'sto nome me ricorda una via dove ho conosciuto (una vita fa) un tipo parecchio gnocco che nun me se leva dalla testa manco adesso che se avessi nipoti starei a fa' la nonna. Poi mi ricordo che sono anche una donna, e come dice mia figlia: "ricordati mamma che non sei ancora morta!" 
Donna e nonna fanno rima ma a me la seconda solo a scrivela me fa veni' l'orticaja*!
✿◕‿◕✿ 
3- Crema frangipane! Finalmente!   Meno male che l'ho trovata che già stavo scivolando nel secondo girone dantesco!

*A Roma le parole con desinenza in rio/ria diventano jo/ja quindi il veterinario diventa veterinajo; il lampadario, lampadajo o addirittura lampadaro. :) :)

〜∽∾∿{}∿∾∽〜

Oggi, contrariamente al solito, ho chiacchierato veramente tanto!!! :-)))))
Adesso però vi lascio la  ricetta di questa crostata la cui particolarità è, appunto, la  crema frangipane che conferisce una nota particolare al guscio di frolla e si fonde nel gusto quando accoglie lo strato di ganache al cioccolato bianco.


La frolla è quella dei romantici biscotti della socia biscottatrice seriale.


RICETTA
INGREDIENTI 
per uno stampo tondo da 22
per la frolla* 
200 g di farina 0
  50 g di fecola di patate
125 g di burro appena morbido
  75 g di zucchero a velo
  50 g di uova intere
    5 g di succo di limone
 1,5 g di lievito
 1,5 g di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
zeste grattugiate di mezzo limone
farina di riso per lo spolvero

*Con questa dose si ricavano 500 g di frolla. Per lo stampo ne occorrono 350/400 g.  Averne un po' in più da stendere vi aiuterà a ricavarci meglio la striscia per il bordo, ma se vi piace più spessa potete usarla tutta per foderare lo stampo.

per la frangipane
100 g di mandorle in polvere (oppure pistacchi o nocciole se si preferiscono)
100 g di zucchero semolato
100 g di uova intere
100 g di burro
  40 g farina 00
    1 g di sale (un pizzico)
1 cucchiaino di rum

per la ganache al cioccolato bianco 
200 g cioccolato bianco
330 g panna fresca

2 cucchiai di marmellata di fragole per il fondo della frolla


PROCEDIMENTO

Frolla
✿ܓsetacciare farina, fecola e lievito.
Nella ciotola della planetaria con gancio a foglia mettere le polveri setacciate e il burro per la sabbiatura.
Inserire la scorza di limone, la vaniglia e lo zucchero a velo e fare ancora qualche giro. Spegnere la macchina e fare un incavo al centro dell'impasto e versarci le uova. Impastare a velocità minima per un minuto, non appena il composto sarà omogeneo e le uova ben assorbite spegnere. Trasferire l'impasto sul piano di lavoro, compattarlo dentro un foglio di pellicola e far riposare in frigo qualche ora, o anche tutta una giornata.

Frangipane
✿ܓcon le frustine elettriche in una ciotola montiamo il burro (preventivamente portato a 30° ma non sciolto, ma comunque molto morbido) e lo zucchero. Aggiungere a filo le uova con il sale, è importante farle assorbire mano mano e non inserirle tutte in una volta. Aggiungere la farina e le mandorle in polvere e amalgamare. Chiudere la ciotola e far riposare in frigo per 2-3 ore.

Ganache
✿ܓammorbidire il cioccolato spezzettato nel microonde funzione scongelamento.
Scaldare la panna, togliere dal fuoco e versarne poco alla volta nel cioccolato semi fuso. Mescolare bene prima di versare altra panna. Una volta reso il composto liscio ed omogeneo, coprire con uno scottex (assorbirà eventuale condensa) e un coperchio ermetico, riporre in frigo.

Riprendere la frolla
✿ܓlavorarla appena per ammorbidirla un poco e stenderla sul piano di lavoro, appena spolverato di farina di riso, ritagliare una striscia* lunga quanto la circonferenza dello stampo e 3/4 mm di spessore. Foderare le pareti dello stampo precedentemente imburrato.
Stendere di nuovo la pasta avanzata e coppare per il fondo (circa 21 cm).
*Per facilitare il posizionamento della striscia lungo il bordo dello stampo rimetterla in frigorifero per un quarto d'ora insieme al disco.
Una volta foderato lo stampo (inserire prima la striscia e poi il disco) con la frolla metterlo in frigo per un'oretta ancora, questo riposo servirà a mantenere la forma e non restringersi rispetto allo stampo durante la cottura.

✿ܓAccendere il forno (170° modalità statica), riprendere lo stampo con la frolla, spalmare un velo di marmellata (servirà a far attaccare meglio la frangipane al fondo della frolla) versare la frangipane e cuocere per 35/40 minuti circa, Sfornare e lasciar raffreddare.Togliere delicatamente dallo stampo e adagiarla sul piatto che sarà quello di servizio.
Montare con le fruste elettriche la ganache appena tolta dal frigo, Inserire in un sac à poche con bocchetta tonda liscia e guarnire tutta la superficie della crostata facendo dei ciuffetti.
Disporre a piacere frutta fresca. Spruzzare di gelatina oppure spolverare di zucchero a velo*.
Riporre in frigo fino al momento del servizio.
*Se si opta per questa versione spolverizzare solo al momento del servizio. Sì insomma, quando deciderete di papparvela insieme ai vostri amici!




Silvia

mercoledì 20 aprile 2016

Fuerteventura: di gofio, di mare e di cuori lontani.


Quante volte in questi mesi ho immaginato di scrivere questo post. Ho sempre rimandato e ora che mi trovo davanti alla bozza non so cosa scrivere. Forse perché non sono il tipo che esprime pubblicamente i propri sentimenti.  Vabbè. Quindi  vi lascio con un paio di ricette fatte con una farina tipica del luogo (comprata quando sono andata a far visita a mia figlia) e qualche scatto che ho fatto la mattina presto quando albeggiava, e durante il mio girovagare per l'isola.  Chissà perché a casa non mi sarebbe mai venuto in mente di alzarmi presto per scattare foto, ma qui tutto era magico. Purtroppo non avevo cavalletto perciò di bello c'è che le ho scattate con sentimento e senza troppo pensare. Insomma anche se tecnicamente lasciano a desiderare a me piacciono un sacco. E poi i luoghi meritano di sicuro anche se purtroppo noi per approfittare delle brevi pause lavorative di nostra figlia, non ci allontanavamo troppo dalla zona. Ci rifaremo la prossima volta!

Appena atterrati all'aeroporto, era buio, ho visto strade senza illuminazione, scarsa vegetazione... ho pensato: "Oddio... qui è il nulla!"


l'alba



Il giorno successivo al nostro arrivo con mia figlia abbiamo iniziato a visitare l'isola. Nei giorni a seguire siccome lei doveva lavorare, mio marito ed io abbiamo girato da soli ed abbiamo scoperto dei luoghi incantevoli. Vegetazione che mi ha affascinato, la stessa che all'inizio avevo guardato inorridita, e tutto perché non rispecchiava la classica distesa di prati verdi.


Non poteva mancare la foto del mulino!



POLVORONES  (biscotti di frolla) per circa 25 biscotti

100 g di gofio*
50 g di mandorle in polvere
40 g  di zucchero a velo
50 g  di strutto
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino  di cannella in polvere
acqua q.b.
zucchero a velo per spolverare

PROCEDIMENTO

Impastare tutti gli ingredienti, se l'impasto faticasse ad amalgamarsi aiutarsi con un paio di cucchiai di acqua. Compattare, avvolgere il panetto nella pellicola e lasciar riposare in frigo almeno un'ora.

Trascorso il tempo, stendere il panetto a 1/2 cm di spessore e coppare della forma voluta. Cuocere a 180° per 12/15 minuti.
Lasciar raffreddare in teglia. Prelevare da freddi e spolverare con zucchero a velo.

*Il gofio è una farina tipicamente canaria a base di cereali quali il miglio, il mais, il grano; i semi prima di essere macinati a pietra vengono tostati, da qui il sapore leggermente tostato e vagamente di nocciola. Si usa prevalentemente cruda come addensante; nel latte per la colazione; per fare una sorta di panetto compattato (la pella) che va mangiato poi a fette come fosse un pane; si usa anche per fare la mousse. Io ho provato svariate ricette ma  nei biscotti è dove mi è piaciuto di più.


CREPES 5 da 18 Ø

  90 g latte
  20 g farina 0
  20 g  gofio
    1 uovo
    1 cucchiaio di olio di semi
    1 pizzico di sale

RIPIENO

5 banane
zucchero semolato
Rum q.b.

PROCEDIMENTO

Miscelare tutti gli ingredienti senza grumi e mettere a riposare  coperto almeno un'oretta in frigo.

Riprendere la miscela, scaldare un padellino appena unto con una noce di burro e versare un mestolo di impasto, far roteare per distribuire il composto, quando fa qualche bollicina girare e far cuocere il lato opposto. Se possedete la crepiera meglio ancora!

In un altro padellino mettere una cucchiaiata di zucchero semolato, un bicchierino di rum , le banane sbucciate e tagliate a metà e cuocere 2/3 minuti sul fuoco. 

In ogni crepe mettere le due metà della banana, chiudere e servire calde. Se volete potete colare sopra del cioccolato, io ho messo delle amarene. Ottime anche con crema di nocciole. 


╰☆╮╰☆╮╰☆╮╰☆╮╰☆╮

Questo post lo dedico a mia figlia, trasferitasi un anno fa alle Canarie. Lei qui si trova bene, voleva una vita diversa, meno frenetica e a Fuerteventura ha trovato la sua dimensione ed io ne sono felice. Certo mi manca, ma è la sua vita ed è giusto che la conduca come desidera.




















Silvia

Se vi va di leggere qualcosa su questa isola vi lascio un paio di link:

http://tenerife.altervista.org/canarie.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Fuerteventura#/media/File:Atlantic_Ocean_satellite_image_location_map.jpg

Con questi biscotti partecipo al Contest biscotti con farine "altre" di Cristina del blog Coccole di dolcezza,





martedì 6 ottobre 2015

Ovis mollis, una frolla da sballo!



La storia di queste frolle.

Da che l'ho scoperta qui non l'ho più mollata; inoltre questa frolla è anche legata a due eventi molto speciali. 
La prima volta che le ho fatte hanno viaggiato per la Puglia, destinazione la mia socia Tamara. La seconda, hanno volato con me in aereo, destinazione , sempre lei, Tamara. Anche se stavolta insieme a me e alle frolle volava anche l'altra socia, Emmettì. Non so chi delle due fosse più fragile in quel viaggio. Emmettì con la sua fobia dell'aereo, oppure le frolle. Ahahahah!!! Comunque sia, siamo arrivate a destinazione tutte e tre intere. O almeno così credevamo, fino a quando siamo salite sull'auto di Tam! Scampate all'atterraggio aereo, saremmo sopravvissute alla guida esperta sì ma ehm... come dire... disinvolta di Tam? Ebbene sì, se sono qui a scrivere, siamo sopravvissute!

Ok la smetto di chiacchierare e vi lascio la ricetta, ché della bontà di questa frolla lascerò parlare chi l'ha assaggiata. 




Ingredienti per circa 40 biscotti (sinceramente non li ho contati ma più o meno dovremmo esserci)

4 tuorli sodi (sì sì avete letto bene, sodi!)
250 g di burro
120 g zucchero a velo
200 g fecola di patate
200 g farina 00 per biscotti (non oltre 9% di proteine, se al di sotto di questo valore, meglio.) 
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (oppure mezza bacca)
zeste di 1/2 limone grattugiate
1 pizzico di sale.




Procedimento

Lavorare velocemente per non scaldare gli ingredienti.

Rassodare i tuorli. Si può farlo nel modo tradizionale con tutto il guscio oppure tuffare soltanto i tuorli in acqua bollente e continuare la bollitura per 8/10 minuti, devono essere ben sodi.

Tagliare il burro freddo, non deve essere durissimo, a cubetti e sabbiare insieme allo zucchero a velo. 
Aggiungere la vaniglia e la scorza di limone e amalgamare. Aggiungere i tuorli passati al setaccio e amalgamare al resto. Inserire la farina e la fecola precedentemente setacciate  per due volte. Impastare ancora. Porre il panetto, incartato con pellicola, in frigorifero per almeno un'oretta o anche fino ad una notte.

Trascorso il tempo riprendere il panetto, qui fa ancora caldo perciò l'ho diviso in tre pezzi, due li ho rimessi in frigo mentre formavo i biscotti con l'altro.


Margherite di stresa
Stendere tra due fogli di carta forno allo spessore di 1 cm per le margherite e tagliare con la forma a margherita o quella che preferite e mettere in teglia foderata di carta forno e mettere in frigo.

Occhi di bue
Stendere a circa 7 mm per gli occhi di bue. Coppare con un cerchio del diametro di 6 cm. La metà di questi coppateli ancora con uno più piccolo, io ne ho coppati alcuni con uno da 1,5 cm; altri da 4 cm. 
Ora, quelli col foro più piccolo sono più carini esteticamente, ma se vi piace tanta marmellata meglio quelli col foro più largo. 
Ungete ai bordi con un velo di marmellata i dischi senza foro e poggiateci sopra i dischi forati. Mettere in teglia con carta forno.

Bastoncini
Fare dei rotolini della grandezza di un dito medio (quelli bagnati nel cioccolato) e metterli su una teglia rivestita di carta forno.

Mano mano che si formano e si riempie la teglia mettere in frigo scoperti per una mezz'oretta e intanto accendere il forno a 180° funzione statica (io ho cotto a 175° in termo ventilato in quanto il mio in statica li colora troppo velocemente.) per 10/13 minuti. Tenete d'occhio la cottura perché ogni forno è a sé e questi biscotti devono appena prendere un accenno di colore non di più.
Mentre è pronta da infornare la prima teglia avrete pronta la seconda da mettere in frigo e così via. 
Una volta cotti lasciate raffreddare senza toccarli, ché questa frolla è molto friabile e delicata. :))))
Ovviamente potete fare tutte margherite oppure non inzuppare i bastoncini nel cioccolato. Qualora decideste invece di procedere con gli occhi di bue e i bastoncini inzuppati vi dico come ho fatto io.
Se volete che il cioccolato rimanga lucido temperatelo ma sappiate che è una cosa più lunga e complessa, infatti a me non è riuscita. Oppure scioglietene un po' nel microonde con una noce di burro e inzuppateci per metà i bastoncini.
Per la marmellata mi hanno suggerito di caramellare un po' di zucchero, io un paio di cucchiaini a fronte di 3/4 cucchiai di marmellata, e amalgamare. Scaldare ancora un poco e colare nei fori degli occhi di bue. Così facendo la marmellata rimarrà lucida e si spanderà subito riempiendo gli spazi. 




Curiosità 
Fonte: Wikipedia
Le margheritine di Stresa sono biscotti tipici di Stresa, creati nel 1857 dal pasticcere Pietro Antonio Bolongaro titolare dell'omonima pasticceria. Derivano il nome da quello della principessa futura regina Margherita, alla quale erano stati offerti in occasione della sua prima comunione, celebratasi appunto nel 1857.
Talmente le piacquero che, un tempo divenuta regina, stabilì che quei biscotti fossero i dolci tradizionali da offrire ogni anno per il ricevimento di Ferragosto della Casa Reale.[1]
Gli ingredienti sono tuorlo d'uovo sodo setacciato, burrofarinafecolavaniglia e buccia di limone grattugiata.





giovedì 16 luglio 2015

Il megafrittatone di un giorno di piena estate

... ma anche di pieno inverno!


E l'autunno e la primavera? Mica vorremmo lasciarli fuori no?!?! :-)))))))))

Dopo il mio ultimo post in cui leggerezza e freschezza trionfavano alla grande, oggi vi propongo un piatto che invece di leggerezza e freschezza non ha proprio un bel niente se non il fatto che, essendo una preparazione che può farsi anche il giorno prima, la freschezza la si può trovare solo dopo il riposo in frigo :-))))))))

"Ma allora scusa, perché ci proponi questo piatto proprio in questi giorni di caldo caldissimo???"

Beh, semplicemente perché è buono.
E poi perché mi ricorda i bei tempi dell'università: questa era la frittata con cui, insieme al gruppo di studio, si festeggiavano i buoni esiti degli esami (ma a volte anche quelli meno buoni!!!)
Poi perché è una preparazione così versatile che raccoglie i gusti di tutti i palati, anche quelli più diffidenti.
E poi perché mi diverto ogni volta a farla.
E poi perché anche questa ha preso parte alla tavolata di qualche settimana fa.
Una bellissima domenica in cui il caldo ha fatto da padrone, senza però intaccare la felicità di un gruppo di svalvolati nell'essersi ritrovati qualche ora insieme! :-)))))))

" Sì, sì ho capito, ho capito! Forza allora, dicci come si fa 'sto frittatone!" 



GLI INGREDIENTI




Dosi per una frittata di circa 26-28 cm (6 persone)

2 peperoni belli grandi (uno giallo e uno rosso)
2 cipolle bianche 
3 salsicce
8-10 uova  
una manciata di patatine da friggere
origano
sale
pepe
olio extravergine di oliva


LA PREPARAZIONE

Lavare le verdure e ridurle a striscioline di circa un centimetro.


Mentre si piange per la cipolla cantare una canzone (che è dimostrato faccia sentire meno il fastidio) e bearsi delle note che escono fuori dalla propria bocca! ;-))

Spellare la salsiccia e ridurla in piccoli fiocchi, semplicemente spezzettandola con le mani.
Mentre si fa questa operazione, invece, tapparsi la bocca con qualche altra cosa per evitare la tentazione di smangiucchiare i pezzetti di salsiccia cruda che è buonissima!
Come?????? Voi non lo fateeeee??????? Beati voi!!!!

Ora che tutto è pronto per la cottura, prendere una padella (quella che poi useremo per fare la frittata) e soffriggere distintamente prima le verdure, regolando di sale e pepe,  e poi la salsiccia fino ad ottenere il grado di cottura come si vede dalle foto qui al lato. ;-)
Sia la cipolla che il peperone, devono soffriggere a fiamma vivace, in modo da far rimanere la croccantezza delle verdure.

Una volta cotte tutte le verdure, la salsiccia e le patatine, mescolare il tutto in una capiente ciotola e spolverare con abbondante origano (severamente vietato l'assaggio, anche solo per sondare la sapidità)
È arrivato il momento di fare la frittata
Lavare la padella nella quale avete cotto le verdure e la salsiccia ed irrorarla con un goccio d'olio, versarvi il mischiotto di verdure e salsiccia ed accendere il fornello a fiamma vivace.
Quando il tutto frigge allegramente, versare le uova precedentemente sbattute e regolate con sale e pepe e procedere con la cottura.
Ora, di certo non starò qui a spiegarvi come si fa una banale frittata! ;-)
Ma raccomando un'attenta cottura perché data l'abbondanza di uova e farcitura, il rischio è che l'interno possa rimanere un po' crudino e una frittata crudina non è buona no???

Et voilà, ecco il risultato!


D'inverno buonissima appena tolta dalla padella e ancora fumante.
In primavera squisita per le verdure appena sbocciate.
In estate ottima preparata la sera prima e mangiata fredda il giorno dopo.
E in autunno????
Decidete voi come consumarla!!! :-)))

Vi lascio qualche altro scatto, fatto in quel sogno di giorno di piena estate con la speranza di farvi venir voglia di correre a preparare questo frittatone!!!! :-))

E non dimenticate eh?
Siate lieti, sempre!




Emmettì.

giovedì 2 aprile 2015

Uova tenerine... la mia torta preferita è finita nel guscio!



 La torta Tenerina è una delle mie preferite, sicuramente è quella a cui sono più affezionata, le voglio proprio bene, come ad un parente. Fino a qualche anno fa non avevo mai fatto un dolce in vita mia, avevo proprio un rifiuto dolciario, non volevo proprio farne, era una questione di principio, una può avere delle questioni di principio culinarie o no? (Leggi: ero negata.  Poi leggi anche DIVAGAmente).
Poi, per sbaglio, ne ho fatto uno, e poi un altro e un altro ancora... una può tradire un principio culinario o no? Io sì.
E la tenerina è una delle prime torte che ho fatto. Avevo trovato la ricetta dalle Sorelle in Pentola. Buona buonissima e cioccolatosissima! Così buona che è sorprendente sia anche tanto facile da fare, e difatti non ho mai pensato di pubblicarla.
Chissà perché ho pensato di pubblicare colombe al mandarino, panettoni e pandori, torte Sacher piccanti, torte Operà e torte strane con le banane, ma la Tenerina mai!
Troppo facile, ce ne sono tante ricette sul web, che la pubblico a fare?
Poi vedo, per caso, questo post, e poi subito dopo quest'altro, pubblicati dal sito Cupcake Project, e mi illumino d'immenso! Anzi, mi intenerisco di tenerina! Ecco dove andrà a finire la mia torta parente! Nelle uova!!!

 


Facciamo le uova diversamente pasquali ???

Troppo simpatiche da servire col guscio, ma è preferibile farlo solo se ci sono bambini (che apprezzano le robe simpatiche)  o amici con un alto tasso di goliardia, ché sgusciarle è come con le uova vere eh? Pezzettino dopo pezzettino.
Oppure possiamo prenderci noi mezza giornata di ferie per sgusciarle e servirle così, tenerine tenerine, oppure esagerare e coprirle con cioccolato fondente (per un effetto extra strong), cioccolato al latte (per le persone normali) o con cioccolato bianco (per i bambini, che forse non amerebbero il gusto amaro della torta e il ciocco bianco bilancerebbe i sapori).

 


 RICETTA


PREPARIAMO I GUSCI

- Con un cavatappi o un piccolo cacciavite a stella bucare con delicatezza l'uovo, e ottenere un foro di circa un centimetro, sufficiente a far passare la punta della sacca da pasticciere.
- Svuotare le uova, aiutandosi eventualmente con uno spiedino. Le prime 3 metterle da parte per la Tenerina. *
- Lavare bene l'interno dei gusci sotto l'acqua corrente ed immergerli in acqua salata (mi raccomando, riempiteli d'acqua per farli affondare!). Lasciarli depurare per circa mezz'ora.
- Risciacquare le uova per eliminare il sale.
- Se si desidera colorarle, preparare delle tazze con acqua e qualche goccia di colorante alimentare, immergere le uova nel colore desiderato e lasciarle in ammollo finché non raggiungono la nuance desiderata. Ci vorrà qualche minuto.
- Far sgocciolare e asciugare i gusci, col buco in giù, (che siano colorati o meno, i gusci dico, non i buchi) su un tovagliolo di carta.
- Spennellare la parte interna con un po' d'olio di semi, per evitare che l'impasto si appiccichi troppo al guscio. (Mah!)
- Eliminare l'eccesso d'olio ponendo di nuovo le uova capovolte su una gratella.
- Preparare la torta e versare l'impasto in un tasca da pasticciere.
- Posizionare i gusci col buco in alto in una teglia da muffin, bloccandone il dondolamento con della carta stagnola.
- Riempire i gusci un po' oltre i 3/4 ed infornare a 170 gradi per circa 20/25 minuti.
- Sfornare ed eliminare l'impasto straripato (io mi sono sacrificata, e gli straripamenti me li sono mangiati lì per lì).
- Far raffreddare e servire.

Oppure armarsi di santissima pazienza e sgusciare tutte le uova.
Giacché ci si è armati di pazienza, tanto vale esagerare e coprire le uova con cioccolato. Come?

- Sciogliere il cioccolato nel microonde o a bagnomaria, farlo raffreddare fino a 31/32 gradi se cioccolato fondente, a 30/31 se cioccolato al latte, a 27/28 gradi se cioccolato bianco.
Se non si possiede un termometro da cucina, aspettare che si freddi, e ogni tanto provare ad intingere un cucchiaio freddo, se dopo un paio di minuti il cioccolato si è indurito ed è lucido, allora è pronto!
- Infilzare un uovo (sgusciato, ovviamente!) con uno stecco da spiedo, e immergerlo nel cioccolato.
- Farlo asciugare infilzando l'altro capo dello stecco in.. in.. beh, io ho usato un finocchione! Ha retto benissimo!
- Quando il cioccolato si è indurito, sfilzare le uova e servire! (Io prima di servire però ho fatto la prova assaggio eh!)

Con 5 uova ho fatto un pan di spagna e l'ho congelato (poi usato per una torta Mimosa fore te capu!) e con le restanti 4 una frittata con la menta.

note:
1- Per colorare le uova, usare uova bianche (io ho trovato le livornesi), perché quelle normali non ne vogliono sapere.
2- Si possono usare altri impasti, come i cupcakes o brownie, o altro. Sconsiglio impasti che lievitano troppo, sia perché l'impasto uscirebbe tutto fuori, sia perché poi l'estrema sofficità di impasti molto morbidi renderebbero particolarmente difficile lo sgusciamento.




PREPARIAMO LA TORTA

TORTA TENERINA

(per uno stampo da 22/24 cm o per 12 uova XL)

Ingredienti:
300 g cioccolato fondente
150 g burro
100 g di zucchero
  40 g di farina (4 cucchiai rasi)
    3 uova
    1 pizzico di sale
(se occorre, 2 o 3 cucchiai di latte)


Procedimento (in blu le variazioni per le uova)

- Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria, quando è sciolto per metà unirvi il burro a pezzetti e continuare mescolando fino ad ottenere una crema liscia e cremosa.

- Mentre il cioccolato si raffredda con la frusta elettrica montare i tuorli con metà dello zucchero.
 (Mentre il cioccolato si raffredda sbattere le uova, tuorli e albumi insieme, e lo zucchero a velocità minima).

-  Amalgamare i tuorli montati e  cioccolato sciolto col  burro mescolando con le fruste a bassa velocità.
   Amalgamare le uova montate e il cioccolato sciolto col  burro mescolando con le fruste a bassa velocità.

- Setacciare la farina direttamente nel composto di uova e cioccolato e mescolare. Aggiungere, qualora l'impasto risultasse troppo denso, un po' di latte.

-  Infine inserite gli albumi montati a neve delicatamente facendo prendere aria al composto, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto.
    (Saltare questo passo).

- Versare il composto in una tortiera imburrata e infarinata (o rivestita di carta forno) e infornare a 170 gradi per circa 25/30 minuti. Il risultato dovrà essere croccante all'esterno e umido all'interno.
  Versare il composto in una tasca da pasticciere e riempire per poco più di 3/4 le uova e infornare a 170 gradi per circa 20 minuti.








 DIVAGAmente


 Tutti, chi più chi meno, hanno dei tabù, dei complessi, delle idiosincrasie. Io, per tantissimi anni, ho avuto un'avversione invalidante verso i dolci, cioè, verso la fattura dei dolci, cioè non la loro fatturazione ma verso la loro... insomma, fino a circa 7 anni fa non avevo mai fatto un dolce in vita mia,  né giammai avevo intenzione di farne. Tanto che avevo chiesto a chi mi vuole bene "mi raccomando, se mai un giorno dovessi cucinare un dolce, anche mignon, una briciola, un odore di dolce,  significa che sono proprio arrivata alla frutta (eccerto!), che sono fuori, che non ci sto più con la testa, che sono esaurita, che sono impazzita... insomma, è sicuramente sintomo di qualcosa di grave che mi accade, ricoveratemi!".

Poi qualche anno fa, dopo tantissimi anni in cui avevo lottato col tempo, fra lavoro, casa, famiglia, sport, passioni varie, rimango improvvisamente senza lavoro. E ci rimango, senza lavoro, più o meno 3 anni. All'improvviso mi ritrovo con un sacco di tempo a disposizione (per dire, in realtà il tempo ha l'incredibile capacità di spandersi e riempire tutti gli spazi temporali, anche quelli vuoti, sicché in effetti non ne rimane mai, in ogni caso, lavoro o non. Questa segnatevela, mi raccomando).

Comunque, quando una non lavora, sembra che si rigiri i pollici tra le mani o che si gratti la panza tutto il giorno, e qualcuno si sente in diritto di dare dei consigli su come occupare questo tempo (allora non avevo ancora formulato la massima teoria tempospaziale di cui sopra, e quindi quel qualcuno non s'era segnato niente). Quindi, Qualcuno, una bambina bionda dagli occhi verdi, bella come il sole e furba come volpe, mi dice: 
- mamma, ora che hai tempo, che dici se mi fai un dolce? una roba semplice semplice, chessò, per esempio il rotolo alla nutella che faceva sempre la vicina di casa che ci faceva schiattare con i profumi dei dolci che faceva ogni giorno, lei, e che salivano su per le scale quando abitavamo nell'altra casa, e io pensavo: peccato che la mia mamma non abbia il tempo di farli pure lei...però lo so mamma che è un tuo tabù, un complesso, una diosiacchesia, quindi non insisto...un rotolino alla nutella... facile facile... però se non te la senti non insisto mamma, anche se non sai fare i dolci e io per anni ho sofferto le pene dell'inferno a sentire il profumo dei dolci venire dal piano di sotto... e poi qui nella nuova casa in effetti non c'è il piano di sotto e non arrivano più neppure i profumi, e io soffro le pene dell'inferno a immaginarli, però fa niente.

eh, lo so lo so, non ditemi niente, lo so!
E così, dopo giorni e giorni di lotta intestina fra me e me stessa e me medesima e la sottoscritta (sono un condominio pure io, cioè noi), telefono alla ex vicina di casa, e mi faccio dare la ricetta. Quando la volpe è tornata da scuola, ha aperto la porta,  ha sentito  il profumo e si è messa a saltare per la gioia, idem mio figlio qualche minuto dopo (non proprio idem, lui  non saltava, e non urlava, e non piangeva, ha detto "ah", sollevando entrambe le sopracciglia,  era felicissimo).
E' stato l'inizio.
Ora sono fatturadeidolcidipendente. Se non faccio almeno una roba dolce al giorno vado in crisi d'astinenza, a fine giornata, se non ho fatto niente che contenga almeno 100 gr. di zucchero,  mi viene l'orticaria, la nausea e l'ansia. Per non dire se mi accorgo, alle 11 di sera,  che ho finito le uova o lo zucchero o la farina! Oddiocomefacciotuttinegozichiusi! Mi vengono crisi tonico-cloniche, penso che oddiocomefacciosenzauovazuccherofarina (che alle 11 di sera cosa ci vuoi fare, che sei già quasi nella prima fase rem, al più te lo sogni, di fare un dolce), una notte ho telefonato a mia madre, che mi ha risposto spaventatissima, che succede che succede? niente mà, volevo solo sapere se hai delle uova... (silenzio) anche solo un paio...(...) ce l'hai per caso??? ....................... sì ce l'ho, dormono pure loro però... ... ah sì, scusa mà,  era per sapere, buonanotte eh?

a proposito di uova...








altre foto: http://visionigustative.blogspot.it/2015/04/tenerina-in-guscio-uova-ripiene-di-torta.html

Tamara



BUONA PASQUA!

Maria Teresa, Silvia, Tamara