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mercoledì 23 novembre 2016

Mustazzòli salentini nasprati cu lu gileppu e rriccuti alla faccia te li cupetari


Traduzione: mostaccioli salentini glassati con lo sciroppo e arricchiti a dispetto dei cupetari (sono quelli che fanno la cupeta, cioè il croccante di mandorle). *

Cosa sono i mustazzòli? I dolci più popolari del Salento (insieme ai pasticciotti coi quali vivono serenamente senza competizione, ognuno ha i propri spazi e zone di appetenza) detti anche, a seconda della zona  in cui ci si trova,  mustazzueli, scagliozzi  e le varianti scagnozzi e scaiozzi, scaiezzuli, pisquetti, nassaparati e nsparati, castagnette, oppure zozzi (perché la glassa li fa sembrare sporchi, che avevate pensato?!), ché il Salento è terra di sole, di mare, di vento, e pure di dialetti.
Sono prodotti solo ed esclusivamente artigianali,  re indiscussi delle feste patronali e delle sagre salentine, ma si trovano anche nelle pasticcerie o nei panifici, quindi si mangiano tutto l’anno, quando è festa è festa, cioè sempre!
Si mangiano a colazione o per merenda con il latte o con il tè, oppure a fine pasto accompagnati da un buon vino rosso o da liquori oppure di nascosto lasciando briciole e indizi ovunque!

Ognuno, come al solito, ha la ricetta unica, perfetta, l'originale ecc.ecc., anche io ho perfezionato la mia, partendo da una ricetta, arricchendola di tutti gli ingredienti possibili previsti, così da renderli profumatissimi e morbidi, come piacciono a me!

* Nella sezione di pertinenza racconterò anche dei cupetari.


RICETTA 
Mustazzoli salentini



Ingredienti per i biscotti (circa 110 da 25g o 140 da 20 g)

    1 kg di farina
250 g di mandorle pelate
250 g di nocciole
200 g di zucchero
200 g di miele
100 g di olio extravergine d'oliva [1]
  40 g di strutto (o burro) [1]
  80 g di cacao amaro
  20 g di ammoniaca per dolci
    1 bustina di lievito per dolci [2]
    4   uova intere
  70 g di vermouth (o rum o amaretto)
      2 mandarini, zeste e succo
      1 arancia, zeste e  succo
      2 limoni, solo le zeste
  da 3 a 5 g di chiodi di garofano macinati (cucchiaino più o meno colmo)
  da ag di cannella macinata
    1 pizzico di sale
100 g di ficotto (mosto cotto di fichi)[3] (facoltativo)
150 g di canditi di arancia e mandarino (o zeste fresche grattugiate) (facoltativi)
un cucchiaino di polvere di caffè o di caffè solubile (facoltativo)


[1] Se si preferiscono biscotti più croccanti usare solo olio, nella quantità totale di 200 g
[2] Io preferisco il lievito per torte salate, che non contiene vanillina
[3] In alternativa, vincotto, latte, succo d'arancia o caffè.


Ingredienti per la glassa cioè lu gileppu (naspro)

    1 kg di zucchero
  75 g di cacao amaro
200 g di acqua (circa, se ne aggiungerà altra a sentimento)
    1 cucchiaino di polvere di caffè o caffè solubile (facoltativo)


PROCEDIMENTO

♦ - Preparare gli ingredienti.
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- Pelare gli agrumi, ricavando solo zeste, cioè la parte colorata escluso l'albedo (la parte bianca) delle bucce.
- Riscaldare l'olio e lo strutto con le zeste di limone, mandarino e arancia. Far raffreddare.
- Sminuzzare i canditi col coltello.
- Setacciare la farina, il cacao e il lievito.
- Eliminare le bucce degli agrumi dall'olio, unirvi il miele e i canditi.
- Sbattere le uova con un pizzico di sale.
- Tritare non troppo finemente le nocciole e le mandorle.
- Spremere i succhi di arance e mandarini.
- Pesare e tener pronti tutti gli altri ingredienti.


♦ - Impastare.
- Versare nella ciotola (della planetaria o dell'olio di gomito) la farina, il lievito, il cacao setacciati e
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lo zucchero. Mescolare.
- Scavare una fossa al centro (!) e versarvi la miscela di olio/strutto/miele/canditi, le uova, il liquore, il ficotto, le spezie.
- Impastare velocemente.
- Sciogliere l'ammoniaca in una tazza di succo di agrumi e aggiungerla all'impasto.
- Unire la frutta  secca tritata ed, all'occorrenza, altro succo di arancia e mandarino.
- L'impasto è pronto appena la frutta secca è ben amalgamata.
- Se è troppo appiccicoso (dovrà essere sostenuto, più di una normale frolla) far indurire l'impasto in frigo, coperto da pellicola.


♦ - Formare i mustazzoli.
Per farli tondi:
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- formare delle palline da 20 o 25 g.
- schiacciarle leggermente su una leccarda ricoperta di carta forno.
Per farli romboidali:
- Formare un rotolo e schiacciarlo.
- Tagliare e formare i rombi.
oppure
- Stendere l'impasto tra due fogli di carta forno ad una altezza di 1 cm abbondante.
- Tagliare trasversalmente prima in un verso e poi, perpendicolarmente, nell'altro.



Cuocere per circa 20 minuti (attenzione a non farli bruciare sotto!) in forno statico a 180 gradi oppure ventilato a 165 gradi.
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♦ - Preparare lu gileppu (naspro).

- Versare lo zucchero in una grande pentola d'acciaio.
- Setacciarvi dentro il cacao.
- Aggiungere l'acqua e il caffè.
- Mescolare e porre su fuoco medio.
- Portare a ebollizione e far addensare, come un caramello.
- Lu gileppu è pronto quando fila, cioè  quando prendendo una goccia tra l’indice ed il pollice, si attaccherà alle dita (ovviamente vi sarete anche ustionati).


♦ - Glassare.
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- Trasferire due o tre mestoli di gileppu in un'altra pentola, così da preparare un po' di mustazzoli alla volta, senza rischiare di bruciare lo sciroppo.
- Spegnere il fuoco sotto la pentola grande e mantenere al minimo il fuoco sotto quella piccola.
- Versare 5 o 6 mustazzoli alla volta nel pentolino, velocemente rotolare i biscotti così da ricoprirli di glassa, raccoglierli con un mestolo forato o una pinza da cucina, così da far colare lo sciroppo in eccesso.
- Poggiare via via i mustazzoli su un vassoio ricoperto di carta forno.
- Far asciugare completamente i biscotti.
- Se alcuni rimangono appiccicosi, passarli qualche minuti sotto al grill del forno, appena lo zucchero comincia a "friggere" estrarre i mustazzoli e farli raffreddare e asciugare.

Si conservano per circa un mese in contenitori ermetici.
Per dovere di cronaca, qui nel Salento non si conservano, ma si distribuiscono equamente fra amici, parenti, vicini di casa e colleghi :-)



DI PERTINENZA e di cupetari invidiosi

Come accennavo su, i mustazzoli sono i re delle feste patronali e delle tante sagre salentine, ma non è stato sempre così. Per quanto la loro preparazione sia certamente ultrasecolare, alla fine dell'800 ancora erano dei semplici sudditi sconosciuti e incompresi. Le feste paesane erano dominate da un altro dolce molto popolare e desiderato, la cupeta, il croccante salentino, dolce nobile e pieno di boria, oltre che di miele e mandorle.
Un bel dì sulle piazze salentine arrivò un tal Luigi Sorgente, un gelataio che però d'inverno vendeva poco per via del freddo e di genitori che pure da antichi rompevano le balle con "il gelato non si mangia d'inverno che ti raffreddi!", lasciando i poveri figli a sbavare e sognar gelati col naso moccioso, e a secco il povero Luigi, che di figli ne aveva sei, e si raffreddavano perché se il papà non vendeva gelati non poteva comprar loro la maglia di lana!
Però Luigi si chiamava Sorgente, e così sgorgò dalla sua mente un bella idea, mandò a quel paese genitoridifiglimocciosi e congelatori, e anziché gelati cominciò a vendere, sulla bancarella allestita sulla sua macchina comprata a rate, dei dolcini romboidali brutti, piccoli e neri (perché non li hanno chiamati calimeri?), ma buonissimi e meno costosi della cupeta.
Sicché, anche i genitori scassamarroni, che avevano pure il braccino corto, cominciano a preferire i mustazzoli alla cupeta.
Tutti volevano i mustazzoli, non solo genitori e figli, ma pure nonni, singol, amanti, coppie di fatto, uomini, donne, transgender, cattolici, atei, tutti insomma!
I cupetari si incazzarono abbestia, e gli bucarono le gomme. Come se non bastasse, i fascisti gli sequestrano pure la macchina sostenendo che servisse alla Patria, ma figurarsi! Con le ruote bucate la Patria che se ne faceva???!!!!
Luigi era disperato, sequestrò un triciclo al figlio di un cupetaro e ricominciò a vendere mustazzoli! Ormai in tutti i paesi del Salento gli zozzi erano ricercatissimi (gli zozzi sono i mustazzoli eh), e anche i cupetari capitolarono, cominciarono a produrre i brutti, piccoli e neri, e Luigi Sorgente... cominciò a produrre pure copeta!
E tutti vissero felici, contenti e nasprati!
(La vera storia potete leggerla QUI)

E io??? Io pure sono felice e contenta dei miei mustazzoli, più ricchi della copeta!

Tamara @

(ps. amo follemente la copeta e, per via della proprietà transitiva, anche i copetari)







 DIVAGAmente

A proposito di zone...


i mustazzoli, ovviamente!



Altre foto su: http://visionigustative.blogspot.com/2016/11/mustazzoli-con-mandorle-nocciole-miele.html

giovedì 20 ottobre 2016

I biscotti della Pepi. L'incontro tra leggerezza e bontà!


Dopo il pane (ma credo ve ne siate accorti) la preparazione che mi affascina di più è quella dei biscotti!
Non passa settimana senza che non provi almeno una ricetta.
Quando vidi questi da Stefania, rimasi subito colpita dagli ingredienti: niente uova, niente burro, poco zucchero e tante farine speciali; così in una piovosa domenica pomeriggio dello scorso anno decisi di farli. E da allora, tante e tante volte li ho rifatti, mangiati, regalati, confezionati caruccicarucci per raccolte di beneficenza; tutte le volte hanno riscosso particolare successo e quasi sempre ho poi dovuto scrivere anche la ricetta! :-))))))
È arrivato il momento di rendere onore a questi biscotti facendoli arrivare qui, nella cucina condominiale, per condividerli con le mie socie e con i nostri lettori!

Ricchi di farine preziose, e poveri di grassi sono l'ideale per la colazione (perfetti da inzuppare), la merenda, lo spuntino di metà pomeriggio e, perché no, anche per un dopo cena accompagnati da un goccino-ino di rum!
Mmmmmmmhhhhhhhh, accoppiata vincente!!!!  ;-)

Ho fatto qualche modifica alla ricetta originale, e cambiate le proporzioni tra i vari tipi di farina, per fare in modo che l'impasto potesse stendersi ed essere coppato con un tagliabiscotti.
Eccolo qua.
Un biscotto imperfetto nella forma, con la superficie rugosa e i bordi frastagliati,  ma che vi conquisterà al primo morso e son certa che anche voi li rifarete ancora e ancora! :-))))))))



INGREDIENTI: (per circa 40 biscotti da 5 cm di diametro)

90 g di crusca d'avena
20 g di farina integrale
40 g di farina ai cinque cereali
40 g di farina 0
60 g di farina "soffio di mais" (farina di mais macinata sottilissima)
15 g di cacao amaro in polvere
110 g di zucchero di canna integrale
100 g di cioccolato fondente al 60%  (tritato finemente a coltello)
60 g di olio d'oliva o di riso
50 g di  latte
1 cucchiaino di lievito per dolci
½ punta di cucchiaino di bicarbonato d'ammonio
1 buccia di arancia grattugiata  

Creare un'emulsione di olio e zucchero utilizzando un frullatore ad immersione.
(clicca per ingrandire)
Unire tutti gli altri ingredienti in una ciotola, tranne il latte, mescolare con una frusta a mano e formare una fontana; versare al centro l'emulsione e due cucchiai di latte; con una forchetta iniziare ad incorporare la miscela di farine, aggiungendo il latte rimanente poco per volta.
Rovesciare l'impasto su un piano di lavoro e formare una palla; avvolgere con pellicola e lasciare riposare in frigo per un paio d'ore, dopo di che, con l'aiuto di un mattarello, stenderlo ad uno spessore di 3-4 mm e ritagliare i biscotti con una forma a scelta.
Se l'impasto è troppo umido o tende ad appiccicare al mattarello, aiutarsi con della farina di riso, cospargendola sul piano di lavoro.
Tagliare i biscotti con una formina, disporli su una teglia previamente ricoperta con carta forno e cuocere a 170°c per circa 15-20 minuti. Mano a mano che vengono pronti lasciarli raffreddare su una gratella e, una volta freddi, conservarli in sacchetti ben chiusi per mantenere intatte croccantezza e fragranza.


Voilà!  Ed anche stavolta i biscotti son pronti! :-)))))
E per voi? Qual'è il momento migliore per sgranocchiare un biscotto?



CURIOSITA': LA CRUSCA D'AVENA

La crusca di avena, come tutte le crusche di cereali, non è altro che il rivestimento del chicco, quello che in genere si tende a scartare per avere una farina più sottile e destinata a certi tipi di preparazione.
Spesso però dimentichiamo che questo rivestimento, in realtà, è la parte più pregiata in quanto ricca di preziosi nutrienti, quali fibre e sali minerali e vitamine che non dovrebbero mai mancare nella nostra alimentazione.
Se volete approfondire l'argomento, qui e qui ci sono spunti e notizie dettagliate! ;-)
A presto!
M.t.


☆,.-~*’¨¯¨’*·~-.¸--,.-~*’¨¯¨’*·~-.¸☆



martedì 13 settembre 2016

Torta al caramello salato e ganache al cioccolato, sinteticamente "Torta Giulio" di Ernst Knam, una delle cinque torte.



♪♫• L'estate sta finendo E un anno se ne va Sto diventando grande Lo sai che non mi va. In spiaggia di ombrelloni Non ce ne sono più È il solito rituale Ma ora manchi tu Uh uh uh. •♫♪ Uoh oh oh oh.♩.¸¸♬´¯`♬

Stremate, stremate, le streghe son tornate! Sì, stremate da questo riposo esagerato, da 'ste vacanze lontane dalle cucine e dai vicini di blog! Stremate dal caldo, dalle zanzare, dalla pioggia e dal controllo delle calorie! Basta pancia in dentro e petto di pollo a tavola, l'estate sta finendo e finalmente possiamo ricominciare a peccare caloricamente come solo col cioccolato si può, se poi a questo si aggiunge uno strato di caramello salato e un guscio di frolla al cacao e la firma di Ernst Knam (su 9 lettere solo 2 vocali), allora la trasgressione è irresistibile.

Incredibile come una torta così goduriosa sia anche così semplice da fare. Difatti quest'estate l'ho fatta e rifatta tante volte (ehm ma chi l'ha detto che il cioccolato d'estate non si mangia??), sbizzarrendomi con varie decorazioni di frolla e diverse aromatizzazioni della ganache. Come suggerisce il titolo, in questo dolce la ganache al cioccolato fondente e il mou salato si adagiano lussuriosamente su un letto  guscio di frolla al cacao e vaniglia. Non fatevi ingannare dalla lungaggine delle mie descrizioni, ormai lo sanno anche i sassi che sono lunga, fidatevi di questa sintesi: frolla, mou, freezer, metti la cera togli la cera, coltello caldo, piattino, forchetta, papille gustative, bip bip bip! Tutto qui!


O.T. Knam, io ti ho visto in carne, ossa e camice bianco, sei un gran gnocco, decisamente più gnocco dal vivo che dal morto, insomma di quanto appari in tv o in foto. Eri ospite all'Agrogepaciok l'anno scorso,  disponibile, allegro, vezzoso coi tuoi occhiali rossi e il sorriso inaspettato, ma te lo dico: con questi occhiali (no, ma cliccate, vi prego!) mi hai perso una vagonata di punti in una botta!

Dimenticavo! La Giulio è una delle 5 torte per il mio compleanno, a giugno. Quanti anni ho compiuto? Non ve lo dico neanche stremata, rimarrà un segreto che manco Fatima, vi dico solo che ne ho fatta una per ogni decennio, non dirò altro neppure sotto tortura!  

Piccola nota: la torta si chiama "Giulio", come uno dei figli di Knam a cui il re del cioccolato ha dedicato questo meraviglioso dolce.
 


RICETTA

Ingredienti per torta tonda cm 20 (26) [20 quadrata]

Pasta frolla al cacao
200 (340) [260] g di farina
125 (210) [160] g di burro
125 (210) [160] g di zucchero semolato
  55   (90) [ 70] g di uova intere
  40   (70) [ 55] g di cacao amaro in polvere
      (8)   [6] g di lievito in polvere
   2      (3)   [2] g di sale
1/2  bacca di vaniglia

Mou salato
100 (170) [130] g di zucchero semolato
100 (170) [130] g di panna fresca
  90 (150) [115] g di burro
   2     (3)     [2] g di sale di Maldon ( io ho usato del sale comune)

Ganache al cioccolato 
180 (280) [210] g di cioccolato fondente (minimo 60 %)
150 (230) [175] g di panna fresca liquida


PREPARAZIONE

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Frolla
Setacciare farina, cacao e lievito e versare le polveri nella planetaria o nella ciotola.
- Aggiungere il burro freddo tagliato a tocchetti e mescolare velocemente col gancio a kappa o con l'olio di gomito fino ad ottenere una sottile sabbiatura.
- Sbattere le uova insieme allo zucchero, la vaniglia e il sale.
- Versare nella sabbia e mescolare velocemente nella modalità scelta (macchina o mani).
- Formare un panetto, avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo almeno 3 ore. Ma anche fino al giorno dopo, come tutte le frolle più riposa in frigo e meglio è.

Guscio
- Arrivato il momento di preparare la torta, tirar fuori la frolla dal frigo, lavorarla un po' con le mani per renderla lavorabile e decidere come rivestire lo stampo.
  I miei criteri sono questi: 
   Se faccio la torta per casa mia, senza occasioni particolari (se non il desiderio di peccare cioccolatosamente), allora stendo la frolla fra due fogli di carta forno in una misura più grande dello stampo, schiaffo nello stampo sistemando i bordi alla meno peggio e procedo.
  Se invece la torta è destinata ad una occasione speciale e necessita di una cura particolare, procedo come sotto.
- Stendere la frolla tra due fogli di carta forno ad una altezza di 4 mm e coppare nella misura esatta
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del fondo dello stampo (magari aiutandosi con la stessa tortiera).
- Posizionare sul fondo della tortiera conservando solo la carta forno sotto. Riporre in frigo mentre si prepara il bordo.
- Sempre aiutandosi con la carta forno, stendere una striscia di frolla lunga quanto la circonferenza della tortiera, alta 3 cm e spessa 4 mm. Far indurire in frigorifero qualche minuto per rendere più facile le operazioni successive.
- Eliminare uno dei due fogli di carta, imburrare il bordo dello stampo, e con delicatezza farvi aderire la striscia di frolla (io l'ho divisa in due ch'è più facile) dalla parte con la carta.
- Bucherellare il fondo con una forchetta, ricoprire di carta forno e legumi o altro peso, per non far gonfiare troppo la frolla. Per ottenere un guscio perfetto foderare con lo stesso sistema di carta forno (disco sul fondo e striscia sui bordi) e riempire di legumi o riso fino all'orlo.
- Infornare a 180 gradi forno statico o 165 forno ventilato, cuocere 15 minuti.
- Estrarre lo stampo, eliminare legumi e carta, portare a cottura per altri 5/10 minuti.
- Far raffreddare completamente la frolla prima di estrarla con estrema delicatezza!

Mentre la frolla si fredda, preparare il
Mou salato
- In una pentola dal fondo spesso e largo versare lo zucchero, accendere il fuoco a fiamma medio
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bassa e aspettare, senza toccare, che si sciolga.
- Appena sciolto, prima che scurisca, versarvi la panna bollentissima in due o tre volte, mescolando velocemente. La differenza di temperatura fra la panna e lo zucchero (che fonde a temperatura maggiore di quella utile alla panna per bollire) causerà un ribollimento notevole, occhio agli schizzi! Lo zucchero sciolto tenderà a indurirsi, continuare a mescolare a fuoco bassissimo fino a quando non si otterrà una crema omogenea (5 minuti circa).
- Spegnere il fuoco e aggiungere il sale e il burro. Anche in questo caso, mescolare finché quest'ultimo non si sarà emulsionato perfettamente alla crema.

Versare nel guscio di frolla e far indurire circa mezzora in freezer. (Io per sicurezza, dopo averlo estratto dallo stampo, eliminato la carta forno e fatto raffreddare su una gratella, lo rificco nello stampo, così che sia più facile metti nel freezer togli dal freezer, metti nel freezer togli da freezer, metti la cera togli la cera)

Mentre il mou si fredda, preparare la
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Ganache
- Tritare il cioccolato.
- Bollire la panna (sul fuoco o al microonde).
- Versare il cioccolato nella panna.
- Mescolare fino a quando il cioccolato sia completamente sciolto e la ganache cremosa.
- Far intiepidire.
(A volte procedo in altro modo, sciolgo il cioccolato al microonde e poi vi unisco la panna calda poco alla volta).
Versare sul caramello, far indurire ancora mezzora in freezer.

Conservare in frigorifero.

Come detto su, più facile a farsi che a dirsi, soprattutto a dirsi lungamente come dico io!

 


DI PERTINENZA


CONSIGLI  

Se si vuol preparare una dose di ganache maggiore o minore di quella indicata, si tengano in  conto le dosi che sono: per una parte di panna calcolare 1,2 parti di cioccolato.

Con gli avanzi della frolla si possono fare dei biscottini con le forme preferite per decorare la torta, a seconda delle occasioni. Io ne ho fatte di ogni foggia, anche le più impensate.

Si può profumare la ganache, lasciando in infusione nella panna: vaniglia, peperoncino, pepe, buccia d'arancia, caffè solubile, rum. Oppure aggiungere alla ganache zeste d'arancia grattugiate o canditi. O  sostituire parte della panna con frutta frullata (banane, lamponi, mango), oppure ancora aggiungere frutta fresca.

Per ottenere un taglio della torta pulito ed elegante, usare un coltello a lama liscia bagnato in acqua bollente e passato velocemente in un panno per eliminare l'eccesso d'acqua. Il coltello caldo taglierà le creme evitando che queste si attacchino alla lama sporcando la fetta.

 Tamara


Ricetta e spunti trovati QUI







 DIVAGAmente a proposito di occhiali 

(chiedo venia per l'uso scellerato dei puntini. 3, i puntini sospensivi la grammatica vuole siano 3 seguiti dallo spazio, diciamo che sto per usufruire di licenza prosaica)

Sono una donna asimmetrica.
Ho un linfedema alla gamba sinistra. Quindi la gamba sinistra è, a seconda dei giorni,  dello scirocco della tramontana,  di quanto sia grassa o magra,  da quanto mi curi o mi trascuri, più gonfia o molto più gonfia dell'altra.
Anche la caviglia sinistra è più voluminosa della destra.
E il piede sinistro più tondo dell'altro.
La gamba sinistra ornata di cicatrici belle e brutte.
La gamba destra liscia come una pesca.
Quando mi trucco vedo un occhio impercettibilmente diverso dall'altro.
Ho la riga ai capelli di lato.
Un seno più piccolo (!) dell'altro.
Il mignolo della mano destra è rotto.
Quello della mano sinistra no.

Ho un po' di astigmatismo miopico distribuito equamente ad entrambi gli occhi. Sono andata a ritirare  gli occhiali da sole nuovi da Alfonso, l'ottico. Tutta contenta appena arrivata a casa sono corsa davanti allo specchio ad ammirarmi un po' (ma proprio un poco).  Cavolo, sono un po' storti sul viso. Torno dall'ottico.
- Alfonso sistemami gli occhiali guarda vedi sono storti
- Ok, dammi qua... prova ora
- No Alfonso, non ci siamo vedi? qua stanno più su e qui più giù
- Dammi qua.................. prova ora
- Niente Alfonso, ancora. Dai, guarda, sono asimmetrici, ma non lo vedi?
- .............
- .............
- Tam non sono gli occhiali......
- ... ?
- ... è la faccia...
- ...
- ...
- ... Fanculo Alfonso!



martedì 17 maggio 2016

Tartufini di tiramisù, piccole golosità una tira l'altra e poi l'altra e poi l'altra (periodico)


Oggi sarò breve! È un evento, lo so, eppure è vero. Breve e succinta come rapida e veloce è l'esecuzione (nella accezione di realizzazione eh) di questi piccoli gioiellini di mascarpone, che in una lezione di economia brillerebbero per la qualità di massima resa e piccola spesa. E poi, se vogliamo, è un piccolo ritorno alle origini (raccontate in questo DIVAGAmente), quando fare dolci mi terrorizzava, al punto da ricorrere a biechi trucchi (leggi: preparati per torte Cameo) per camuffare la mia insufficienza culinardolciaria. Ecco, questa è una ricetta che all'epoca mi sarebbe stata utilissima, perché facilissima e per giunta senza biechi trucchi!
Il risultato è davvero sorprendente, visto il minimo investimento sia economico (bastano pochissimi ingredienti) che fisico, basta pochissimo olio di gomito!
E poi sono così veloci da fare questi piccoli bonbon di tiramisù, che sono un ottimo salvadolce, in caso di voglia improvvisa o, peggio, di ospiti inattesi, con l'aiuto del freezer basta un'oretta e son pronti!

Ringrazio Aria, per avermi illuminata con i suoi Tartufini bonbon tiramisù, grazie infinite per avermi fatto scoprire questi piccoli gioiellini!





clicca sull'immagine per ingrandire

RICETTA

Ingredienti per circa 25 tartufini

250 g di mascarpone
100 g di zucchero a velo
  10-12 savoiardi (magari fatti in casa, QUI la ricetta)
    2 cucchiaini di caffè solubile
q.b. di cacao amaro


Procedimento

Lavorare con le fruste il mascarpone con lo zucchero a velo, unire il caffè solubile sciolto in un cucchiaino di latte o acqua calda e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea.
Sminuzzare i biscotti come si preferisce. Per un briciolame sottile usare il cutter, se si preferisce ottenere bricioline più grossolane usare la classica bottiglia di vetro o il mattarello (e l'olio di gomito su citato).
Provare con dieci savoiardi, se il composto risultasse troppo morbido aggiungerne ancora un paio.
Aggiungere i biscotti alla crema di formaggio,  mettere in frigo qualche ora per fare rassodare al meglio. Se non si ha tempo, porre in freezer mezz'ora.
Formare le palline e metterle in frigorifero a solidificare ancora. La solita mezz'ora se si opta per il freezer.
Poco prima di servire, rotolarle nel cacao amaro e NON ASSAGGIARE! Si rischia di portare in tavola solo qualche granello di cacao!

Se non si dispone di caffè solubile si può usare il caffè espresso, ma poi sarà necessario aggiungere altri biscotti, altrimenti il composto risulterà troppo morbido. All'uopo, se si fa il caffè con la moka, abbondare con la polvere e deficere con l'acqua, così verrà bello ristretto!

FINE! visto che brevezza? :)

 


CONFESSIONALmente

Confesso l'inconfessabile: siccome ai miei figli il cioccolato troppo amaro non piace, ho tuffato i tartufini tiramisù in cacao amaro mescolato a... cacao zuccherato. Ecco, l'ho detto!
Accetto insulti e recriminazioni, porgo le guance, i palmi delle mani e anche le piante dei piedi (per chi volesse punirmi con solletico :)!

Confesso anche che, nonostante sia a dieta, non ho mangiato i bonbon ma ho abbondantemente e ripetutamente assaggiato durante la realizzazione, tutte le volte che li ho fatti (anche a dosi doppie e triple). Questa è la ragione per cui non ho indicato quanti tartufini vengon fuori con le dosi indicate. Sicuramente più di quanti ne uscirebbero se non assaggiassi continuamente!
edit del 19.5.2016: la mia socia Silvia li ha rifatti, non li ha assaggiati durante la lavorazione, ed è riuscita quindi a contarli: 25 grandi come una noce. Grazie tesoro!

Confesso che quando sono molto molto molto arrabbiata (3 molti, perché con 2 urlo, con 1 molto invece "sguardo" torvamente) lancio. Sì, lancio oggetti, di solito è il telecomando, difatti a casa mia nonostante il numero notevole di tv, sterei, digitaliterrestri, lettoridvd, ecc. non c'è più un solo telecomando originale... son tutti universali o craccati. Una volta ho lanciato il bambolotto di mia figlia e... ma questa è un'altra storia, rischio di uscire fuori tema. Ah sono già fuori tema?
Allora fine delle confessioni!

Tamara













Anche le mie adorate socie, appena visti i tartufini, li hanno rifatti tosto! 

I tartifini di Emmettì

I tartufini di Silvia, che ne ha ricoperto alcuni con pistacchi tritati




VERAmente (mai letto nulla di più VERAmente)




Sul muretto affianco a casa mia. 




lunedì 10 marzo 2014

Bastoncini mandorlati

Sottotitolo: Bastoncini taroccati! 
Sotto-sottotitolo: droga allo stato puro 







Eh sì!
Perché le droghe non sono mica solo quelle innominanili eh?
Questi non solo si possono nominare, ma si possono soprattutto mangiare!! Sono come le ciliegie: uno tira l'altro e a volte anche due a due!!
L'unico effetto collaterale è che "regalano" qualche chiletto di troppo ;)))))
Silvia

L'unica scusa per non farli è che son bruttini a vedersi; peccato che la loro bontà vince su tutti i fronti.
Son biscottini semplici, genuini perché genuini son gli ingredienti, ma perfetti per uno spezza fame o per un dopo-cena (magari inzuppati in un buon vino rosso...)!

Questo post nasce da un dialogo di un pomeriggio fra le inquiline Silvia ed Emmettì, virtualmente affacciate ad uno di  questi balconcini che vedete sullo sfondo! :))))

<<Ciao Emmettì! >>
<<Ma ciao Silvietta!!!!>>
<<Senti un po'... ma non è che mi daresti la ricetta di quei biscottini che hai portato l'altro giorno da Maya???>>
<<Ma di quali Silvie', di quei zeppetti brutti???>>
<<Sì, sì quelli!!! Senti Emmettì, saranno pure brutti, ma quanto so' 'bbbbboni!!!>> 
<<Ok, dammi 5 minuti per fare mente locale e te la scrivo>>
<<Ok aspetto!>>

Dopo due giorni...
<<Ciao Silvia, vedi che ti ho scritto mail con ricetta dei bastoncini eh???>>
<<Grazie Emmettì, li farò presto!!>>

Dopo qualche giorno...
<<Emmettì, ma lo sai che ben sette persone hanno assaggiato questi biscottini e sette ne sono rimasti estasiate? Li devo rifare ma in dose doppia!

RICETTA BASTONCINI MANDORLATI

Allora, per i bastoncini mandorlati  fai così:

INGREDIENTI:

-    1 kg di farina (metà 0 e metà 00) (io Petra 5)
- 330 g di vino rosso corposo 
- 330 g di zucchero
- 245 g di olio di semi di arachide (io il mio extravergine)
-   16 g di sambuca
-   16 g di semi d'anice
-     6 g di cacao in polvere amaro
- 150 g fra nocciole ed arachidi entrambe tostate e spezzettate grossolanamente (Silvie', in quelli portati a voi ce ne saranno stati 100 g perché gli altri 50  me li so' magnati mentre li preparavo...)
-  1 pizzico di sale
-  1/2 bustina di lievito (ti direi vanigliato ma Piero ci ammazza) (e infatti io c'ho messo quello neutro per paura che se ne accorgesse...ahahahahahahahahahahahahahahahahahha)
- zucchero semolato per rivestire i bastoncini




PROCEDIMENTO:

In una ciotola capiente mescolare le farine, lo zucchero, i semi d'anice, il pizzico di sale, il cacao, il lievito e mescolare bene con le mani ed annusare le esalazioni dei semini d'anice che fanno sentire subito la loro presenza!!!! :)))

Formare un cratere e al centro versarvi olio, vino e sambuca; con una forchetta sbattere velocemente (come si fa con le uova per la frittata) e poi  mano a mano iniziare a far assorbire la farina.
Quando l'impasto inizia a compattarsi, aggiungere  le nocciole e le arachidi spezzettate e trasferire l'impasto su un piano di lavoro ed impastare fino ad ottenere un composto sodo e ben malleabile.



Staccare dei pezzettini di impasto (senza fare come me, che inizio a smangiucchiarli) e formare dei bastoncini lunghi 6-7 cm e spessi come il dito mignolo della mano destra (che di solito è un po' più sottile di quello della mano sinistra).
Se l'impasto si appiccica un pochino alle mani, ungerle con un po' di olio.

Poggiare i bastoncini che mano a mano si formano su un tagliere o un altro piano di lavoro fino a quando non si raggiunge il numero per riempire una teglia da forno.
A questo punto passarli nello zucchero semolato dal lato a contatto con l'aria e poggiarli nella teglia coperti da carta forno con lo stesso lato in cui erano poggiati sul tagliere (oddio si capisce quello che bisogna fare??????).

Infornare a 180° fino a completa doratura (circa 35-40 min. a seconda del forno) e lasciare gli ultimi 5 in fessura e modalità ventilata.

Detto fatto no??????

Lasciare raffreddare i bastoncini su di una gratella prima di consumarli e soprattutto non mangiarne 6 alla volta come faccio io!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Bene, non ci resta che augurarvi una buona settimana! 

Silvia ed Emmettì
EDIT DEL 14/10/2016

Guardate che meraviglia quelli fatti da Tam! Piccolini, e tutti uguali precisi precisi! Un bijoux!