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lunedì 4 dicembre 2017

Torroncini abruzzesi: tre ingredienti per un'esplosione di bontà!


Come possono solo tre ingredienti far uscire una roba del genere??
È questa la domanda che mi son fatta la prima volta che ho assaggiato i torroncini abruzzesi!
Non mi pareva possibile che un biscotto fatto di solo zucchero, albume e mandorle potesse essere così tremendamente buono! Ma, al tempo stesso, non ho fatto nessuna fatica ad arrendermi a questa "verità". :-)))
Così, giorni fa, mentre buttavo giù la lista dei biscotti da regalare per le feste, mi son ricordata anche di loro, per poi chiedermi come ho fatto a portare solo ora questa bontà nella cucina condominiale!?!?!
Che poi i torroncini capitano proprio a ciccio in prossimità del Natale quando, dopo aver panettonato, ci si ritrova in frigo un bel barattolo pieno di albumi (perché mica si buttano, no???).
Ecco allora come riciclarli. Vi garantisco che anche voi rimarrete quasi increduli del risultato che si ottiene! E soprattutto tornerete a farli anche quando non ci saranno albumi da smaltire! ;-)



RICETTA (per circa 50 torroncini) 

» 330 g di mandorle con la pelle e di ottima qualità
» 230 g di zucchero extrafine
» 2 albumi a temperatura ambiente
» 1 scorza grattugiata di limone

Far tostare le mandorle in una padella (a fiamma bassa) o nel forno (max 100°) per una decina di minuti e poi tritarle a farina non troppo sottile.
(clicca per ingrandire)




Unire alle mandorle la scorza di limone e mescolare con una forchetta per distribuirla uniformemente.
Montare a neve ferma gli albumi, aggiungendo mano a mano lo zucchero e continuare a montare fino ad ottenere una meringa lucida.
Unire alla farina di mandorle 2/3 della meringa (la restante parte servirà per glassare i biscotti) e mescolare con un cucchiaio o con le mani.
Nel frattempo, accendere il forno a 90° in modalità ventilato.
Ottenuto un composto ben amalgamato, trasferirlo su un piano di lavoro (marmo o tappetino di silicone) e con le mani appena inumidite, formare due rettangoli con dimensioni approssimative di 35x7x1,5 cm (vedi foto passo passo). Spalmare su ciascun rettangolo il resto della meringa e tagliare i torroncini posizionandoli direttamente su una teglia rivestita con carta forno.
Infornare per circa un'ora, controllando di tanto in tanto che la meringa non prenda colore.
I torroncini non dovranno cuocere, ma solamente asciugarsi (al progressivo trascorrere dei minuti, la vostra cucina sarà inondata da un profumo irresistibile!).
Trascorso il tempo indicato, spegnere il forno e mettere lo sportello in fessura (con una pallina di carta stagnola oppure con il manico di una cucchiarella di legno), lasciando che i torroncini si raffreddino completamente prima di essere sfornati.
Appena freddi, chiuderli in un sacchetto al riparo dall'aria per mantenere intatta la loro tipica croccantezza.
Quando andrete a prenderli in mano, vi accorgerete che son diventati leggerissimi, oserei dire quasi eterei!
E come posso descrivervi l'assaggio?? Al morso, la prima cosa che si incontra è lo strato di meringa, friabilissimo e scioglievole, per poi arrivare allo strato sottostante in cui la farina di mandorle tostate, regala una croccantezza e un sapore senza eguali!
Allora, li proverete??
Io intanto ve ne offro uno (ma anche due, tre, quattro)  per iniziare la settimana con brio e con energia da vendere!
Come tutti i biscotti, anche questi migliorano col passare dei giorni. Assaporateli a distanza di una settimana per scoprire come gusto e profumo si esaltino alla perfezione!



PASSATEMPO
Passa che? Passatempo?? Esistono ancora i passatempo???
Le nostre giornate sono ormai una corsa contro il tempo!!!!
Sono rari i momenti in cui ci troviamo con le mani in mano e non saper cosa fare!
Ma questo è un male. È un male per noi! Perché dovremmo ritagliarcelo un momento della giornata/settimana/mese, in cui il tempo possa scorrere senza che gli si corra contro! Che possa scorrere per fare quello che ci piace, e che ci consente di apprezzare anche le piccole cose!
Ecco, in occasione di questo post, con la scusa di allestire un set fotografico natalizio, mi sono regalata un momento per realizzare questi abeti con i centrini di carta (qui il tutorial e un'idea su come fare un bellissimo centrotavola per le prossime feste) che mi piacciono da morire! :-))))))


Buon inizio di settimana a tutti voi!
A rileggerci presto! :-)))
Emmettì.

mercoledì 14 dicembre 2016

Il Torrone. Bianco o al cioccolato?


Nella cucina condominiale di questi giorni c'è un gran fermento, un via vai di ricette, prove, esperimenti, ingredienti, e montagne di caccavelle che si alternano nelle varie preparazioni!
E poi ci siamo noi, svalvolate come sempre che, se pur a distanza, ci raccontiamo e confrontiamo ogni giorno come se veramente fossimo affacciate da uno dei balconcini disegnati qui sullo sfondo!
Giusto qualche giorno fa abbiamo fatto il punto sulle feste ormai alle porte e su quello che possiamo offrire ai nostri amici lettori che passeranno di qua!
Per chi predilige il salato abbiamo il panettone di Silvia, per chi vuole osare nuovi gusti abbiamo il panettone alle olive candite di Tam, e per chi è tradizionalista???
Ehm... possibile che non abbiamo niente??
Ci manca un torrone, cavolo!
Possibile che non abbiamo neanche un torrone nella nostra cucina?????
Mumble, mumble...
"Ragazze, so io chi sta preparando un bel torrone da regalarci! Lo stesso fornitore del Parrozzo e dello Stollen!" :-DDDDDDD

Come già detto qui e qui anche la cucina di mia sorella è sempre in fermento!! E quando mi accorgo che si dedica a preparazioni particolari, mi appollaio al suo fianco con la macchina fotografica...
Furba io, eh?? ;-)
Eccolo qua allora il Torrone!  E che Torrone!! Un Torrone con la maiuscola perché merita assolutamente di essere fatto! Se si ha cura di scegliere ingredienti di prima qualità, il paragone con quelli acquistati non teme confronti!
Incredibilmente buono, aromatico e ricco di sapore.
La versione in bianco esalta il profumo degli agrumi insieme a mandorle, pistacchio e nocciole; la versione al cioccolato è l'apoteosi della golosità!

La ricetta?
Ovviamente presa in prestito dal nostro amico Piero.
Io provo a raccontarvi con parole e foto, i passaggi fondamentali per ottenere questo splendido dolce da portare a tavola nei giorni di festa, da condividere in famiglia, con gli amici, e da regalare!!!
Fatelo e non ve ne pentirete!!!





INGREDIENTI:

Torrone bianco
250 g miele di arancio
410 g di Zucchero
100 g acqua
300 g nocciole sgusciate e tostate al forno (da mantenere calde)
300 g mandorle sgusciate e tostate al forno (idem come sopra)
170 g di pistacchi al naturale (possibilmente di Bronte)
  40 g di albumi
zeste di arancia e limone
fogli di ostia

Torrone al cioccolato 

500 g miele di arancio
500 g cioccolato fondente fuso (minimo al 60% di cacao)
300 g di zucchero
  60 g acqua
600 g nocciole sgusciate e tostate al forno
 80 g di albumi
qualche goccia di estratto di rhum
 fogli di ostia 

Attrezzatura:
termometro a sonda (indispensabile)
impastatrice
oppure frullino elettrico, e cucchiarellone di legno

Preparazione e cottura:
Nella planetaria o in una ciotola montare a lungo gli albumi con la frusta a fili sottili e nel frattempo portare a bollore in un pentolino, acqua, e zucchero fino al raggiungimento della temperatura di 147°;
a questo punto, versare a filo lo sciroppo ottenuto sugli albumi che nel frattempo continuiamo a montare, aggiungendo anche la buccia degli agrumi. Senza interrompere questa operazione (cioè quella di montare) scaldiamo anche il miele ad una temperatura di 120° e, sempre lentamente, versarlo sugli albumi continuando a  montare fino ad ottenere un composto denso, cremoso e bianchissimo!
A questo punto sostituire la frusta a fili con quella K (detta anche a scudo) oppure, nel caso di un semplice frullatore elettrico, prendere una cucchiarella di legno col manico bello lungo ed inserire un po' per volta tutta la frutta secca. Il composto tenderà a rassodarsi ed è così che deve essere.
Per la versione al cioccolato seguire lo stesso procedimento ed inserire dopo il miele e lo sciroppo il cioccolato precedentemente fuso.

Formatura:

Dal foglio di ostia ricavare due rettangoli della dimensione di 210x297 mm (foglio A4)  e poggiarne uno su un piano di lavoro avendo cura che la parte ruvida e porosa sia rivolta verso l'alto.
Versare il composto e, aiutandosi con la mano inumidita, coprire uniformemente tutta la superficie dell'ostia, schiacciando delicatamente; terminata questa operazione prendere l'altro foglio di ostia e poggiarlo con la parte ruvida e porosa sulla superficie del torrone premendo delicatamente con un mattarello in modo da farlo aderire bene.
Lasciare raffreddare molto bene (anche in frigorifero) e con un coltello molto affilato rifilare i bordi e porzionare i torroni nella grandezza gradita.
Incartare con un foglio di cartaforno e riservare in un luogo fresco e asciutto (il frigo va sempre bene) fino al consumo, oppure impacchettare e regalare! ;-)
Allora, avete deciso quale fare? Quello bianco o quello al cioccolato?
Avete ragione... che domande!?!?!?!?!? Tutti e due, ovviamente!!!!

Un ringraziamento speciale a mia sorella Annarita che si  è offerta per questo post e che mi ha omaggiato di due bei tocchi di torrone per poterli fotografare! :-)))))


Il tempo sembra correre più in fretta in questi giorni... vi pare???
Io ho ancora un sacco di cose da preparare per i prossimi giorni di festa, quindi mi ritiro in cucina e metto il turbo (ma magari potessi stare solo in cucina!!!).
Voi restate sintonizzati che settimana prossima ho una cosa davvero interessante da proporvi, proprio per chi anche all'ultimo secondo vuole preparare qualcosa di speciale con le proprie mani! ;-)


Curiosità: ma dov'è nato il torrone?
Come ogni cosa che affonda nella notte dei tempi, anche il torrone o meglio la sua origine è stata ed è oggetto di controversie dettate un po' dalla scarsità di informazioni certe  e un po' dal campanilismo di chi vorrebbe essere inventore e unico depositario di questa prelibatezza.
La storia del torrone infatti è antica e risalirebbe addirittura agli antichi romani che all'epoca lo chiamavano cupedia che significa "cosa desiderata".
Stando alla leggenda "la cosa desiderata" era più che un desiderio perché pare che durante la guerra in Irpinia i romani vennero sconfitti dai sanniti che non li uccisero ma li fecero prigionieri affinché potessero testimoniare a Roma la forza di queste popolazioni.
I prigionieri romani per il disonore e la vergogna si stavano lasciando morire di fame e per questo i sanniti ricorsero ad un manicaretto irresistibile che li mantenesse in vita: il torrone.

Tra le versioni più accreditate c'è quella che vuole il torrone di origine araba anche se non è facile individuare con certezza un' analogia di ingredienti visto che la ricetta nei secoli ha subito sostanziali cambiamenti; gli arabi contribuirono alla diffusione dell' "impasto base" per cosi dire sia in Italia che in Spagna dove possiamo trovare le prime tracce documentabili di questa specialità fin dal XV secolo ad Alicante.
Sull'etimologia storica le tesi sono diverse fondamentalmente: la prima si basa sulla derivazione del verbo latino torreo che vuol dire "abbrustolire"; la seconda sulla derivazione del termine turròn che significa la stessa cosa ma è spagnolo; la terza sulla derivazione del termine turun citato per la prima volta da un medico arabo del XI secolo; e infine la versione di Cremona che data l'origine di questa ghiottoneria al 25 ottobre 1441, data in cui si celebra il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti.
Per celebrare le nozze i pasticceri di corte realizzano il famoso dolce a forma di Torrazo, ossia la torre campanaria più alta della città, quindi a forma di parallelepipedo che si manterrà nei secoli seguenti fino ai giorni nostri.

Il motivo del successo di questo dolce nell'antichità potrebbe essere dovuto alla facilità di conservazione. In una epoca in cui non esistevano frigoriferi e la conservazione degli ingredienti era problematica, un alimento fatto di nocciole (che una volta essiccate potevano durare un anno intero) miele e farina (reperibili tutto l'anno) era una risorsa alimentare molto valida.
Oggi esistono moltissime varietà di questo dolciume e volendo fare una prima categorizzazione potremmo dividere la famiglia in due: i morbidi e i duri. La differenza la si intuisce e la maggiore consistenza del torrone dipende principalmente dalle modalità di cottura che in alcuni casi può raggiungere anche le 12 ore. La seconda grande differenza è fra i torroni mandorlati o nocciolati. Oltre a queste prima grandi distinzioni esiste un universo di varianti che riguardano la "copertura" che può essere di cioccolato (bianco fondente al latte) o di pasta di mandorle o di pasta reale.
Da segnalare per i più golosi la festa del torrone che ogni anno a novembre si tiene a Cremona. Insomma ce n'è per tutti i gusti. Buon torrone a tutti! :-)))))
Fonti:
http://www.fieschi1867.com/blog/la-storia-del-torrone-lorigine-e-il-nome/
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/dolci/Torrone-barretta-armonica.html
http://venividivici.us/it/il-palato/le-origini-del-torrone

Ce li avete ancora due minuti per me??
Tamara ed io vorremmo condividere insieme a voi la gioia che abbiamo provato quando abbiamo saputo che il vincitore del contest "Pane e Marmellata" di Pure Stagioni è stata la nostra Silvia con la sua magnifica Torta Lievitata!
A chilometri di distanza abbiamo zompettato di felicità per mezza giornata, perché non appena avevamo visto in anteprima quello che Silvia era riuscita a creare, ci siam dette "vincerà!"
E così è stato! Ancora una volta ci ha dato dimostrazione di quanto brava sia con i lievitati! Bravissima Silvietta nostra!

Bene, ho finito! Grazie per aver avuto la pazienza di leggermi fin qui!  :-)))))
A voi tutti, un buon proseguimento di settimana.

Siate lieti, sempre! 
 ♥



E questa la meravigliosa realizzazione della versione in bianco della nostra adorata Tam!!
Guardate che torrone e che foto, cliccateci su!!!! :-))))))))






lunedì 4 maggio 2015

I biscotti velo della Ele...

e mettiamo a tacere i sensi di colpa!



Visti dalla nostra amica Ele, questi biscottini sono diventati la mia ricetta preferita per smaltire gli albumi. Peccato che dopo averli fatti e rifatti, oggi che decido di pubblicarli, dimentico di farli al cioccolato. Comunque se volete provare vi scrivo come ha fatto Ele. Basterà sostituire il 5% della farina con del cacao, tutto qui.


INGREDIENTI 
per 70/80 biscotti circa
350 g di albumi a t.a.
350 g di zucchero semolato
350 g farina 0
350 g di frutta secca con la pelle (io 150 g nocciole, 100 g mandorle e 100 g pistacchi al naturale)

Qualsiasi dose farete calcolate sempre tutti gli ingredienti di pari peso. 



PROCEDIMENTO



Montiamo gli albumi con lo zucchero, poi con una spatola, con movimenti dal basso verso l'alto, incorporiamo poco per volta la farina versata a pioggia. Inseriamo la frutta secca, io ho diviso l'impasto così: 
450 g di impasto ed inserito  150 g di nocciole. 
300 g di impasto ed inserito 100 g di mandorle.
300 g di impasto ed inserito 100 g di pistacchi.

Bagniamo e strizziamo della carta forno foderiamo degli stampi da plumcake, versiamo il composto e cuociamo a 180° per circa 25 minuti, il composto deve avere un aspetto gonfio e appena dorato (vedere foto). 
Togliamo la carta forno e lasciamo raffreddare.
Affettiamo più sottilmente possibile (a me è riuscito in parte :D:D:D)
Tostiamo per qualche minuto in forno a 160° statico.
Una volta raffreddati mettere in sacchetti di cellophane, si conserveranno a lungo.





Ah! Perché abbiamo messo a tacere i sensi di colpa ? Ma perché in questi biscotti non ci sono grassi se non quelli contenuti nella frutta secca! 


Silvia

EDIT
Questi sono i bellissimi biscotti velo replicati dalla mia adorabile socia Tam!





Con questa ricetta partecipo al contest di Coccole di dolcezza - Albume...che guerra sia !



giovedì 15 maggio 2014

Tortino di riso con porri e bacon




Piatto semplice, veloce e gustoso!

Oggi sarò veloce anche io, come questo piatto, ché ancora mi devo riprendere dallo choc della partenza della nostra adorata Tam. Sono triste, mi manca l'ispirazione. 
Vedete, questo blog rispecchia e rappresenta totalmente lei, che è la nostra  musa ispiratrice e non essendo presente ci manca, lei, e pure l'ispirazione!
Auguriamoci che presto si liberi un po' per tornare nel condominio. Ci mancano i suoi post prolissi, i suoi divagamente.
Ok, bando alla malinconia e passo alla ricetta.


Ingredienti 
  • 100 g di riso Arborio
  • 100 g di gruyere o emmental grattugiato
  • 100 g di bacon a pezzetti
  • 100 g di  porro 
  • 2 albumi
  • sale e pepe q.b.

Procedimento 
Lessare il riso in acqua bollente salata, scolatelo, raffreddarlo sotto l'acqua corrente, scolatelo di nuovo e conditelo con gli 80 g di gruyere e gli albumi.
Foderare con carta forno uno stampo di 22 cm di diametro, rovesciarvi il composto e cuocerlo in forno già caldo a 190° per 10 minuti.
Nel frattempo affettare i porri e saltarli in padella per 7/8 minuti con un filo d'olio e il bacon precedentemente tagliato a pezzetti. Aggiustare di sale e pepe.
Trascorsi i 10', prelevare il riso dal forno e cospargerlo di porri e bacon; spolverare con il gruyere rimasto e continuare la cottura sempre in forno a 190° per 15 minuti.





Silvia



Con questa ricetta partecipo al contest Nel cesto del pic-nic di La cucina di Esme!