Visualizzazione post con etichetta Frutta secca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Frutta secca. Mostra tutti i post

venerdì 20 dicembre 2019

Panforte.


Ammetto di essere stata un po' cattivella, nel precedente post, quando ho lanciato l'indovinello su quale sarebbe stata la prossima ricetta. Avrei dovuto dirvi almeno che non si trattava di biscotti.
E allora ecco svelato l'arcano: oggi vi beccate questo panforte! :-DD
Mi perdonino gli amici senesi, ma a questo dolce non avrei dato un centesimo (o almeno a quello di tipo industriale); mi son dovuta ricredere quando lo scorso anno ho assaggiato quello preparato da mia sorella. Che dire? Un'esplosione pazzesca di sapori dati dalla frutta secca, i canditi, il miele e la miscela di spezie a cui si aggiuge una consistenza del tutto particolare: un po' tenace, a tratti leggermente gommosa, in altri ancora croccantissima. E si! Ci avevano visto lungo gli inventori di questo dolce.
Non mi dilungo oltre, vi racconto come si prepara (anzi come lo ha preparato lei) e vi invito caldamente a farlo! :-D


INGREDIENTI (dosi per una teglia a cerniera da 22 cm di diametro)

Per l'impasto
350 g di mandorle con la pelle
100 g di scorza di arancia candita*
100 g di scorza di cedro candita*
150 g di farina di forza tipo 0 (o manitoba)
150 g di miele d’arancia
150 grammi di zucchero a velo
10 g di miscela di spezie in polvere (composta da noce moscata, chiodi di garofano,
coriandolo, zenzero e cannella).
25-30 g d’acqua
1 foglio di ostia alimentare per il fondo del panforte (facoltativo)
* se non avete i canditi fatti da voi, assicuratevi di acquistare quelli di ottima qualità (lassate perde quelli del supermercato).

Per la finitura 
zucchero a velo NON igroscopico

• Preparare prima di tutto lo stampo rivestendolo prima con carta forno e poi ponendo sul fondo l’ostia ritagliata ad un diametro di 18 cm.
• Preriscaldare il forno a 180°C e tostare le mandorle per 7-8 minuti.
• Tagliare a pezzettini le scorze di arancia e di cedro canditi; poi, in una ciotola, mescolare la farina, le spezie, i canditi, le mandorle tostate e mescolare velocemente con le mani.
• Preparare lo sciroppo, versando in un pentolino il miele, l’acqua lo zucchero a velo; mescolare il tutto e mettere sul fornello a fuoco basso e portare a bollore. Spegnere e versare lo sciroppo nella ciotola.
• Amalgamare tutti gli ingrediente ottenendo un impasto bello denso, molto "colloso" ed elastico; trasferirlo nello stampo e livellarlo con le mani inumidite, premendo bene.
• Far cuocere in forno caldo a 180°C per 25-35 minuti; trascorso questo tempo togliere lo stampo dal forno, privarlo dell'anello a cerniera e proseguire la cottura per altri 5 minuti.
Sfornare e lasciar raffreddare.
Quando il panforte è ben freddo, togliere dallo stampo e posizionare su un vassoio, poi ricoprire con abbondante zucchero a velo e servire.

Vi lascio con questo ultimo scatto e qualche curiosità, se volete ancora fermarvi a leggere.
Ah, dimenticavo! Ultimo e doveroso ringraziamento a mia sorella, che ha preparato il panforte facendomene dono. :-DDD
Non so se riuscirò a tornare qui prima di Natale con un'altra ricetta. Ho fatto male i conti con il tempo che, inesorabilmente, scorre veloce ed io non sempre riesco a mantenere il passo.
E allora, per sicurezza, giungano a ciascuno di voi gli auguri di Buone Feste da tutta la cucina condominiale. ♥
Magari torniamo a leggerci la prossima settimana!
A prestissimo.
Emmettì

CURIOSITÀ E LEGGENDE

Con l’arrivo delle festività natalizie ritornano i tipici dolci che accompagnano i pasti delle feste come il panettone e il pandoro, ma anche i dolci tipici regionali che non mancano sulle tavole degli italiani. In particolare in Toscana il panforte è un dolce che è sempre presente ogni anno.
 Il nome deriva da un dolce che veniva preparato fino al X secolo, il “panmelato”, una semplice focaccia con acqua e farina a cui venivano aggiunte miele e frutta per insaporirla. Durante l’estate e la primavera, questo dolce si ammuffiva e si seccava donando al dolce il tipico sapore asprigno e acido, insomma un sapore forte.
Verso la seconda metà del XIII secolo arrivarono le spezie dall’Oriente, come il pepe, che venne aggiunto alla ricetta originale a cui venivano tolte le mele diventando il panpepato che per molti secoli fu considerato un dolce gemello al panforte.
Veniva richiesto soprattutto dalle persone più facoltose come le famiglie nobili e il clero che ne facevano incetta presso gli speziali (gli antichi farmacisti) poiché gli ingredienti costosi e rari all'epoca lo rendevano molto caro.
Al giorno d’oggi nella città di Siena viene preparato con 17 ingredienti in tutto, tante quante sono le contrade della città, una ricetta che viene tramandata dal 1675.
Curiose anche le leggende che girano sull'origine del panforte: secondo alcuni suor Ginevra, chiusa in convento per un amore impossibile, mentre stava preparando il classico panmelato sentì dalla finestra la voce del suo amato messer Giannetto da Perugia, dato per morto durante le crociate.
Per l’emozione versò una dose incontrollata di pepe e spezie, creando così il classico panforte. Secondo un’altra leggenda suor Berta creò questo dolce altamente energetico e corroborante con miele, mandorle, pepe e spezie per riabilitare i senesi indeboliti dall'assedio della città.
Queste sono solo alcune leggende che girano sull'origine di questo dolce natalizio, anche se tra queste leggende c’è una storia vera, quella del panforte margherita, la versione più conosciuta del panforte senza concia di melone e con una copertura di zucchero vanigliato anziché di pepe nero, creata da uno speziale in onore della visita della regina Margherita di Savoia.
Gli ingredienti principali di questo panforte sono miele, mandorle, noci, cedro, scorza d’arancia candita e spezie come chiodi di garofano e noce moscata. Ancora oggi molti toscani, e non solo, festeggiano il natale con una fetta di buon panforte, che può essere trovato facilmente sulle bancarelle dei mercatini di Natale toscani.
Da gustare magari con un bel bicchiere di vin santo, di vino nobile o di vino cotto abruzzese.
Fonte: dal web.

giovedì 10 dicembre 2015

Lu frustingu!


Lu frustingu è un dolce natalizio marchigiano a base di frutta secca che mio suocero, originario della città di Fermo, preparava sempre per natale.
L'ultima volta che ho potuto gustarlo risale ad una trentina di anni fa.  Allora non avevo assolutamente interesse per la cucina perciò non ho mai chiesto la ricetta, cosicché quando i suoceri sono passati a miglior vita (ma chi lo dice poi che sia migliore... mah!) la ricetta se n'è andata insieme a loro. A dire il vero in famiglia in questi anni del frustingo non se n'è mai parlato se non quest'anno perché avevamo voglia di replicarlo. Ma la ricetta dove la prendiamo? Ovvio che non ci è rimasto che cercare nel web, dove appurato che le ricette più o meno si equivalevano tutte, se non per qualche piccola differenza nella proporzione degli ingredienti, abbiamo deciso di farci guidare dal ricordo di quei sapori. 
Abbiamo fatto qualche prova e messo a punto le dosi. Finalmente avevamo il nostro frustingu!
Vi rimetto le dosi e il procedimento!



INGREDIENTI (peso al netto degli scarti)

300 g fichi secchi*

100 g mandorle pelate
100 g noci
  50 g pinoli
100 g uvetta sciacquata più volte, scolata e messa in ammollo con marsala dolce
  70 g di marsala dolce
100 g cioccolato fondente 56% cacao
100 g farina integrale
  35 g arancia candita
  20 g cedro candito
  10 g cacao amaro in polvere
    6 g polvere di caffè (NO solubile)
  80 g zucchero semolato

  90 g miele di acacia

  20 g di olio
    1 cucchiaino di scorza di limone
1/2  cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di pepe macinato
2 tazzine di caffè espresso



*se sono proprio secchi secchi, ammollare per una ventina di minuti, altrimenti tritarli al naturale.


PROCEDIMENTO  

Tritare i fichi grossolanamente, io li ho messi in un cutter.Tritare mandorle e noci non troppo fine e lasciare interi i pinoli.
Tritare il cioccolato al coltello.
Sciacquare, scolare e strizzare leggermente l'uvetta. Metterla a bagno una mezz'oretta con il marsala,
quest'ultimo non lo getteremo ma lo aggiungeremo al resto degli ingredienti.

In una grande ciotola mescolare tutta la frutta secca, Compresa l'uvetta con tutto il marsala, il pepe, la polvere di caffè, il cacao, i canditi, la scorza di limone, la cannella e la farina. Aggiungere lo zucchero, le 2 tazzine di caffè, il miele e l'olio. Girare con un cucchiaio o con le mani a lungo per far sì che i sapori si amalgamino tra loro. Ora inserire il cioccolato e incorporare possibilmente con un cucchiaio per non scaldarlo.


Creare delle semisfere della grandezza che si vuole, appallottolandole con le mani unte di olio*, avvolgere nell'alluminio avvolgendo stretto. Se si preferisce, si può mettere tutto il composto in una teglia e infornare 45' a 160°. Lasciar raffreddare nel forno spento e far riposare per qualche giorno prima di gustarlo. 
Lo zucchero a velo l'ho messo soltanto per un fattore puramente estetico, ma non serve. :)))

*se l'impasto dovesse essere ancora troppo morbido per formarlo, aggiungere ancora 1 cucchiaio di farina. 

Che dire, il dolce ha un gusto ricco, pieno e intenso. Provatelo!


APPROFONDIMENTI

Qualche notizia in più sul frustingo, che a seconda delle diverse zone delle Marche assume un nome diverso.

Fonte Wikipedia
Il fristingo (o frustingo) è un dolce tipico marchigiano a base di frutta secca e fichi; in ascolano è detto fruštìnghë, in fermano frustingu e nel pesarese bostrengo.
Si racconta che il frustingo sia il più antico dolce di Natale, al punto d’essere più remoto ancora del Natale stesso, e che la sua ricetta, più di duemila anni fa, sia passata dalle mani etrusche a quelle picene. Una ricetta che vedeva l’alica (semolino composto da farroorzograno durospelta e grano gentile marzaiolo) impastata con il succo d’uva passita e cotta in olle di creta. Il frustingo era quindi un pane povero e sostanzioso, apprezzato dai romani, che lo chiamarono panis picentinus, ed oggetto dell’interesse di Plinio, che descrisse come veniva consumato ammorbidito nel latte mielato. La ricetta classica, che si è lentamente e naturalmente evoluta nel tempo, sia per il variare del gusto che per ovviare alla scarsa reperibilità di alcuni ingredienti, prevede quale composto principale il pane raffermo tagliato finemente ed ammorbidito in una sorta di brodo di fichi secchi mescolato al mosto cotto (nelle Marche chiamato sapa) al quale vengono aggiunti frutta seccacioccolato e spezie (senza dimenticare una spruzzatina di mistrà all’anice, presente in numerosi dolci marchigiani).
Come vuole una tradizione che nella gastronomia non bada ai tempi di preparazione ma alla cura ed alla genuinità delle proprie pietanze, l’impasto si lavora a lungo, con l’aiuto dell’ottimo olio d’oliva locale da aggiungere di tanto in tanto. Dopo un prolungato riposo e posto nelle forme, il frustingo viene quindi cotto nel forno a legna per essere quindi finalmente gustato, magari accompagnato da un bicchiere di vino cotto, in tutta la sua antica fragranza evidentemente ancora ben gradita, visto che questo rustico dolce natalizio è diffuso -seppur con nomi diversi - su tutto il territorio regionale sino a sconfinare nell’Abruzzo. Il frustingo è inserito ufficialmente fra i prodotti tradizionali della regione quale tipicità da salvaguardare, tutelare e promuovere.
Ingredienti di un tipico frustingo: fichi, uva sultanina, farina tipo "0" (o, più spesso, come a Ripatransone e nei paesi vicini, farina di tritello), zucchero o miele, olio extra vergine, canditi, cedro, noci, mandorle, cacao, cioccolato extra-fondente, caffè in polvere e liquido, liquori misti.


Volete regalarlo? Confezionatelo così! 

Silvia

EDIT del 16/12/2015
Come al solito la mia socia Tamara ha replicato, alla velocità della luce, il frustingo! Eccolo immortalato in tutta la sua bontà!



giovedì 1 ottobre 2015

Una croccante bontà, ma non chiamatelo müesli! ;-)


Bentrovati amici lettori! :-))
Oggi vi propongo una ricettina sfiziosa e piena di tanto gusto.
L'autunno è ormai arrivato e mentre ci prepariamo ad affrontare la stagione fredda, abbiamo bisogno di una marcia energetica in più, soprattutto nel pasto più importante della giornata: la colazione! Senza però tralasciare leggerezza e genuinità ;-)

Siore e Siori, ecco a voi Sua Bontà: la Granola!

"La che?? La granolaaaaaaaaaaaa??? Ma non si chiama müesli????"
Ebbene no, cari miei! **

Questa è un'altra di quelle ricette che ha destato in me maggior curiosità, sia per la possibilità di realizzarla in casa con ingredienti scelti da noi (dici poco!), sia per la velocità con cui si prepara (e ridici poco!!).
Con pochi e semplicissimi passaggi, otteniamo un concentrato di energia che non può mancare sulla tavola della prima colazione; ideale anche per la merenda, abbinato ad un frutto di stagione, oppure come alternativa al sacchetto di pop corn (ma soprattutto alla cena) davanti ad un bel film nelle prossime serate invernali!

Che ne dite?  Si può fare?? :-))))
"Eh, ma dicci come si fa...!!!"

Niente di più semplice: una base di fiocchi di cereali, uno sciroppo con zucchero e  miele, frutta secca, frutta disidratata, un buon olio ed il gioco è fatto!
Ah no! Un altro ingrediente è indispensabile per l'ottima riuscita: la fantasia!!! :-))))))

Il risultato sarà un agglomerato croccante di cereali, frutta disidratata e frutta secca a cui è quasi impossibile resistere!!!!





INGREDIENTI:

210 g di fiocchi di frumento integrali (avena, orzo, farro)
80 g di farina di cocco (oppure granella di pistacchio)
80 g di frutta secca tostata e tritata grossolanamente (mandorle, noci, nocciole)

Per lo sciroppo
70 g di zucchero di canna (integrale o muscovado)
70 g di olio di riso (o di girasole)
40 g di miele
40 g di acqua
aromi (estratto di vaniglia, cannella, cardamomo)

Per il post cottura
150 g di frutta disidratata (mirtilli, uvetta, scaglie di cocco, banana, albicocca, mela)
50 g di cioccolato fondente tagliato a coltello
..................... (e voi? cosa aggiungereste?)

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa, accendere il forno a 160° in modalità statica.

1. Mescolare in una ciotola tutti gli elementi secchi.
In un pentolino, versare l'acqua e lo zucchero; portare quasi a bollore mescolando di tanto in tanto fino ad ottenere uno sciroppo; aggiungere il miele, l'olio, gli eventuali aromi e continuare a mescolare fino ad ottenere un'emulsione.
Unire la parte liquida nella ciotola di cereali e mescolate bene con un cucchiaio di legno.

2. Versare il composto su una teglia coperta di carta forno e livellare il tutto facendo attenzione a che tutta la superficie abbia lo stesso spessore.

3. Livellare bene anche gli angoli e poi infornare per circa 20 minuti. Negli ultimi 5 mantenere lo sportello in fessura per favorire l'uscita dell'umidità ed aumentare la croccantezza del prodotto finito.

4. Quando la superficie avrà assunto un color nocciola, estrarre la teglia dal forno e lasciare raffreddare un pochino. Il composto sarà ancora un po' morbido, ma raffreddandosi diventerà croccantissimo!

5. Quando sarà ben freddo, spezzettare la "mattonella" in pezzi della grandezza desiderata ed aggiungere la frutta disidratata che avete scelto.
Mescolare delicatamente il tutto e riporre la granola così ottenuta in un barattolo con chiusura ermetica per mantenere intatta la croccantezza,

Ora io vi avverto: se decidete di assaggiare, scoprirete ad un certo punto che il barattolo è improvvisamente vuoto!!!!! :-OOOO
Questo per dire che la granola è molto pericolosa da tanto è buona... quindi abbiate l'accortezza di riporre il vaso in frigorifero in modo che, oltre a rimanere lontana dagli occhi (e dalla bocca), conserverà ancora più a lungo la sua croccante bontà! ;-)
Oh, non venite a dirmi che non vi avevo avvertiti eh??? :-DDDDD



Vabbè dai, ma ora ce la spieghi la differenza fra la granola e il müesli?

** La granola 
come la chiamano in tutto il mondo, tranne che in Italia,  nasce negli Stati Uniti dal nome di Sylvester Graham, che inventa la farina (e che prenderà il suo nome) fatta di frumento integrale macinata grossolanamente a cui vengono aggiunti la crusca e il germe.
Pochi anni dopo, nel 1893, James Caleb Jackson, il promotore della dieta vegetariana come panacea di tutti i mali, produce su scala industriale i primi cereali secchi, a partire dalla farina di Graham e li chiama Granula. Il medico John Harvey Kellog, direttore di una clinica nel Minnesota, sperimenta un cereale molto simile che chiama allo stesso modo Granula. Dopo una disputa legale con Jackson cambia il nome in Granola.
Entrambe le versioni consistevano in fiocchi di cereali integrali passati al forno per renderli croccanti. Considerato un alimento salutare fin dalle origini, la granola godrà di una nuova popolarità negli anni 60, in omaggio alle manie salutistiche del movimento hippie. 

Il müesli 
(“zuppa” nel dialetto svizzero-tedesco) è invece composto da fiocchi di cereali (soprattutto avena), frutta essiccata e semi oleosi, senza cottura, né aggiunta di zuccheri, né grassi.
Questo alimento è nato in Svizzera verso il 1900, grazie al medico Maximilian Bircher-Benner che lo somministrava ai pazienti del suo ospedale, nel quale una parte essenziale della terapia era la dieta ricca di frutta e verdure fresche. In realtà il dottor Bircher riproponeva solo un classico cibo dei montanari, abituati a consumare una colazione molto energetica per resistere alla fatica e ai rigori del clima alpino. La ricetta originale del dottor Bircher, chiamata Birchermuesli, prevedeva anche un ammollo (di qualche minuto o di una notte, in frigo) ed era composto da un cucchiaio di fiocchi d’avena messo a bagno in tre cucchiai di acqua fredda, un cucchiaio di succo di limone e uno di latte condensato zuccherato, una mela grattugiata e con la buccia, nocciole o mandorle in polvere.

Questo è tutto! Ora che avete scoperto anche la differenza fra müesli e granola non vi resta che prepararla e... sgranocchiarla!! :-))) E non dimenticate

Siate lieti, sempre!



EDIT DEL 14/12/2015

♥♥Questo il regalo della mia socia Tam!♥♥



EDIT DEL 12/07/2016

♥♥E questo quello di Silvia!♥♥


lunedì 4 maggio 2015

I biscotti velo della Ele...

e mettiamo a tacere i sensi di colpa!



Visti dalla nostra amica Ele, questi biscottini sono diventati la mia ricetta preferita per smaltire gli albumi. Peccato che dopo averli fatti e rifatti, oggi che decido di pubblicarli, dimentico di farli al cioccolato. Comunque se volete provare vi scrivo come ha fatto Ele. Basterà sostituire il 5% della farina con del cacao, tutto qui.


INGREDIENTI 
per 70/80 biscotti circa
350 g di albumi a t.a.
350 g di zucchero semolato
350 g farina 0
350 g di frutta secca con la pelle (io 150 g nocciole, 100 g mandorle e 100 g pistacchi al naturale)

Qualsiasi dose farete calcolate sempre tutti gli ingredienti di pari peso. 



PROCEDIMENTO



Montiamo gli albumi con lo zucchero, poi con una spatola, con movimenti dal basso verso l'alto, incorporiamo poco per volta la farina versata a pioggia. Inseriamo la frutta secca, io ho diviso l'impasto così: 
450 g di impasto ed inserito  150 g di nocciole. 
300 g di impasto ed inserito 100 g di mandorle.
300 g di impasto ed inserito 100 g di pistacchi.

Bagniamo e strizziamo della carta forno foderiamo degli stampi da plumcake, versiamo il composto e cuociamo a 180° per circa 25 minuti, il composto deve avere un aspetto gonfio e appena dorato (vedere foto). 
Togliamo la carta forno e lasciamo raffreddare.
Affettiamo più sottilmente possibile (a me è riuscito in parte :D:D:D)
Tostiamo per qualche minuto in forno a 160° statico.
Una volta raffreddati mettere in sacchetti di cellophane, si conserveranno a lungo.





Ah! Perché abbiamo messo a tacere i sensi di colpa ? Ma perché in questi biscotti non ci sono grassi se non quelli contenuti nella frutta secca! 


Silvia

EDIT
Questi sono i bellissimi biscotti velo replicati dalla mia adorabile socia Tam!





Con questa ricetta partecipo al contest di Coccole di dolcezza - Albume...che guerra sia !



martedì 9 dicembre 2014

Buccellato - cucciddatu


Il buccellato (o cucciddatu) è un dolce siciliano. Lo conoscete? La prima volta che ho scoperto questo gustosissimo e peccaminoso dolce, fu una decina di anni fa. Mi arrivò direttamente dalla Sicilia, speditomi da amici. E siccome avevo voglia di condividere con voi qualcosa di natalizio ho deciso di pubblicarlo.
Ne ho fatti due, uno con cioccolato ed uno senza. No no, mica per darvi due varianti, è che nel primo ho dimenticato il cioccolato! Sapete come me ne sono accorta? Dalle foto degli ingredienti; le stavo raggruppando e mi è andato l'occhio sul cioccolato e...e... Ca..o! Ehm...perdindirindina, non ho messo il cioccolato!!! Meno male che l'altra metà della frolla dovevo ancora farcirla!
Ok passo alla riScetta!


Presa da Cristina di eCucinando. Ho ridotto leggermente le dosi e fatto piccole modifiche.

INGREDIENTI    per due da 20/22 cm

Frolla
800 g farina ( io 00 e 0 10% proteine)
200 g strutto
200 g zucchero semolato
 6.5 g ammoniaca per dolci
  2 uova
  90 g latte

Ripieno
120 g di noci sgusciate
160 g mandorle sgusciate
280 g fichi secchi
150 g marmellata di albicocche
100 g di uva passa ammollata per 24 ore nel marsala dolce
100/120 g marsala
160 g di cioccolato fondente 72%
  50 g di cedro candito (era 100g di zuccata ma io non ne avevo)
  40 g di pinoli (io tostati in padella)
150 g miele
  50 g scorze arancia candita (io 20 g di sciroppo d'arancia)
1 bacca di vaniglia (i semini)
12 g di cannella (non mi piace non l'ho messa)

PROCEDIMENTO

Frolla: impastare prima strutto, zucchero e ammoniaca. Inserire le uova e il latte e in ultimo la farina.
Lavorare velocemente e mettere a riposare almeno una mezz'oretta (io l'ho preparata il giorno prima e messa in frigo).
Ripieno: potete farlo il giorno prima.
Tritare i fichi con le mandorle e le noci, poi aggiungere i pinoli precedentemente tostati, l'uvetta ammollata con tutto il liquore, il cioccolato, i canditi, la vaniglia, il miele e la marmellata.
Amalgamare fino a legare il composto e mettere da parte coperto.

Riprendere la frolla, dividere l'impasto in due e stendere ciascun pezzo di frolla in un rettangolo, video. Non deve essere molto largo (vedi foto sotto), alto 1/2 cm di spessore; mettere al centro il ripieno e dopo averlo arrotolato chiudere i lembi a farli appena combaciare, ma senza sovrapporre. Con molta delicatezza arrotolare il salsicciotto, man mano allungandolo fino a che si possa chiudere ad anello senza spezzare la pasta. Chiudere combaciando gli estremi; aiutarsi ancora con le mani compattandolo per uniformare il rotolo, come in questo video.


Ora posizionare al centro della ciambella, un cerchio di circonferenza inferiore, in modo da delineare bene la metà esterna e interna della ciambella, vedi foto. Con la pinzetta pizzicare la pasta cominciando dalla parte interna inferiore, poi interna superiore; poi esterno inferiore, poi esterno superiore per raccordare il ricamo esterno con quello interno. Qui utile di nuovo il video.

Con i pezzetti di pasta avanzata fare un budellino da mettere intorno (come da foto sopra) al buccellato durante la cottura; servirà ad assorbire l'eccesso di calore proteggendo il dolce.
Pennellare con un po' di latte e infornare a 180° statico per circa mezz'ora.
Una volta cotto lucidare con una parte di miele, una di marmellata passata e un poco di acqua, precedentemente portato ad ebollizione. Decorare con granella di pistacchio e/o canditi a piacere.



Si è fatto tardi, è ora di salutarvi. Le ultime luci della sera per magia diventano le prime del mattino. ♥


Silvia

Il buccellato meravigliosamente realizzato dalla mia socia Tamara!