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lunedì 23 ottobre 2017

Scarpinòcc di Parre


Oggi vi porto a Parre, in provincia di Bergamo. Più precisamente siamo in Val Seriana (dall'omonimo fiume Serio [ma a me il fiume Serio fa tanto ridere!!] ) nelle Prealpi Orobiche orientali.
La storia di questi ravioli nasce almeno cinque o sei anni fa, quando la moglie di un caro amico, invitandomi a cena disse: "stasera ti preparo gli Scarpinòcc!"
Fin qui nulla di strano se non fosse che il suono di quelle parole era condito da  un bellissimo accento dell'Ecuador ma con un'inflessione tipicamente bergamasca (ahahahahhahahahahaha, adoro le persone di altra nazionalità che prendono la cadenza dei nostri dialetti!!!!!).
Ricordo che apprezzai quel piatto di ravioli come una delle cose più buone mangiate fino ad allora, tanto che, sulla strada del ritorno, mi fermai in una bottega artigianale di pasta fresca per riportare a casa tutta la bontà degli scarpinocc! Volevo condividere e far conoscere al resto della famiglia questo piatto tremendamente buono! :-))
Non so come, ma fatto sta che nel corso del tempo gli scarpinocc presero posto nel dimenticatoio, fin quando l'altro giorno, mentre consultavo un elenco di disciplinari di produzione depositati presso le  Camere di Commercio d'Italia, alla lettera S incontro proprio loro: gli Scarpinòcc di Parre.
Un balzo al cuore, il dolce ricordo della volta in cui la mia amica li preparò apposta per me ed il dito che aveva già cliccato su "stampa". Avevo tra le mani LA ricetta degli Scarpinòcc.
Potevo non prepararli?  Potevo non riassaporare tutta quella bontà? Potevo non appofittare di un imminente pranzo di compleanno in famiglia per farne una dose quasi da esercito?
Che domande!!! :-))))))))

Direttamente dal disciplinare di produzione registrato presso la Camera di Commercio di Bergamo, ecco la ricetta che condivido pari pari come l'ho trovata (spiegazioni del procedimento comprese).
Anzi no, proprio pari pari no, perché le quantità di latte, per la pasta ed il ripieno, erano indicate in "q.b." anziché in grammi, così come per alcune spezie.
Ora, il latte per la pasta ed il ripieno l'ho misurato e lo trascrivo.
Per le spezie, invece, sono andata a naso, anzi "a bocca" perché man mano che le aggiungevo assaggiavo per fare in modo che nessuna prevalesse sull'altra e che di tutte se ne percepisse il sentore.
Il palato non mi ha tradita. Il mix di semi di coriandolo, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, e anice stellato è stato perfetto!!!!
L'unica cosa che ho omesso è stato il macis (voi lo conoscevate? Io no!) perché non ho avuto modo di reperirlo, ma credo non se ne sia accorto nessuno!!  ;-)



Ricetta per circa 250-270 Scarpinòcc

Per la pasta 
800 g Farina di grano tenero tipo 00
200 g Semola di grano duro
4  uova intere 
40 g di burro a temperatura ambiente
280 g di latte o acqua

Per il ripieno
700 g di grana padano grattugiato
350 g di pangrattato (possibilmente pane di casa)
40 g di prezzemolo
30 g di burro
5 g di sale fino
4 uova intere
1 spicchio di aglio grattugiato
q.b. di spezie (semi di coriandolo, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, macis, anice stellato)
q.b. di latte

Per il condimento: burro, salvia e grana.
Di questo il disciplinare non ne parla, ma a Parre, anche nel giorno della sagra dedicata agli Scarpinòcc, è usanza d'obbligo condirli così.

(clicca per ingrandire)
Preparazione della pasta.
La farina, il burro, le uova ed il latte vengono amalgamati fino ad ottenere un impasto omogeneo. L’impasto ottenuto viene lavorato manualmente o meccanicamente fino ad ottenere una sfoglia di spessore massimo pari a circa 0,6 mm (io ho sfogliato fino al terzultimo buco della mia nonna papera).
Per l’ottenimento del ripieno è necessario procedere alle seguenti operazioni rispettando le modalità di esecuzione sotto indicate: 
1. grattugiare il Grana Padano e il pane.
2. amalgamare, su di un tavolo di lavorazione, il formaggio ed il pane grattugiati con le spezie. 
3. far sciogliere il burro unendovi l’aglio ed il prezzemolo finemente tritati. 
4. rimpastare gli ingredienti di cui ai punti precedenti aggiungendo il latte e le uova fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo. 
Le operazioni di amalgama, sia manuale che meccanica, possono essere ripetute una seconda volta fino all’ottenimento di un impasto omogeneo, tale da presentare una distribuzione uniforme degli ingredienti impiegati. 
Realizzazione del prodotto finale.
La sfoglia ottenuta viene sezionata in dischi di diametro oscillante dai 6 agli 8 cm,  al centro dei quali viene collocato il ripieno. Tali operazioni possono essere svolte manualmente, utilizzando un apposito tavolo di lavorazione, un mattarello ed una rotella tagliapasta, o meccanicamente tramite sfogliatrice e/o raviolatrice. Nel caso di lavorazione manuale il disco di pasta così riempito viene prima ripiegato sul ripieno in modo da formare una mezza luna, quindi vengono chiusi i bordi premendoli con le dita in maniera da evitare la fuoriuscita del ripieno ed infine, schiacciato al centro con l’indice, in modo da ricavarne una forma che assomigli a quella di una caramella.

Mano a mano che si formano i ravioli, disporli su un vassoio ricorperto con carta forno o carta da cucina non stampata.
Per la cottura, portare a bollore abbondante acqua salata e, a seconda del numero dei commensali, immergervi pochi Scarpinòcc per volta in modo che prendano subito calore ed arrivino a cottura in 4-5 minuti. Nel frattempo far soffriggere in una padella, a fiamma delicata, burro e salvia fino a quando il burro diventi color nocciola.
Trascorso il tempo di cottura, scolare gli Scarpinòcc con una schiumarola e farli rosolare leggermente nella padella, insieme a burro e salvia.
Condire con del grana grattugiato e portarli in tavola belli caldi e fumanti.
Da lì a poco beatevi delle facce gaudenti di chi starà gustando questa bontà!!!! :-DDDDD


Curiosità.
Il nome deriva dalla particolare forma che ricorda una scarpetta e, secondo la tradizione, sembra che il “battesimo” sia stato del tutto casuale.
La storia racconta infatti che una casalinga dell’epoca stesse preparando questa sorta di ravioli ripieni che però risultarono di dimensioni molto più grosse rispetto agli standard del tempo. Il marito, osservando la moglie preparare le portate, esclamò “somèa scarpinòcc!” (trad. "son mica zoccoli") facendo riferimento alle scarpe che si utilizzavano appunto in quel periodo.
Da quel giorno quel particolare raviolo prese il nome di Scarpinòcc e a Parre, da ben 52 anni, nel mese di agoso di ogni anno viene rievocata una vera e popria sagra dedicata a questo meraviglioso piatto.

Note personali.
Quello che più mi ha colpito di questa ricetta, oltre ad aver ritrovato un gusto strepitoso, è stata la pasta sfoglia. Totalmente diversa dalla sfoglia che ad esempio prepara mia mamma.
Questa è molto più leggera come contenuto di uova e la presenza di latte e burro la rende così liscia e setosa che è davvero un piacere lavorarla con le mani.
E poi è meravigliosa perché è liscia, setosa, non si appiccica e non ha bisogno di un pizzico di farina neanche quando passa fra i rulli della nonna papera!! Inoltre ha una tenuta perfetta perché nessun raviolo, in fase di cottura, si è aperto!
E tutto ciò non è fantastico?? :-DDDD
Vi lascio un'ultima foto con la speranza che vi venga voglia, almeno una volta, di preparare gli Scarpinòcc!
Buona settimana a tutti voi! :-)))


Siate lieti, sempre! 


venerdì 2 giugno 2017

Dip di fagioli cannellini alle erbe aromatiche


Ma non si finisce proprio proprio mai di imparare eh???
Ci mancavano le dip adesso!
Quando le ho sentite nominare per la prima volta ho esclamato "e cosa sono adesso le dip??"
Mentre la memoria cercava di ricordare (senza successo) il verbo to dip, le dita correvano veloci sulla tastiera invocando l'aiuto di san google.
"To dip": voce del verbo "intingere" che io traduco subito in "pucciare"!! Vado avanti nella ricerca e scopro che le dip non sono altro che delle salse in cui intingere (è più elegante no?) verdure, grissini, cracker e chips di vario genere, tipo tortillas e patatine.
Embè? Non potevano chiamarle semplicemente creme, salse, intingoli, puccini?
E no! Vuoi mettere quanto fa figo dire "stasera ti preparo una dip di carciofi?"
E allora che faccio?
Il nome mi aveva incuriosito, l'idea pure, quindi via di corsa in cucina a prepararne una!
Di dip ce ne sono un'infinità: alle verdure, ai formaggi, ai legumi, alle mille combinazioni tra loro, senza limiti di fantasia.
Indispensabili e tipiche dell'aperitivo ammmerican style, si prestano benissimo anche per risolvere un pranzo o una cena, soprattutto se preparate con anticipo e in diversi gusti.
Basterà una fetta di pane tostato, una generosa quantità di verdure, ed il pranzo o la cena saranno pronti! ;-)
Io ne ho scelta una di legumi, e l'ho fatta così:



Ingredienti:
500 g fagioli cannellini già cotti
40 ml olio extra vergine d’oliva
1 rametto di rosmarino
3-4 foglie di salvia
2 cucchiai di succo di limone
1 pizzico di sale marino fino
½ spicchio d’aglio
½ cucchiaino di origano secco
pepe nero macinato q.b.

Servire con:
fette di pane casareccio tostate
bastoncini di sedano e carote
pomodorini
chips di patate
grissini

Preparazione:
 - Tostare e far soffriggere salvia e rosmarino in un padellino insieme all'olio in modo da estrarne  il profumo al massimo.
-  Filtrare l’olio e metterlo in un mixer insieme ai fagioli, al succo di limone, all'aglio tritato ed il pizzico di sale.
- Far andare il mixer fino a che non si ottiene una purea morbida ed uniforme; trasferirla in una ciotola e condire con del pepe macinato fresco e l'origano.
 - Scaldare una griglia tostando il pane da entrambi i lati e servire le bruschette ancora calde insieme alla dip di cannellini.
- Dalle verdure ricavare invece dei bastoncini non troppo lunghi da poter intingere nella salsa.

Buon appetito! :-)))))


Quali verdure intingere in una salsa dip? 
Tutte le verdure buone da mangiare crude sono perfette per essere accompagnate da una dip, quali le carote, i gambi di sedano, i finocchi, i cetrioli, le zucchine e i ravanelli. Bisogna giusto tagliare queste verdure a bastoncino, in modo che sia pratico intingerle nella dip. Per beneficiare al massimo delle vitamine e degli enzimi contenuti in queste verdure crude, sarà necessario sceglierle secondo la loro stagione, in modo che siano davvero fresche e gustose.
Per tagliare le verdure a bastoncino, utilizzare un coltello molto affilato e tagliare dei bastoncini di verdura piuttosto corti in modo che sia facile tenerli in mano e soprattutto per non rischiare che i vostri invitati intingano di nuovo nella dip un bastoncino di verdura già morso.


Qualche consiglio per realizzare le salse dip.
Le dip si prestano a numerose varianti, secondo la vostra fantasia. Ma prima di realizzarle, è importante conoscere qualche regola di base.
Una volta frullati gli ingredienti, la salsa ottenuta non dev'essere troppo liquida, altrimenti cadrà dai bastoncini di verdura una volta intinti e macchierà la tovaglia (oltre che la vostra maglietta).
La dip deve quindi avere la consistenza di una crema piuttosto spessa;  bisogna però, allo stesso tempo, evitare che sia troppo densa, altrimenti risulterà pesante all'assaggio e sarà ugualmente difficile che tenga sui bastoncini di verdura.
Trovare quindi il giusto equilibrio dosando poco a poco gli ingredienti, in modo da arrivare progressivamente alla giusta consistenza ottenendo una dip leggera e cremosa.
Se alla base delle dip usiamo verdura cotta (come ad esempio melanzane o peperoni), fare attenzione a frullare bene per non lasciare dei pezzetti di verdura interi che saranno fastidiosi al palato.
Si dovrà ottenere un purè di verdura perfettamente liscio.
Per condire le dip, usare olio d'oliva, sale e pepe come pure altre spezie quali il curry, la curcuma o il cumino. Non dimenticare mai le erbe aromatiche fresche (quali prezzemolo o basilico tritati, salvia, rosmarino, origano, aneto o erba cipollina) che apporteranno sempre un tocco di freschezza alla preparazione.
Ora tocca a voi! Siete pronti per lanciarvi nella preparazione delle vostre dip? :-DD


A voi tutti, un sorriso condominiale e l'augurio di un felice weekend!  :-))))))))))
Emmettì

lunedì 30 gennaio 2017

Pollo Maya: con zenzero, lime ed erbe aromatiche.



Prima di cominciare a scrivere ho pensato "stavolta batto il record di sintesi", ma poi ho ricordato questo post  in cui ho vinto il Contest "Dono della sintesi vieni a me", e se è vero che ero l'unica partecipante, è sacrosanto anche che ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per vincerlo! (avete mai faticato meno in qualche gara rispetto a quando lottate contro voi stessi?).
E quindi niente record, ma un discreto sforzo di sintesi ve/me lo garantisco!
L'occasione giusta per sfoggiare cotanta concisione è questa semplice ma succulenta ricetta Maya, la mia amica Maya, mamma di tre meravigliosi bambini Emme (nella sua famiglia si chiamano tutti con nomi che cominciamo con la lettera M), nonché blogger in congedo maternità e regina bucherola di pani e pizze (come escono alveolati a lei, nessuno! guardare qui e qui per credere), ma non solo, bravissima a cucinare #nonsocomefaccia #contrebambinipiccoli #dicuiduegemelli #einsommapassiamoallaricetta #sennòaddiosforzodisintesi.


Il pollo aromatizzato al lime e zenzero è un piatto della cucina etnica, fine e raffinato, da accompagnare con insalata fresca per un secondo gustoso e veloce o con  riso basmati per gustare un esotico piatto unico. Ne propongo due versioni, una velocissima e una altrettanto veloce, ma che prevede la marinatura del pollo, utile ad ammorbidire e insaporire la carne.



RICETTA

Ingredienti per 4 persone:

800 g di petto di pollo tagliato a fette
    2 cm di zenzero fresco
    1 scalogno
    1 peperoncino fresco dolce (oppure paprika o pimenton)
    2 lime (il succo)
q.b.  di olio e.v.o.
q.b. di farina
q.b. di sale e pepe al mulinello
q.b. di vino bianco
q.b. di erbe aromatiche fresche (prezzemolo, menta, ciuffi di foglie di finocchio, o altre a scelta)


Procedimento per la versione velocissima

↳  Tritare  lo scalogno e  il peperoncino e soffriggerli dolcemente insieme allo zenzero grattugiato in una padella con olio sufficiente a coprirne il fondo (un velo eh, non due litri di olio!).
↳  Tagliare il pollo a striscioline, infarinarlo e aggiungerlo al soffritto.
↳  Rosolare le striscioline per farle dorare da tutti i lati.
↳  Regolare di sale e pepe macinato al momento.
↳  Aggiungere il succo del lime e portare a cottura, irrorando con vino bianco se occorre.
↳  Cospargere di erbe aromatiche tritate e servire caldo.

Per la versione veloce
↳  Qualche ora prima di cucinare, tagliare il pollo a striscioline, irrorare queste ultime con succo di lime, zenzero grattugiato e vino bianco.
↳  Tritare  lo scalogno e  il peperoncino e soffriggerli dolcemente  in una padella con olio sufficiente a coprirne il fondo.
↳  Scolare il pollo dalla marinata, infarinarlo e aggiungerlo al soffritto.
↳  Rosolare le striscioline per farle dorare da tutti i lati.
↳  Regolare di sale e pepe macinato al momento.
↳  Aggiungere la marinata e portare a cottura.
↳  Cospargere di erbe aromatiche tritate e servire caldo.



DIVAGAmente 


Ecco...