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venerdì 20 dicembre 2019
Panforte.
Cucinato da
Emmettì
Ammetto di essere stata un po' cattivella, nel precedente post, quando ho lanciato l'indovinello su quale sarebbe stata la prossima ricetta. Avrei dovuto dirvi almeno che non si trattava di biscotti.
E allora ecco svelato l'arcano: oggi vi beccate questo panforte! :-DD
Mi perdonino gli amici senesi, ma a questo dolce non avrei dato un centesimo (o almeno a quello di tipo industriale); mi son dovuta ricredere quando lo scorso anno ho assaggiato quello preparato da mia sorella. Che dire? Un'esplosione pazzesca di sapori dati dalla frutta secca, i canditi, il miele e la miscela di spezie a cui si aggiuge una consistenza del tutto particolare: un po' tenace, a tratti leggermente gommosa, in altri ancora croccantissima. E si! Ci avevano visto lungo gli inventori di questo dolce.
Non mi dilungo oltre, vi racconto come si prepara (anzi come lo ha preparato lei) e vi invito caldamente a farlo! :-D
INGREDIENTI (dosi per una teglia a cerniera da 22 cm di diametro)
Per l'impasto
350 g di mandorle con la pelle
100 g di scorza di arancia candita*
100 g di scorza di cedro candita*
150 g di farina di forza tipo 0 (o manitoba)
150 g di miele d’arancia
150 grammi di zucchero a velo
10 g di miscela di spezie in polvere (composta da noce moscata, chiodi di garofano,
coriandolo, zenzero e cannella).
25-30 g d’acqua
1 foglio di ostia alimentare per il fondo del panforte (facoltativo)
* se non avete i canditi fatti da voi, assicuratevi di acquistare quelli di ottima qualità (lassate perde quelli del supermercato).
Per la finitura
zucchero a velo NON igroscopico
• Preparare prima di tutto lo stampo rivestendolo prima con carta forno e poi ponendo sul fondo l’ostia ritagliata ad un diametro di 18 cm.
• Preriscaldare il forno a 180°C e tostare le mandorle per 7-8 minuti.
• Tagliare a pezzettini le scorze di arancia e di cedro canditi; poi, in una ciotola, mescolare la farina, le spezie, i canditi, le mandorle tostate e mescolare velocemente con le mani.
• Preparare lo sciroppo, versando in un pentolino il miele, l’acqua lo zucchero a velo; mescolare il tutto e mettere sul fornello a fuoco basso e portare a bollore. Spegnere e versare lo sciroppo nella ciotola.
• Amalgamare tutti gli ingrediente ottenendo un impasto bello denso, molto "colloso" ed elastico; trasferirlo nello stampo e livellarlo con le mani inumidite, premendo bene.
• Far cuocere in forno caldo a 180°C per 25-35 minuti; trascorso questo tempo togliere lo stampo dal forno, privarlo dell'anello a cerniera e proseguire la cottura per altri 5 minuti.
Sfornare e lasciar raffreddare.
Quando il panforte è ben freddo, togliere dallo stampo e posizionare su un vassoio, poi ricoprire con abbondante zucchero a velo e servire.
Vi lascio con questo ultimo scatto e qualche curiosità, se volete ancora fermarvi a leggere.
Ah, dimenticavo! Ultimo e doveroso ringraziamento a mia sorella, che ha preparato il panforte facendomene dono. :-DDD
Non so se riuscirò a tornare qui prima di Natale con un'altra ricetta. Ho fatto male i conti con il tempo che, inesorabilmente, scorre veloce ed io non sempre riesco a mantenere il passo.
E allora, per sicurezza, giungano a ciascuno di voi gli auguri di Buone Feste da tutta la cucina condominiale. ♥
Magari torniamo a leggerci la prossima settimana!
A prestissimo.
Emmettì
CURIOSITÀ E LEGGENDE
Con l’arrivo delle festività natalizie ritornano i tipici dolci che accompagnano i pasti delle feste come il panettone e il pandoro, ma anche i dolci tipici regionali che non mancano sulle tavole degli italiani. In particolare in Toscana il panforte è un dolce che è sempre presente ogni anno.
Il nome deriva da un dolce che veniva preparato fino al X secolo, il “panmelato”, una semplice focaccia con acqua e farina a cui venivano aggiunte miele e frutta per insaporirla. Durante l’estate e la primavera, questo dolce si ammuffiva e si seccava donando al dolce il tipico sapore asprigno e acido, insomma un sapore forte.
Verso la seconda metà del XIII secolo arrivarono le spezie dall’Oriente, come il pepe, che venne aggiunto alla ricetta originale a cui venivano tolte le mele diventando il panpepato che per molti secoli fu considerato un dolce gemello al panforte.
Veniva richiesto soprattutto dalle persone più facoltose come le famiglie nobili e il clero che ne facevano incetta presso gli speziali (gli antichi farmacisti) poiché gli ingredienti costosi e rari all'epoca lo rendevano molto caro.
Al giorno d’oggi nella città di Siena viene preparato con 17 ingredienti in tutto, tante quante sono le contrade della città, una ricetta che viene tramandata dal 1675.
Curiose anche le leggende che girano sull'origine del panforte: secondo alcuni suor Ginevra, chiusa in convento per un amore impossibile, mentre stava preparando il classico panmelato sentì dalla finestra la voce del suo amato messer Giannetto da Perugia, dato per morto durante le crociate.
Per l’emozione versò una dose incontrollata di pepe e spezie, creando così il classico panforte. Secondo un’altra leggenda suor Berta creò questo dolce altamente energetico e corroborante con miele, mandorle, pepe e spezie per riabilitare i senesi indeboliti dall'assedio della città.
Queste sono solo alcune leggende che girano sull'origine di questo dolce natalizio, anche se tra queste leggende c’è una storia vera, quella del panforte margherita, la versione più conosciuta del panforte senza concia di melone e con una copertura di zucchero vanigliato anziché di pepe nero, creata da uno speziale in onore della visita della regina Margherita di Savoia.
Gli ingredienti principali di questo panforte sono miele, mandorle, noci, cedro, scorza d’arancia candita e spezie come chiodi di garofano e noce moscata. Ancora oggi molti toscani, e non solo, festeggiano il natale con una fetta di buon panforte, che può essere trovato facilmente sulle bancarelle dei mercatini di Natale toscani.
Da gustare magari con un bel bicchiere di vin santo, di vino nobile o di vino cotto abruzzese.
Fonte: dal web.
martedì 19 dicembre 2017
Cranberry, oat and white chocolate biscuits. Ottolenghi mi hai rapita!
Cucinato da
Emmettì
Vi avevo avvisati che ci sarebbero stati ancora biscotti nella cucina condominiale, no?
E quelli di oggi son davvero speciali. Io li ho già fatti e rifatti, regalati e ri-regalati, perché tutti quelli a cui li ho donati mi han chiesto il bis, con la scusa che è Natale!!
Non la so descrivere la perfezione, ma so che la perfezione sta in questi biscotti.
Sapevo che non sarebbe stato facile scrivere questo post, ma ci provo e vado subito al sodo.
Fino ad un mese fa non avevo mai sentito parlare di Ottolenghi, né mi era capitato di inciampare in qualche sua ricetta. Poi un giorno, mentre sceglievo un libro da regalare, vengo attratta da questa copertina e da lì un balzo al cuore, come un salto nel vuoto.
Voglio scoprire chi è Yotam Ottolenghi, e mi metto subito alla ricerca; leggo stralci della sua biografia, guardo foto, osservo gesti e ne resto letteralmente incantata.
Desidero che i suoi libri entrino quanto prima nella mia cucina, ma da dove iniziare??
È da un po' di tempo che penso di riprendere lo studio dell'inglese, e allora perché non ripartire proprio con un libro di dolci? Ed ecco che Sweet è arrivato. Con una sorpresa in più...
La mia socia Silvia, avendo intercettato l'intenzione del prossimo acquisto, mi ha letteralmente battuta sul tempo e... indovinate un po'?? Il libro me lo ha fatto recapitare direttamente sulla mia scrivania!!! Che emozione! 。♥‿♥。
La sera stessa non ho neanche cenato. Quando sono arrivata a pagina 24 sono stata letteralmente rapita e non ho desiderato far altro: ho radunato tutti gli ingredienti sul tavolo e il mattino dopo, i biscotti erano pronti per la colazione. :-))))))
Ovviamente non ho modificato niente della ricetta. Neanche il titolo, che ho voluto lasciare in inglese per non contaminare, anche solo con le parole, la perfezione appunto!
Eccoli qua i miei Cranberry, oat and white chocolate biscuits. Fateli anche voi. Almeno una volta!
INGREDIENTI (per circa 40 biscotti da 6 cm di diametro)
150 g di mandorle intere con la pelle
150 g di farina 00 + una manciata per la lavorazione successiva
150 g di fiocchi d'avena
75 g di farina integrale
1/4 di cucchiaino di sale
225 g di burro a temperatura ambiente tagliato grossolanamente in pezzi da 3/4 cm
100 g di zucchero semolato
scorza grattugiata di un'arancia grande (non trattata)
125 g di cranberries tagliati a metà e ammollati in 25 ml di succo d'arancia
250 g di cioccolato bianco per la finitura
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(clicca per ingrandire) |
Nel frattempo mettere in ammollo anche i mirtilli nel succo d'arancia.
In una ciotola setacciare i due tipi di farina, aggiungere il pizzico di sale, i fiocchi d'avena e le mandorle; mescolare con le mani e riservare.
In un'altra ciotola mettere il burro ammorbidito insieme allo zucchero e la scorza di arancia; lavorare con le fruste di un mixer fino ad ottenere un composto soffice e leggero. Aggiungere il mix di farine mandorle, fiocchi d'avena, mirtilli rossi e succo d'arancia; amalgamare il tutto per ottenere un impasto che sta insieme e rovesciare su un piano di lavoro. Con l'aiuto di una spolverata di farina, formare una palla e stendere ad uno spessore di circa 5 mm.
Con una formina tonda, ricavare dei biscotti e posizionarli direttamente su una teglia da forno foderata con apposita carta. Lasciar cuocere per 15 minuti fino a quando i bordi iniziano a dorare; sfornare e lasciarli raffreddare nella teglia. Solo quando saranno ben freddi, fondere il cioccolato in una ciotola poggiata su una casseruola con acqua che bolle dolcemente e mescolare fino a che non sarà tutto completamente sciolto. In questa fase, fare attenzione che la base della ciotola non tocchi l'acqua della casseruola, (il cioccolato bianco deve fondere a temperature molto delicate).
A questo punto glassare i biscotti con il cioccolato, usando il dorso di un cucchiaino.
Lasciare asciugare bene prima di confezionare o servire.
CURIOSITÀ
Ottolenghi, nel libro, racconta che questi biscotti venivano preparati e stravenduti nel suo negozio per il Thanksgiving, ma i clienti hanno continuato a chiederli anche dopo, ragion per cui la produzione si è estesa a tutto l'anno! Ci sarà un motivo??? :-DDDDDDD
Buon Natale, care lettrici e lettori!
Vi auguriamo di trascorrere giornate serene, piene di sorrisi e in compagnia di chi amate.
Tamara, Silvia, Emmettì
giovedì 20 ottobre 2016
I biscotti della Pepi. L'incontro tra leggerezza e bontà!
Cucinato da
Emmettì
Dopo il pane (ma credo ve ne siate accorti) la preparazione che mi affascina di più è quella dei biscotti!
Non passa settimana senza che non provi almeno una ricetta.
Quando vidi questi da Stefania, rimasi subito colpita dagli ingredienti: niente uova, niente burro, poco zucchero e tante farine speciali; così in una piovosa domenica pomeriggio dello scorso anno decisi di farli. E da allora, tante e tante volte li ho rifatti, mangiati, regalati, confezionati caruccicarucci per raccolte di beneficenza; tutte le volte hanno riscosso particolare successo e quasi sempre ho poi dovuto scrivere anche la ricetta! :-))))))
È arrivato il momento di rendere onore a questi biscotti facendoli arrivare qui, nella cucina condominiale, per condividerli con le mie socie e con i nostri lettori!
Ricchi di farine preziose, e poveri di grassi sono l'ideale per la colazione (perfetti da inzuppare), la merenda, lo spuntino di metà pomeriggio e, perché no, anche per un dopo cena accompagnati da un goccino-ino di rum!
Mmmmmmmhhhhhhhh, accoppiata vincente!!!! ;-)
Ho fatto qualche modifica alla ricetta originale, e cambiate le proporzioni tra i vari tipi di farina, per fare in modo che l'impasto potesse stendersi ed essere coppato con un tagliabiscotti.
Eccolo qua.
Un biscotto imperfetto nella forma, con la superficie rugosa e i bordi frastagliati, ma che vi conquisterà al primo morso e son certa che anche voi li rifarete ancora e ancora! :-))))))))
INGREDIENTI: (per circa 40 biscotti da 5 cm di diametro)
90 g di crusca d'avena
20 g di farina integrale
40 g di farina ai cinque cereali
40 g di farina 0
60 g di farina "soffio di mais" (farina di mais macinata sottilissima)
15 g di cacao amaro in polvere
110 g di zucchero di canna integrale
100 g di cioccolato fondente al 60% (tritato finemente a coltello)
60 g di olio d'oliva o di riso
50 g di latte
1 cucchiaino di lievito per dolci
½ punta di cucchiaino di bicarbonato d'ammonio
1 buccia di arancia grattugiata
Creare un'emulsione di olio e zucchero utilizzando un frullatore ad immersione.
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(clicca per ingrandire) |
Rovesciare l'impasto su un piano di lavoro e formare una palla; avvolgere con pellicola e lasciare riposare in frigo per un paio d'ore, dopo di che, con l'aiuto di un mattarello, stenderlo ad uno spessore di 3-4 mm e ritagliare i biscotti con una forma a scelta.
Se l'impasto è troppo umido o tende ad appiccicare al mattarello, aiutarsi con della farina di riso, cospargendola sul piano di lavoro.
Tagliare i biscotti con una formina, disporli su una teglia previamente ricoperta con carta forno e cuocere a 170°c per circa 15-20 minuti. Mano a mano che vengono pronti lasciarli raffreddare su una gratella e, una volta freddi, conservarli in sacchetti ben chiusi per mantenere intatte croccantezza e fragranza.
Voilà! Ed anche stavolta i biscotti son pronti! :-)))))
E per voi? Qual'è il momento migliore per sgranocchiare un biscotto?
CURIOSITA': LA CRUSCA D'AVENA
La crusca di avena, come tutte le crusche di cereali, non è altro che il rivestimento del chicco, quello che in genere si tende a scartare per avere una farina più sottile e destinata a certi tipi di preparazione.
Spesso però dimentichiamo che questo rivestimento, in realtà, è la parte più pregiata in quanto ricca di preziosi nutrienti, quali fibre e sali minerali e vitamine che non dovrebbero mai mancare nella nostra alimentazione.
Se volete approfondire l'argomento, qui e qui ci sono spunti e notizie dettagliate! ;-)
A presto!
M.t.
☆,.-~*’¨¯¨’*·~-.¸--,.-~*’¨¯¨’*·~-.¸☆
mercoledì 13 luglio 2016
'A brioscia siciliana. Quella messinese.
Cucinato da
Emmettì
E così prima della partenza mi son messa alla ricerca di qualche bottega che le vendesse a portar via.
In realtà c'erano quelle di una pasticceria, nei pressi della zona imbarco, che confezionava vassoi preparati all'uopo per i turisti... ma di certo nella confezione non c'era scritta la lista degli ingredienti!!!
Sì, io volevo riportarmene un po' a casa, ma volevo anche carpire quali fossero gli ingredienti e gli aromi che facevano venir fuori tutta quella bontà per cercare di riprodurla nella mia cucina quando le scorte sarebbero finite (cioè il tempo di arrivare a casa)!!!
Fatto sta che a poche ore dall'imbarco sul traghetto che ci avrebbe riportato nella penisola, faccio capolino in un angolo e vedo l'insegna di un forno.
Con gli occhi sbrilluccicanti entro ed approfitto di una modesta fila per sbirciare tutto il ben di Dioche c'era dietro al bancone e negli scaffali.
Come un radar avvisto l'obiettivo afferro subito due dei quattro sacchetti contenenti le brioche e attendo il mio turno in cassa mentre già leggo la lista degli ingredienti.
"Piccioooooooootta, se aspettate una decina di minuti escono le brioche appena fatte! Cadde cadde gliele metto in un sacchetto di carta così "respirano" e si mantengono bene. Quelle che avete preso voi son di ieri! Lasciatele a 'mmia!! "
Ma no signora, non si preoccupi, queste son perfette e se non corro immediatamente all'imbarco rimango qui per un'altra settimana!
"E pecché non vi è piaciuta la Sicilia? Volete proprio andare via???"
Eh sì, purtroppo le vacanze son finite!!!!
Felice come non mai, esco col bottino in mano e mi dirigo sul traghetto come se avessi conquistato chissà cosa! Neanche il tempo di salire e sedermi su una panchina per godere ancora di quel bellissimo mare che già avevo aperto uno dei due sacchetti e, con il vento nei capelli e gli occhi socchiusi, mi perdo nella bontà dell'ennesima brioche...
Ovviamente, appena tornata a casa la prima cosa che ho fatto è stata quella di ritagliare la lista ingredienti e metterla al sicuro nel quadernino delle ricette!
Ed allora eccole qua le brioche.
Fortunata come non mai, l'etichetta conteneva alcune percentuali e da lì, risalire alle giuste proporzioni, con l'aiuto di un matematico in casa, è stato un gioco da ragazzi (per il matematico dico...)!! :-DDDDDDD
Obiettivo centrato! Al primo morso vi scioglierete anche voi!! ;-)
Vi racconto come fare.
400 g di Farina 0
200 g di Manitoba (io Lo Conte)
100 g di zucchero200 g di Manitoba (io Lo Conte)
200 g di acqua
200 g di latte
90 g di strutto a temperatura ambiente
15 g di zucchero invertito (o miele)
5 g di sale
4 g di lievito di birra fresco (sostituibili con 120 g di licoli o con 100 di p. m. solida entrambi al raddoppio)*
½ cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
½ cucchiaino di estratto naturale di agrumi (o buccia di arancia e limone)
altro latte per pennellare
* in questo caso ridurre acqua e latte a 320-350 grammi complessivi.
PREPARAZIONE
Per chi impasta a mano.
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(clicca sulla foto per ingrandire) |
Setacciare le farine in una ciotola e formare la classica fontana in cui versare 150 g di acqua, 150 g di latte insieme allo zucchero invertito (o miele) ed al lievito di birra.
Con una frustina, mescolare il liquidi e raccogliere tanta farina quanto basta per ottenere una sorta di pastella (come da foto) e lasciar riposare questa specie di "prefermento" per circa un'ora.
Trascorso questo tempo, e sempre al centro della fontana, versare gli ultimi 50 g di acqua insieme ai 50 g di latte, all'estratto di vaniglia, di agrumi e allo zucchero che, sempre con la stessa frustina, andremo a sciogliere girando velocemente.
A questo punto iniziare a far scendere la farina dai lati della fontana, mescolando con una forchetta fin quando l'impasto non possa essere rovesciato su un piano di lavoro.
Impastare fino ad ottenere un composto abbastanza liscio prima di iniziare ad inserire lo strutto a fiocchetti e facendolo incorporare un po' per volta con la tecnica dello slap&fold; poco prima di terminare l'inserimento dello strutto, unire anche il sale terminare la lavorazione fin quando l'impasto si presenterà piuttosto morbido, liscio, setoso e con una buona formazione della maglia glutinica.
Per chi utilizza la planetaria, setacciare le farine nella ciotola dell'impastatrice e fare la stessa fontana utilizzando la frusta K per preparare il prefermento. Trascorso il riposo di un'ora sostituire la frusta con il gancio e procedere come per l'impasto a mano; ovviamente non sarà necessario slappare e foldare perché ci penserà la macchina ad ottenere un impasto liscio e perfettamente incordato! ;-)
Ora son due le strade percorribili:
1. attendere il raddoppio dell'impasto e procedere alla formatura delle brioche.
2. mettere l'impasto in frigorifero e lasciarlo maturare per 6-8 ore (possiamo arrivare anche a 12); in questo tempo avverrà anche una parziale lievitazione che terminerà nel momento in cui lasceremo che l'impasto torni a temperatura ambiente prima di procedere con la formatura.
Io ho scelto la strada del riposo in frigo.
A raddoppio avvenuto formare le brioche e qui arriva il divertimento. :-))))))
Dividere l'impasto in pezzi da 80 g per la brioche e in 20 g per il tuppo.
Prendere il pezzo di impasto da 80 g, dando una forma a rettangolo e posizionarla sul piano da lavoro in posizione verticale. Arrotolare partendo dall’alto verso il basso, operando una leggera pressione con i pollici per fissare l'impasto fino a far uscire una specie di “filoncino”. Girarlo di 90°, riportandolo in posizione verticale e ripetere l’operazione dell’arrotolamento. A questo punto, piegare su se stesso e verso il basso il filoncino fino a formare una pallina che andremo a strozzare come fosse una mozzarella per rendere la superficie perfettamente liscia. Posizionare la pallina sul piano di lavoro e farla roteare sotto il palmo della mano per arrotondare bene.
Con lo stesso metodo formare la pallina più piccola per il tuppo.
Ora, praticare un foro sulla superficie della pallina più grande e formare un'apertura nella quale posizionare, spingendo delicatamente, quella più piccola.
Si lo so, ho contorto il cervello a voi e la lingua a me. Spero che dalla foto del passo passo si capisca meglio il procedimento.
Mano a mano che si formano le brioche posizionarle su una teglia rivestita di carta forno, coprire con pellicola o con sacchetti da freezer ed attendere il loro raddoppio. Vi accorgerete che saranno pronte per la cottura quando, toccandole delicatamente, le sentirete soffici soffici sotto le vostre dita.
Accendere il forno a 180° in modalità statica e con un pennello, bagnare la superficie delle brioche con del latte.
Infornare per 15-20 minuti o fino a quando le brioche appariranno ben dorate. A questo punto tirare fuori la teglia e pennellarle abbondantemente con del latte una seconda volta ed infornare per altri 2-3 minuti. Questa operazione farà sì che la superficie della brioche, già appena uscita dal forno si presenterà morbida e fantastica al morso!

La particolarità di questo impasto è l'assenza di uova, ma devo dire che il risultato finale è veramente spettacolare! Parola non solo mia ma anche di chi ha condiviso con me la vacanza in Sicilia lo scorso anno! ;-)
La morte di queste brioche, invece, è la granita alla fragola o quella al caffè (ma a dire il vero anche quella ai gelsi, alla ricotta, alla mandorla, al pistacchio, al cioccolato, e a tutti i fruttipossibilieimmaginabili).
Ecco, se le brioche si possono replicare anche a casa, non è così per la granita! .
Quella bisogna mangiarla per forza in territorio d'origine perché non ci sarà mai ricetta casalinga che possa eguagliare quel risultato (se però qualcuno può smentirmi è pregato di farlo, grazie!!!).
E dunque, in assenza di granita, a casa nostra la brioche ce la gustiamo con il gelato che è da svenimento. Provare per credere!!!! :-)))))))))))
Prendere la brioche, stringerla tra le mani ed affondare il morso, prego!
Siate lieti, sempre!
♥
Approfondimenti:
- Il territorio della brioscia.
- Un vero e proprio trattato e foto pazzesche della cugina salentina della brioche siciliana, qui.
lunedì 8 giugno 2015
Biscotti Digestive: il clone
Cucinato da
Emmettì
Oggi una ricettina facile facile, veloce veloce e buona buona.
Di che parliamo???
Di biscotti ovviamente...
Che sono in preda ad un raptus di biscottite lo sapete già; anche stavolta ho voluto privilegiare sia l'uso di farine speciali (poco o per niente raffinate), zucchero integrale, ma soprattutto l'assenza di uova!
Ma voi lo sapevate che i biscotti si possono fare pure senza uova?? :-O
Io no!
O almeno fino a quando vidi questi che aprirono i miei occhi al mondo dei biscotti home-made.
Ecco, da allora sono rare le volte in cui leggo una ricetta e non corro immediatamente a provarla.
Proprio come è successo per questi che vi propongo oggi.
I famosissimi Digestive.
- Buoni da morire.
- Leggeri e croccanti con quel gusto di sapidità appena accennato che li rende irresistibili.
- Sani e gustosi da potersene concedere uno in più a colazione la mattina (uno.. ho detto uno!!) :-DDDD
- Ideali come base per un fresco cheese cake ora che la stagione estiva è finalmente arrivata.
Insomma, io l'occasione per farli e rifarli la trovo ogni volta.
Da quando poi ho trovato uno stampino che li rende anche simili nell'aspetto, è difficile resistere a mettere le mani in pasta.
"Emmettì, ma non ci dici se sono davvero uguali agli originali?"
Di tante ricette provate, posso dire che questi si avvicinano davvero moltissimo al sapore di quelli di casa McVitie's, soprattutto se si ha l'accortezza di utilizzare burro salato ed un pizzico, ma proprio pizzico, di spezie per biscotti di solito venduto proprio sotto il nome di "mix for cookies".
"E la ricetta? Dove l'hai trovata?"
La ricetta è di Rosaria, detta Sara, del blog "Di pasta impasta" dove vi invito ad andare per una visita perché lei è davvero bravissima.
Grazie Sara per aver condiviso questa ricetta :-)))))
Bando alle ciance.
INGREDIENTI - 100 g di farina integrale
- 60 g di farina di farro
- 60 g di fiocchi di avena da tritare (oppure direttamente farina di avena)
- 60 g di zucchero di canna
- 90 g di burro salato
- 3 g di lievito chimico
- 4 cucchiai di latte
- la punta di un cucchiaino di ammoniaca per dolci
- mezzo cucchiaino di spezie per biscotti * (mix di cannella, noce moscata, pimento, cardamomo, chiodi di garofano, vaniglia)
- un bel pizzico di sale (se non mettete il burro salato)
* mia aggiunta

- Tirare fuori il burro dal frigo così che inizi ad ammorbidire un pochino.
- Frullare i fiocchi d’avena fino a ridurli in polvere sottile, poi mescolarli con gli altri tipi di farina, unitamente allo zucchero, al lievito, alle spezie, al pizzico di ammoniaca e al sale (se non userete il burro salato).
- Incorporate il burro precedentemente ridotto a dadini, lavorando rapidamente l’impasto con la punta delle dita finché tutta la farina sia diventata come sabbia bagnata.
- A questo punto aggiungere il latte mescolando prima con una forchetta e poi lavorare l'impasto con le mani per farlo diventare liscio e ben amalgamato.
- Formare una palla, appiattirla un po' ed avvolgerla in un foglio di pellicola lasciandola riposare in per almeno 20/30 minuti.
- Trascorso questo tempo, stendere l’impasto tra due fogli di carta forno o su di un piano leggermente infarinato a 5 mm di spessore circa; con un taglia biscotti ricavate dei dischi di 6-7 cm e mano a mano poggiarli su una placca da forno ricoperta da apposita carta.
- Mano a mano che si formano i ritagli, teneteli da parte e dopo aver rilavorato brevemente l'impasto
per compattarlo e renderlo uniforme, procedere con la formatura di altri biscotti e procedere fino ad esaurimento impasto. ;-)
Ora,se non avete un apposito stampino, divertitevi a bucherellarli con una forchetta o con uno spiedino.
Questa operazione assolve due funzioni: una di tipo estetico rendendo la superficie del biscotto molto graziosa e la seconda di tipo "strutturale", in quanto evita che l'impasto, in cottura, si gonfi troppo per via del lievito presente ;-)
Accendere il forno a 190° ed infornare per 15 minuti o fino a quando i biscotti assumeranno un bel colore ambrato.
Lasciate raffreddare su una gratella.
Sgranocchiate. :-)))))))))))
Oppure fate come me, che quando scopro una nuova bontà non perdo mai occasione di impacchettare, infiocchettare e regalare a chi passa nei dintorni della mia cucina ;-)
La ricetta per fare i Digestive nacque nel 1876.
Storicamente vennero chiamati così perché nel loro impasto veniva aggiunto il bicarbonato di sodio che aveva due funzioni: da un lato "digeriva" l'amido presente nella farina prima della cottura (un po' la stessa funzione che ha il lievito) e dall'altro rendeva questi biscotti più leggeri e facilmente digeribili.
Ma i biscotti Digestive divennero un marchio solo più tardi, nel 1892, quando il direttore della ditta McVitie's lo brevettò.
La McVitie's è ancora oggi la ditta che produce i Digestive originali, Sono usati come i biscotti comuni per accompagnare il tradizionale tè inglese, ma anche caffè, orzo o cappuccino o un altro liquido caldo nel quale venire immersi, poiché hanno la capacità di ammorbidirsi rapidamente senza sbriciolarsi, ma possono essere usati anche come base per creare altri dolci, tra cui il più famoso è sicuramente la cheesecake.
Nei Paesi anglosassoni, amanti dei gusti che mescolano dolce e salato, i Digestive vengono usati anche in sostituzione dei crackers per spalmare il formaggio fresco.
Bene, è ora di un bel caffè no?
Lo prendiamo insieme sgranocchiando un bel biscotto? :-)))
Buona settimana, per tutte le cose belle che avete nel cuore e non dimenticate...
Siate lieti, sempre!
♥
A presto!
Maria Teresa
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