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mercoledì 6 maggio 2015

Torta Biancomangiare di Iginio Massari ri-rivisitata a 4 mani! (ho messo la gelatina neutra in cassaforte)


Quando Eleonora la buttò lì "Tam quand'è che facciamo qualcosa insieme?" mi si allargò il sorriso all'istante e colsi immediatamente l'invito (vedi mai le fosse scappato senza accorgersene!). Adoro questa ragazza, Ele, le sue idee e il suo blog, Eleideediele, appunto :). Che poi la Ele l'avevamo invitata ad aprire il condominio con noi, le avevamo offerto l'attico con giardino pensile e vista sul Colosseo pur di convincerla! Ma niente, aveva già iniziato il cantiere della sua cucina virtuale e quindi con la sua solita grazia ringraziò, però siamo rimaste vicine di blog, anzi, vicinissime, io sto sempre appicciata alle sue pagine  piene di dolci e preparazioni meravigliose spiegate  con  dolcezza (eccerto!), puntualità e generosità. Insomma, questo lavoro a 4 mani s'aveva proprio da fa'! E la scelta non poteva che essere un dolce, e non poteva che essere di un Maestro che entrambe amiamo, Iginio Massari (oddio solo a nominarlo mi vengono i brividi!).
Abbiamo scelto la torta biancomangiare rivisitata, e la abbiamo ri-rivisitata! Nel senso che abbiamo usato gli ingredienti del biancomangiare, che prevede l'uso dell'amaretto morbido e ci sconfinferava di più.
Che meraviglioso risultato! Una torta alle mandorle dolce e delicata, ma dal carattere deciso, e poi che dire di quella striscia rossa di piccante passione nel candore del bianco che più biancomangiare non si può? Il cuore è tutto lì, la ricetta, invece, è qui!
Però non fatevi spaventare dalla lunghezza della preparazione, come spesso accade le torte da frigo possono essere preparate in più step, quindi sono più facili a farsi che a dirsi, per non dire che a scriversi.
E guardate che torta meravigliosa ha fatto Ele!



RICETTA
Torta Biancomangiare di Iginio Massari

Dosi per una torta da 28 cm alta 5 cm

Attrezzatura occorrente: fogli di acetato, fogli di carta forno, un anello d'acciaio estensibile fino a 28 cm o/e una tortiera con cerchio apribile da 26 cm, una spatolina, un termometro da pasticceria, una tasca da pasticciere.

Ingredienti
Nota spesa: 760 g di latte intero,  600 g. di panna fresca, 575 g di zucchero semolato,  365 g di farina di mandorle, 360 g di cioccolato bianco,  300 g di fragole,  230 g di zucchero a velo,  180 g di gelatina neutra,  175 g di albume (circa 4 uova grandi), 130 g di succo d'arancia fresco (2 arance), 90 g di glucosio,  70 g di latte condensato,  40 g di zenzero fresco, 34 g di gelatina in fogli (colla di pesce), 20 g di amido di mais, 8 g di pectina, 40 g di liquore all'amaretto,  n. 2 bacche di vaniglia

cliccare sulle immagini per ingrandire

Amaretto morbido (due dischi)

245 g  Farina di mandorle
220 g  Zucchero a velo
175 g  Zucchero semolato
175 g  Albume
    1     Bacca di vaniglia (i semi)
    3 o 4 Mandorle amare tritate o qualche goccia di essenza naturale di mandorle amare
 q.b.    Zucchero a velo

- Setacciare le mandorle con lo zucchero a velo.
- Montare gli albumi con lo zucchero semolato, a neve lucida ma non troppo densa.
- Incorporare con una spatola le mandorle, le mandorle amare (o l'essenza) e i semini di vaniglia.
- Rivestire con carta forno una tortiera da 26 cm o/e il cerchio estensibile (con stesso diametro) avendo cura di rivestirne bordi e fondo, separatamente, così da non produrre pieghe nella carta. Per far aderire bene la striscia di carta sui bordi imburrare questi ultimi.
- Versare metà composto nella tortiera e con l'altra metà il cerchio. Oppure, cuocerne uno alla volta nello stampo che si preferisce. Se è di aiuto usare la tasca da pasticciere per modellare il composto, in ogni caso livellare con una spatolina o il dorso di un cucchiaio.
- Spolverizzare con zucchero a velo.
- Cuocere in forno  a 230° per 3 minuti e poi a 180° per 7 minuti. Aspettare che l'amaretto si freddi prima di toglierlo dallo stampo e staccarlo dalla carta sul fondo.
- Far raffreddare, staccare delicatamente dalla carta forno, capovolgere,  inzuppare con la bagna e congelare.
-Oppure far raffreddare, conservare avvolti di pellicola fino al momento dell'utilizzo e bagnare in fase di montaggio della torta.

note:
- Ho vaporizzato con uno spruzzino l'interno del forno caldo per creare umidità al fine di impedire la formazione della crosta in superficie ma quella si è formata lo stesso.
- Dato che gli amaretti sono effettivamente molto morbidi e alti circa un centimetro (quindi bassi:), una volta freddi ho preferito inumidirli subito con la bagna all'amaretto e congelarli, così da rendere più facile maneggiarli al momento di montare la torta.

Marmellata di arancia-fragole

300 g  Fragole
220 g  Zucchero semolato
130 g  Succo di arancia fresco
  40 g  Zenzero fresco (se non si ama la nota piccante ridurre a 20g)
  12 g  Gelatina in fogli
  20 g  Zucchero semolato
    8 g  Pectina (2) 
    1     Bacca di vaniglia (la stessa svuotata dei semi usati per l'amaretto)
     
- In una casseruola unire succo d'arancia, 220 di zucchero, la bacca di vaniglia e porre su fuoco lento.
- Mescolare la pectina con 20 g di zucchero e aggiungere al succo.
- Ammorbidire la gelatina in acqua fredda per dieci minuti.
- Tagliare le fragole in piccoli pezzi e grattugiare lo zenzero.
- Quando il succo comincia ad addensarsi versare lo zenzero e le fragole, cuocere per un minuto.
- Aggiungere la gelatina e mescolare fino a quando si scioglie completamente.
- Far raffreddare, versare nella tortiera o nel cerchio (diametro 26 cm), avendo cura di porre sul fondo di una o dell'altro un foglio di acetato.
- coprire con pellicola e congelare. 

(2) Sostituibile con 2 g di agar agar oppure 10 g di amido di mais

Mousse biancomangiare

600 g  Panna fresca
520 g  Latte intero
120 g  Farina di mandorle (oppure di mandorle da tritare) (1)
120 g  Zucchero semolato (1)
  20 g  Amido di mais
  20 g  Latte intero
  12 g  Gelatina in fogli
    1     Bacca di vaniglia
    3 o 4 Mandorle amare tritate o qualche goccia di essenza naturale di mandorle amare

- Tritare le mandorle con lo zucchero e setacciarle.
- Aprire la bacca di vaniglia ed estrarre i semi.
- Porre sul fuoco i 520 g di latte con la vaniglia (bacca e semini),  aggiungere le mandorle amare o l'essenza, le mandorle con lo zucchero e  quando quest'ultimo è sciolto spegnere il fuoco e lasciar raffreddare.
- Coprire con pellicola e lasciare in infusione nel frigorifero qualche ora.
- Filtrare il latte aromatizzato e porre sul fuoco al minimo.
- Ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda.
- Sciogliere l'amido di mais in 20 g di latte freddo, aggiungere al latte caldo e mescolare.
- Far addensare il latte su fuoco dolce mescolando con una frusta o una spatola.
- Strizzare la gelatina e versarla nel latte caldo, farla sciogliere e mescolare energicamente.
- Far raffreddare fino a 26/28°.
- Montare la panna e unirla al latte poco alla volta, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto.
 
(1) nella ricetta originale 240 di marzapane.

Bagna amaretto 

 70 g  Acqua
 40 g  Zucchero semolato
 40 g  Liquore all'amaretto

Portare a ebollizione l'acqua con lo zucchero, far addensare qualche minuto a fuoco basso. Quando lo sciroppo è freddo aggiungere l'amaretto. 

Glassa bianca (3)

360 g  Cioccolato bianco
220 g  Latte intero
  70 g  Latte condensato
  90 g  Glucosio
180 g  Gelatina neutra (vedi "di pertinenza")
  10 g  Gelatina in fogli

- Ammorbidire i fogli di gelatina in acqua fredda.
- Far bollire il latte col glucosio e il latte condensato. A fuoco spento aggiungere la gelatina ammollata e strizzata.
- Tritare il cioccolato e versarvi sopra il latte bollente.
- Aggiungere la gelatina neutra (meglio riscaldarla qualche secondo nel microonde)  e mescolare fino a quando non si sia sciolto tutto il cioccolato.
- Coprire con pellicola e far riposare una notte in frigorifero.
- Scaldare a 38 gradi o fino a quando non sia completamente sciolta, aspettare 20 minuti (o che la temperatura scenda a circa 31/32°) e glassare.(4)

(3) Ho raddoppiato le dosi della glassa per procedere senza patema e senza il rischio di esaurire la copertura. Ovviamente ne è rimasta d'avanzo, ma solo per poche ore, poi è stata divorata al cucchiaio :)
(4) Se si usa gelatina neutra fatta in casa (vedi sez. dipertinenza) aspettare che arrivi a 30°, o che si addensi un po', da velare il cucchiaio.

Glassa alternativa, senza gelatina neutra né glucosio, vedi "sez. dipertinenza".

Montaggio

Premessa: Eleonora ed io abbiamo deciso di montare la torta al contrario per ottenere una superficie perfettamente liscia da glassare. 
Il risultato finale, una volta rovesciata la torta, sarà: base amaretto morbido inzuppato di bagna amaretto, marmellata, mousse biancomangiare, disco amaretto morbido inzuppato, mousse biancomangiare, glassa.
I dischi di amaretto e marmellata sono più piccoli di due centimetri rispetto al diametro del cerchio, perché i bordi della torta siano completamente "foderati" di mousse, e quindi più facilmente glassati. 
Inoltre, si preparano in anticipo rispetto alla torta, quindi il lavoro si può diluire secondo le esigenze.
La mousse il giorno del montaggio della torta, che sarà congelata quindi anche questa si può preparare con un certo anticipo rispetto all'utilizzo. La glassa invece sarà preparata il giorno prima dell'apertura del dolce.

- Allargare l'anello estensibile a 28 cm (o usare il cerchio apribile di una teglia da 28 cm), rivestirlo con una striscia di acetato. Porre un foglio di acetato anche sulla base.
- Fare uno strato di mousse biancomangiare, fino al bordo del cerchio. Eventualmente, aiutarsi con la tasca da pasticciere.
- Far indurire per mezzora in freezer.
- Poggiare un disco di amaretto morbido congelato e preventivamente inzuppato di bagna, riempire lo spazio rimasto vuoto tra il disco e il bordo con la mousse, aiutandosi con la tasca da pasticciere.
- Ricoprire con un strato di mousse, avendo cura di conservarne un po' per riempire i bordi degli strati successivi.
- Poggiare il disco di marmellata congelato, riempire lo spazio tra i bordi del disco di marmellata e il cerchio.
- Infine coprire con l'ultimo cerchio di amaretto (anche questo congelato e bagnato) con la parte croccante verso l'alto, terminare la mousse nello spazio vuoto tra il disco di amaretto e i  bordi del cerchio.
- Coprire con pellicola e congelare.

Glassatura

-  Procedere 4 o 5 ore prima di servire il dolce.  - Estrarre delicatamente il dolce dalla tortiera, staccare con delicatezza l'acetato dai bordi e quello alla base e poggiare su una gratella posata, a sua volta, su una ciotola.
- Glassare partendo dai bordi, lentamente, e riempire tutta la superficie avendo cura di NON ripassare sulla glassa versata.
Per spostare il dolce sul vassoio o sull'alzatina, aiutarsi con due spatole.


Oppure glassare direttamente sul piatto o l'alzata su cui si servirà la torta.
- Tagliare un cerchio di carta forno poco più grande del piatto. Tagliare il cerchio a metà.
- Poggiare le due metà leggermente sovrapposte (mezzo centimetro) sul piatto e su questo posizionare la torta.
- Porre il piatto su una gratella posata su una ciotola in cui far colare il cioccolato. Oppure, se si usa l'alzata, chiudere la base in un sacchetto alimentare (così che non si sporchi di cioccolato) e posare nella ciotola.
- Procedere con la glassatura.
- Quando la glassa comincia a solidificare, con delicatezza estrarre le due metà di carta forno dal fondo della torta. 
- Conservare la torta in frigorifero.



 
 DI PERTINENZA

La gelatina neutra, questa sconosciuta. Quella che costa come un panettone di Massari!  ho pagato un tubetto da 50 grammi 1,5 euro. 30 euro al chilo. Un furto. Ho guardato se per caso ci fossero pagliuzze d'oro dentro, come nel profumo che mi portò mio fratello dagli Emirati Arabi, oppure un brillantino da 0,03 carati incastonato nel tappo, come quello che mi regalai per infilarmelo nel naso, niente. E allora come è possibile che un tubetto di acqua e gelatina costi 30 euro?
In attesa che qualcuno ce lo spieghi, meglio farsela da soli, la gelatina neutra. 
E' identica a quella comprata, anzi, direi anche migliore. Per capire se ci fossero differenze ho fatto due glasse uguali usando le due gelatine, una comprata e una fatta in casa, il risultato è stato identico, anzi, la glassa fatta con la gelatina neutra casalinga è leggermente più chiara e meno dolce, la lontana nota acida del limone risulta più gradevole nel risultato finale, spezzando l'eccessiva dolcezza della glassa.

Rubata a Piero, è semplicissima da fare, e non si spendono 30 euro!

GELATINA NEUTRA

 Ingredienti:
100 g di acqua
  20 g di glucosio
  55 g di zucchero
    6 g di succo di limone
 2,5 g di colla di pesce


Mettere a bagno la colla di pesce per qualche minuto, Strizzarla e asciugarla.
Bollire l'acqua, lo zucchero e il glucosio fino a quando lo zucchero sia completamente sciolto, togliere dal fuoco e unire la colla di pesce.
Girare per farla sciogliere, versare il succo di limone e mescolare.

Versare in un barattolo di vetro, chiudere ermeticamente, far raffreddare e conservare in frigo.

Al momento di usarla, scioglierla sul fuoco o al microonde a 32° (o fino a quando sarà liquida).

quanto costa? Ho fatto un calcolo approssimativo:
100 g di acqua minerale firmata € 0,04,  20 g glucosio € 0,24, 55 g zucchero € 0,05, 6 g di succo di limone € 0,02, 2,5 g di colla di pesce € 0.30, gas € 0,005. 
Per un totale di € 0,70 (arrotondato per eccesso e usando prodotti di qualità), cioè € 3,90 al chilo.




GLASSA BIANCA SENZA GELATINA NEUTRA (copiata pari pari e spudoratamente da Ele!)

(ricetta alternativa, senza gelatina neutra e glucosio, fonte Teonzo)
Ingredienti
   460 g cioccolato bianco
   300 g panna
   60 g latte
   10 g gelatina in fogli
Procedimento
- Tritare il cioccolato e fonderlo nel microonde a bassa potenza
-  Mescolare per sciogliere tutti i pezzetti
- Scaldare panna e latte fino quasi al bollore
- Versarli in 3-4 volte sul cioccolato, amalgamando ogni volta
- Ammollare la gelatina in acqua fredda per pochi minuti
- Strizzarla e scioglierla nel composto a 70°C
- Emulsionare con il mixer ad immersione, senza formare bolle d’aria
- Far raffreddare e conservare in frigorifero coperta da pellicola
- Al momento dell’utilizzo, scaldare la glassa al microonde (sempre a potenza medio-bassa) fino a renderla fluida

- Utilizzare a 28°C: va versata sulla torta quando è viscosa, non troppo fluida, altrimenti non si forma uno strato sufficientemente spesso sui lati della torta.



 DIVAGAmente



 

Nella piccola notte della vita umana

la pazza di casa* accende candele.


("La pazza di casa" Rosa Montero)



* Santa Teresa definiva pazza di casa la fantasia


link:
altre foto: http://visionigustative.blogspot.com/2015/05/torta-biancomangiare-di-iginio-massari.html
La torta di Ele
Biancomangiare di Iginio Massari
Torta biancomangiare rivisitata di Iginio Massari


Tamara






Queste sono le bellissime torte realizzate dalla mia adorata Silvia! Che belle, una tonda e una quadrata, che bella idea!




STAMPA SOLO LA RICETTA (PDF)

giovedì 10 aprile 2014

I baicoli veneziani della Ele




Mentre nel web, imperversano ricette di colombe, lievitati pasquali di ogni genere e tipo, uova di cioccolato e non, io oggi vi presento i baicoli. 

Quando li ho visti da lei è stato amore a prima vista. Era martedi 18 febbraio u.s.

Ore 11.10 leggo la ricetta, elaboro nella mia mente il risultato finale.
Ore 11.16 lascio un breve commento e faccio finta di dimenticarmene...

Ma per i due giorni successivi, questi baicoli non facevano che ronzarmi in testa.
Non potevo aspettare il we per provarli!
E così, giovedi mattina...

Ore 11.20 ---> rinfresco della pasta madre
Ore 17.00 ---> impasto
Ore 19.00 ---> i filoncini erano già formati e riposavano tranquilli e beati nella teglia e nel forno leggermente intiepidito in attesa di esser cotti...
Ore 23.00 cottura.

Il mattino dopo.




Ore 06.30 ---> taglio e tostatura immediata 
Ore 07.30 ---> colazione, finalmente!!!!!!!!! :-DDDDDDDD

E che colazione!!!



Con questa ricetta credo di aver raggiunto il record di velocità in termini di tempo intercorso fra la lettura di una ricetta e la sua realizzazione :))))))))))))))))

Ecco gli ingredienti e il procedimento per realizzarli.
A seguire le mie considerazioni.

INGREDIENTI
260 g lievito madre rinfrescato e maturo 
410 g di farina tipo 0 
170 g acqua 
90   g zucchero 
90   g burro morbido a temperatura ambiente
1     cucchiaino raso di sale 

PROCEDIMENTO
Rinfrescare il lievito madre e attenderne il raddoppio di volume prima di procedere con l'impasto.
A raddoppio avvenuto, spezzettarlo in una ciotola, versare l'acqua e scioglierlo fino ad ottenere una sorta di pastella il più possibile liscia e senza grumi.
Unire lo zucchero, poi gradatamente la farina e lavorare l'impasto fino al suo completo assorbimento e fino ad ottenere un composto sodo ma ben malleabile.

A questo punto unire il sale e poi il burro a piccoli pezzetti, aspettando l'assorbimento prima di aggiungerne dell'altro.
Ad incordatura avvenuta, formare una palla e lasciare riposare l'impasto per circa un'oretta preventivamente coperto con un telo e con della pellicola per non farlo asciugare.
Trascorso questo tempo, dividere l'impasto in 4 porzioni su di un piano leggermente infarinato.
Stendere leggermente dando la forma di un rettangolo e poi arrotolare fino a formare un filoncino stretto 
Una volta formati tutti e 4 i filoncini, rotolarli leggermente fra le mani per distribuire lo spessore in maniera uniforme (lungo circa 20 cm e largo 4).

Coprire nuovamente anche solo con pellicola ed attendere il loro raddoppio.
Accendere il forno a 200°C ed infornare per circa 15'- 20'.
I filoncini dovranno risultare appena appena dorati.
Far raffreddare e, se resistete, lasciarli riposare almeno 12 ore.


A raffreddamento avvenuto, tagliare i filoncini in fettine spesse 3-4-mm; disporre le fettine su una teglia ricoperta di carta forno e far tostare a 150°C per circa 10' o fino a quando non appariranno dorati (io con lo sportello del forno in fessura per agevolare la fuoriuscita dell'umidità).



Lasciarli raffreddare e conservarli in una scatola di latta ben chiusa.
Sappiate che non dureranno a lungo...





CONSIDERAZIONI FINALI

Questi baicoli sono davvero buonissimi e sfiziosi.
Leggeri, croccanti e delicatamente burrosi.
Perfetti spalmati con della buona marmellata.
Perfetti inzuppati in una tazza di latte e caffè.
Perfetti da sgranocchiare con una tazza di thè.

Fateli e troverete il vostro modo preferito per gustarli o regalarli.

Un ringraziamento ad Eleonora che mi ha fatto conoscere questa croccante bontà!
Ele, questi, virtualmente, son per te! ♥





E un ringraziamento speciale alla mia socia Silvia che, con infinita pazienza, ha realizzato i collage...! (guardate che belli!!! i collage..., non le foto!!!!) 
GRAZIE Silvia ♥♥♥



♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥



Questi invece finiscono dritti dritti nella raccolta mensile di panissimo  ideata da Sandra e Barbara e ospitata questo mese da Barbara.



Bene, non mi rimane che salutarvi ed augurarvi un lieto week end per tutte le cose che portate nel vostro cuore!
Alla prossima :))))))))))



EDIT DEL 18/07/2014


Sono onorata di mettere qui i baicoli realizzati dalla mia socia Silvia che sono davvero spettacolari!!
Guardate un po'?????



Grazie Silvia!!! ♥♥♥

EDIT DEL 28/05/2015

E questi quelli di Tam, fatti con li.co.li.
Meraviglia delle meraviglie anche i suoi.
In realtà pure lei li ha replicati quasi subito ma io mi son persa per strada nell'aggiornare il post con le sue foto.


Grazie Tam!!! ♥♥♥

giovedì 6 febbraio 2014

Un mostro sacher della pasticceria: Sachertam piccante

sottosottotitolo: sì, ma io l'ho vista da Eleonora!




Sì, l'ho vista da Eleonora, una dolce ragazza bravissima coi dolci che, incredibilmente, aveva dubbi circa l'opportunità di aprire un blog. Per fortuna, mia, ha superato la timidezza e ha cominciato a pubblicare una meraviglia dopo l'altra, ogni volta che entro nel suo blog ingrasso un chilo solo a guardare!
Quando ho visto questa sacher subito mi si sono illuminate le papil... le pupille! Stavo ancora spanettonando quando vedo questa meraviglia, mi metto subito a parlare tra e me e Medesima,   mi faccio raccontare tutto da Me, anche i dettagli piccanti (mettici tanto peperoncino), le misure (quelle giuste per me, graaaaandi!), le posizioni (ché la glassatura mica è facile) , a Memedesima chiedo di ricalcolarmi le proporzioni, ché  rifare i calcoli mi fa venire l'orticaria ma soprattutto a me, un tortino da 20 cm, mi fa un baffo! Il risultato è un  mostro Sacher, grande, che riempie gli occhi e il palato, una conturbante miscela di dolce/audace/morbido/pungente/delicato/intenso/sensuale che seduce al primo assaggio, ed invita al secondo e poi ancora ancora ancora ancora ancora...




RICETTA

Dosi per una torta da 26/28 cm diametro x 6/7 cm altezza

(nota:  gli ingredienti, il montaggio e la presentazione non sono fedelissimi alla ricetta originale di Maurizio Santin, pubblicata QUI.)

ingredienti totali:

1110 g di panna
 660 g di cioccolato fondente
 460 g di zucchero semolato
 300 g di marmellata di fichi
 280 g di acqua
 190 g di tuorli (circa 11 medi)
 190 g di albumi (circa 6 medi)
 100 g di burro a temperatura ambiente
 115 g di cacao amaro di ottima qualità
   70 g di cotto di fichi (o mosto cotto)
   55 g di farina 00
   55 g di farina di mandorle
   45 g di zucchero a velo
   22 g di colla di pesce
     4 g di lievito non vanigliato
     3 peperoncini freschi
 q.b. di peperoncino in polvere
     1 pizzico di sale







INGREDIENTI SPECIFICI ED ESECUZIONI:
(certo che "esecuzioni" fa proprio impressione!)


  • Pan di spagna
clicca sull'immagine per ingrandire

190 g di tuorli (circa 11 medi)
190 g di albumi (circa 6 medi)
160 g di cioccolato fondente
100 g di burro a temperatura ambiente
  70 g di zucchero semolato
  55 g di farina 00
  55 g di farina di mandorle
  45 g di zucchero a velo
    4 g di lievito non vanigliato
    1 pizzico di sale

- Sciogliere il cioccolato a bagnomaria.
- Montare a neve gli albumi con lo zucchero semolato.
- Nella planetaria o con le fruste elettriche montare il burro con lo zucchero a velo, aggiungere i tuorli e continuare a montare. Aggiungere il cioccolato ormai tiepido poco alla volta, mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo.
- Aggiungere, poco alla volta, gli albumi, mescolando con una spatola con movimenti dal basso verso l'alto, facendo scorrere la stessa lungo la ciotola.
- Setacciare la farina col lievito ed aggiungerla, sempre poco alla volta, al composto, continuare ad amalgamare con la spatola dal basso verso l'alto, cercando di non smontare il composto.
- Aggiungere allo stesso, infine, la farina di mandorle.
- Rivestire con carta forno una tortiera da 26/28 cm (per far aderire meglio la carta imburrare lo stampo).
- Cuocere a 170 gradi in forno ventilato per 45 minuti circa.
- Far raffreddare e conservare in pellicola per alimenti fino al momento dell'utilizzo.


  • Farcitura e bagna per il pan di Spagna
clicca sull'immagine per ingrandire


300 g di marmellata di fichi (fatta in casa con fichi presi in prestito dall'albero del vicino) o composta di fichi (1)
  70 g di cotto di fichi (o mosto cotto)
  50 g di acqua
  50 g di zucchero semolato
  q.b. di peperoncino in polvere


- Preparare uno sciroppo con il mosto, l'acqua e lo zucchero. Far addensare sul fuoco qualche minuto.
- Riscaldare la marmellata con un paio di cucchiai di sciroppo di mosto.
- Rifilare la torta lungo i bordi e in superficie, eliminare la crosticina superiore così che il pan di spagna sia più spugnoso e permeabile.
- Irrorare il pandispagna con lo sciroppo e ricoprire con la marmellata, avendo cura di non raggiungere i bordi onde evitare che questi si bagnino eccessivamente e si sbriciolino sotto il peso della mousse.
- Spolverizzare con peperoncino in polvere.

1) la ricetta di Santin prevede una composta di fichi secchi, con le seguenti grammature: 300 g di fichi secchi, 250 g di acqua, 35 g di mosto cotto. Tagliare i fichi in pezzi piccoli e cuocerli con l'acqua fino a che questa sia assorbita e si ottenga una marmellata a cui si aggiungerà il mosto, spegnere il fuoco dopo un paio di minuti e far raffreddare.

 
  • Ganache al cioccolato

clicca sull'immagine per ingrandire
500 g di panna liquida
500 g di cioccolato fondente
360 g di panna montata
    8 g di colla di pesce
    3 peperoncini freschi (io ho usato quelli tondi)

- Riscaldare fin quasi a bollore la panna liquida insieme ai peperoncini tagliati a metà. Lasciar insaporire per un paio d'ore.
- Sciogliere il cioccolato a bagnomaria
- Ammorbidire la colla di pesce in acqua per una decina di minuti.
- Riscaldare la panna liquida, filtrarla e sciogliervi la gelatina.
- Unire poco alla volta al cioccolato e mescolare finché non si siano amalgamati.
- Montare la panna restante e aggiungerla, poco alla volta, alla mousse mescolando con una spatola, con movimenti delicati dal basso verso l'alto.


  • Montare il dolce.
clicca sull'immagine per ingrandire
 - In una tortiera apribile (oppure su un vassoio piano) il cui fondo sia ricoperto di carta forno (o un foglio di acetato), adagiare il pan di Spagna, che sarà un paio di centimetri di diametro più piccolo della misura finale, e quindi della tortiera o del ring.
- Bagnare con lo sciroppo di mosto, aggiungere la marmellata, spolverare con peperoncino a piacere
- Rivestire il bordo interno della tortiera o del ring con una striscia di acetato.
- Versare la ganache e livellare con una spatola. Io ho ritagliato un cerchio di acetato a misura, l'ho poggiato sulla ganache versata, ho premuto per far uscire eventuali bolle e livellato con una spatola a gomito (oppure con una superficie piatta, tipo un batticarne.....!)
- Coprire con pellicola e far congelare. Io tutta la notte.

  • Glassa a specchio 

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340 g di zucchero semolato
115 g di cacao amaro di ottima qualità
250 g di panna
230 g di acqua
  14 g di colla di pesce 

- Setacciare il cacao e mescolare con lo zucchero.
- In un pentolino riscaldare la panna e l'acqua insieme,  e versare a filo nel cacao e zucchero. Quando è tutto ben amalgamato portare il composto fin quasi a bollore.
- Filtrare per eliminare eventuali grumi rimasti.
- Far raffreddare fino a 50° e unirvi la colla di pesce precedentemente ammollata nell'acqua e sciolta a fuoco bassissimo.
- Aspettare ancora che la temperatura scenda a circa 30°
- Estrarre delicatamente il dolce dalla tortiera, staccare con delicatezza l'acetato sui bordi e quello alla base e poggiare su una gratella posata, a sua volta, su una ciotola.
- Glassare partendo dai bordi, lentamente, e riempire tutta la superficie avendo cura di NON ripassare sulla glassa versata.
Nel video a destra si vede bene come si fa.

Per spostare il dolce sul vassoio o sull'alzatina, aiutarsi con due spatole.



La glassa avanzata, che sarà tanta, è goduriosa da morire! Io l'ho versata in una forma da budino e poi... mmmmmmm

La torta si conserva in frigorifero per due o tre giorni, nelle case normali... 




DI PERTINENZA

Tanto per iniziare, pertinentemente parlando, devo confessare che questa torta è davvero speciale, diversa, strana, impertinente, dispettosa e sorprendente! Conquistatrice. Al primo morso  avvolgono le note del cioccolato, la dolcezza della marmellata di fichi, il gusto antico delle mandorle, il sapore intenso del mosto cotto. E la freschezza della ganache. La nota piccante arriva dopo, sorprendendo le labbra, le prime a captare la capsaicina. Ve la ricordate la capsaicina? Ne ho parlato abbondantemente qui, è una roba rubefacente. Difatti, appena le labbra notano il peperoncino, immediatamente avvertono la lingua che passa parola alle papille che comunicano coi sensi che si liberano in una danza ardita che ruba la scena agli altri sapori che però non si offendono e si mettono a ballare pure loro e la bocca mugola e il cucchiaino si dirige ripetutamente a rubare un altro boccone e...

i cucchaini!!! avete notato i cucchiaini?? Li ho fatti col caramello avanzato in cui ho tuffato i fichi secchi! Ci ho aggiunto fichi secchi tagliuzzati minuscoli, versato nelle formine di silicone e voilà!!!






Finito di mangiare la Sacher, mi son mangiato pure il cucchiaino!!!




link:

- altre foto: http://visionigustative.blogspot.com/2014/02/sacher-calabrese.html
- La ricetta originale di Maurizio Santin: http://madeinsantin.it/2013/09/16/dallultimo-numero-del-pasticcere-la-sacher-calabrese/

DIVAGAmente 


Sognato per l’inverno


D’inverno, ce ne andremo in un piccolo vagone rosa
             Imbottito d’azzurro.
Staremo bene. Baci pazzi s’annidano
             In ogni cantuccio morbido.
Chiuderai gli occhi, per non vedere, dal finestrino
             Torcersi  le ombre delle sere,
Astiosi mostri, plebaglia nera
             Di lupi e  démoni.
Poi sentirai sulla  guancia un solletico…
Un bacio leggero,  ragno impazzito, corre,
             Su e giù per il collo…
«Cerca!» tu dirai, chinando il capo,
- E quanto tempo impiegheremo allora per scovare
             Quella bestiola – che viaggia tanto…


[In un vagone, il 7 ottobre 1870]
(“Sognato per l’inverno”  Arthur Rimbaud)


Tamara