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martedì 10 maggio 2016

Pizza scrocchia, la tonda romana!


Oggi niente chiacchiere, faccio parlare le foto per farvi venire un po' di acquolina in bocca anche se è ora di colazione 😊! Vi lascio la ricetta, vi conquisterà come ha conquistato me!

Malgrado il mio forno ultimamente stia facendo i capricci e la cottura di questa pizza non sia il top è stata un successo ed ha convinto anche me che sono più per la pizza alta e soffice. È anche veloce poiché si fa in giornata (circa 6 ore) oppure si può arrivare a 24 ore usando una farina con un indice di forza  intorno a W 300 e  riposo in frigo.
Ricetta tratta dalla Confraternita della pizza. 


PIZZA TONDA ROMANA

Ingredienti (per 6 pizze tonde Ø 38)
600 g farina per pizza W 240/260
330 g acqua
   7  g olio evo
  12 g  sale
    6 g  lievito di birra se si opta per impasto in giornata
    *4 g lievito di birra fresco se si preferisce una lunga maturazione di 24 ore, di cui 20 in frigo.  a 8°

Procedimento
⌛ Nella ciotola della planetaria versare tutta l'acqua e sciogliere il lievito; aggiungere mano mano la farina a velocità minima, aspettando sempre che la precedente sia ben assorbita prima di aggiungerne altra. Quando ancora l'impasto ha l'aspetto di una crema aggiungere sale e olio e far assorbire continuando ad impastare. Aggiungere il resto della farina.
⌛Continuare a lavorare l'impasto, renderlo liscio e omogeneo, senza esagerare con la lavorazione. Arrotondare* e far puntare la massa a temperatura ambiente coperta con pellicola per circa 3 ore.
⌛Trascorso il tempo riprendere l'impasto e formare dei panetti da 180 g arrotondandoli sotto il palmo della mano. 
⌛Coprire con un telo di cotone e sopra ancora del cellophane per non far seccare i panetti e porre a lievitare per circa 3 ore a temperatura ambiente.

*Se si è scelta la maturazione a 24 ore dopo aver arrotondato la massa mettere in ciotola coperta in frigo a 8° per 20 ore. Trascorso il tempo far acclimatare una mezz'oretta e fare le pezzature del peso desiderato, arrotondare i panetti e lasciarli lievitare a temperatura ambiente per 4 ore circa. 


⌛Accendere il forno alla massima potenza 250/270° e portare a temperatura inserendo anche una teglia in ferro rovesciata in modo da essere calda al massimo.
⌛Al raddoppio, dopo circa tre ore, stendere i panetti uno alla volta,  prima allargandoli un po' con le mani poi stendere fino ad un diametro di 38 cm circa  con il mattarello. In questo caso è d'obbligo quindi non inorridite ché qui le bolle non devono esserci. 

Trasferire il disco steso su una pala infarinata, condire velocemente, allargare ancora leggermente il disco mettendo le dita sotto ai bordi e infornare. Tre minuti circa di cottura la pizza è pronta. Mentre la prima pizza è in cottura portarsi avanti con la stesura del panetto successivo.
Per sopperire alla cottura di una pizza alla volta,  taglio a spicchi la prima che sforno e ce la dividiamo altrimenti uno mangia e gli altri guardano. 😊😊😊

Suggerimenti per il condimento
Profumatissima ai 4 formaggi (fontina, gorgonzola, mozzarella e scamorza).
Classica margherita con pomodoro, mozzarella e basilico.
Boscaiola con mozzarella e funghi champignon. 

E voi come la condireste? 😊
Proverete anche voi questa pizza sottile e croccante? 




Silvia


Con questa pizza, che non è un pane ma è aromatica da svenimento, partecipo alla raccolta  #41 di Panissimo  ideata da Sandra e Barbara questo mese ospitata dalla nostra panissimatrice preferita Consuelo

giovedì 5 novembre 2015

Focaccia centopercento: 100% semola, 100% acqua, 100% bontà!


Approfitto di questo post  per scusarmi con voi, se non mi leggete da un po' nei vostri blog. Questo non è un buon periodo per me (vicissitudini e rogne varie :p). 

Riparto con questa focaccia scoperta questa estate, che ho replicato ad oltranza!
Vista nel forum della Confraternita della pizza, mio assoluto punto di riferimento per quanto riguarda impasti per la pizza e lievitati in genere. C'è da diventar matti a star dietro ai confratelli ma sono veramente fonte di studio e approfondimento. :)))

La focaccia ha veramente un gusto e una mollica particolari. Il sopra e il sotto sono scrocchiarelli e la mollica è spugnosa, gelatinosa e leggerissima! 
Vi lascio la ricetta, provatela poi mi direte!



INGREDIENTI per 1 teglia tonda diametro 39

500 g semola rimacinata (Io De Cecco)
500 g acqua
   15 g sale
     2 g lievito di birra secco 

Note e tempi di esecuzione
Necessario impastare con una planetaria (io ho una kenwood 040)
Riposo impasto in ciotola + lievitazione in teglia. 
Mettere in conto non meno di 4 ore.



PROCEDIMENTO
Ho iniziato con 450 g di acqua dove ho sciolto il lievito, aggiunto subito tutta la farina e iniziato ad impastare con la foglia (quella tipo scudo con la k al centro) a velocità minima per bagnare tutta la farina. Ho aggiunto il sale e amalgamato e aumentato la velocità a 2,5 e incordato per circa 13-15 minuti. Ho aggiunto il resto dell'acqua molto lentamente, circa 1/2 cucchiaino per volta, versato lungo la parete della ciotola e incordato (altri 10' circa). 
Ho montato il gancio ad uncino e lanciato a velocità media per pochissimi secondi, ma potete evitare questo passaggio se avete paura che si spatasci il tutto. :)))

Ho messo a riposare l'impasto per circa 1 ora e mezzo in una ciotola unta di olio, coperta con pellicola.

Trascorso il tempo ho bagnato, con olio e.v.o la teglia in ferro; non ho unto eh perciò abbondate, l'olio come dice la mia socia qui deve spitterrare
Ho rovesciato l'impasto nella teglia. Ho bagnato le mani con olio ed ho steso senza sgonfiare, molto delicatamente, non importa se non riuscite ad arrivare al bordo, lo farà la massa durante la lievitazione, circa 2 ore, deve arrivare a coprire abbondantemente la superficie della teglia e quasi raddoppiare. 

 A questo punto se volete potete mettere dei pomodorini tagliati a metà, delle olive,
emulsione di acqua e olio in parti uguali (abbondante se non volete la superficie scrocchiarella), io ho messo su metà della pizza delle olive (quasi a fine lievitazione perché me n'ero dimenticata) e sull'altra metà semi di girasole e rosmarino, questi ultimi meglio prima di infornare.

Durante la lievitazione per non far seccare l'impasto ho coperto la teglia con un'altra più grande.


Accendere il forno a 230°. Raggiunta la temperatura infornare al primo ripiano dal fondo e abbassare subito a 210°.
Cottura a 210° ventilato con resistenze per 20' + 5' a 190°. Oppure a 220° in modalità statica.


Sfornate, tagliate e gustate!


Questa è la bellissima focaccia della mia Tamara ♥. Non trovate sia perfetta?




Edit 
dimentico sempre di mettere il link a Panissimo, raccolta ideata da Sandra e Barbara e ospitata anche questo mese da Terry de I pasticci di Terry.



lunedì 21 luglio 2014

La pizza bianca, ma anche rossa e pure bianco-rossa!

Sottotitolo

La pizzà! Quella che Tamara, da mesi, me chiede de pubblicà!



Già qui dissi che di pizze è piena la blogsfera! Ma è pur vero che mi frullava da parecchio di provare una pizza con la semola. Poi il tempo passa e presa da altro non ci penso per un po'. Poi un giorno scopro questa, c'era della semola nell'impasto. Mi sono detta che era arrivato il momento di provarla.
Ho seguito le indicazioni soltanto per le farine, per il resto ho messo le mie dosi, e ridotto la dose di lievito di birra. 
Ah, vi domandate perché pubblico un'altra pizza? Perché sono mesi che la mia socia Tamara mi tortura per farlo!!! 
Eccola!


Ingredienti
  • 450 g farina per pizza 11% proteine
  • 150 g semola rimacinata di grano duro
  • 480 g acqua (380 g in autolisi + 100 g per sciogliere il lievito)
  •      3 g lievito di birra
  •    25 g olio e.v.o + un giro per la ciotola in cui andremo a mettere l'impasto per le pieghe e il riposo in frigo.
  •     15 g sale


per condire la bianca
  • olio e.v.o
  • sale grosso (io aromatizzato con timo e scorza di limone fatto dal mio amico Antonio)
per condire la rossa, da preparare il giorno prima della cottura.
  • pelati strizzati dell'acqua di vegetazione
  • origano
  • olio e.v.o
  • sale fino
Procedimento

Giorno 1
Setacciamo le due farine, mettiamo i 380 g di acqua nella ciotola della planetaria versiamo anche le farine, montiamo la foglia e impastiamo a minima velocità quel tanto che occorre ad idratare tutta la farina e interrompiamo. Copriamo e lasciamo in autolisi per 40'.

Nel frattempo sciogliamo il lievito nei restanti 100 g di acqua e mettiamo da parte. 
Trascorso il tempo, riavviamo la macchina e inseriamo poco alla volta la restante acqua con il lievito. 
Prima che l'impasto si stacchi dalle pareti, aggiungiamo il sale e portiamo a incordatura.
Inseriamo l'olio a filo e facciamo assorbire facendo attenzione a non perdere l'incordatura.
Montiamo il gancio ad uncino e aspettiamo che l'impasto si aggrappi attorno.
Rovesciamo la massa in una ciotola capiente unta d'olio, attendiamo 10/15 minuti ed effettuiamo delle pieghe (prendo un lembo di impasto e lo porto verso il centro, ne prendo un altro e faccio la stessa cosa, finisco il giro e copro.) Altro riposo di 10/15 minuti e ripetiamo il giro di pieghe. Lasciamo riposare ancora 30 minuti e mettiamo in frigo per 20 ore circa.
Giorno 2
Tiriamo fuori l'impasto e lasciamo acclimatare per 2-3 ore.
Accendiamo il forno (statico con resistenza sopra e sotto) alla massima  potenza con all'interno la pietra refrattaria oppure una teglia rovesciata.
Capovolgiamo l'impasto su una spianatoia generosamente infarinata di semola, facendolo scendere da solo senza forzature. 
A questo punto procediamo con lo staglio (dividere l'impasto per il numero di pizze che si vogliono fare).

Spolverizziamo di semola la massa e stendiamo delicatamente per non sgonfiare l'impasto. 
Trasferiamo su una pala (io ho una teglia senza bordi, uso quella, foderata di carta forno). Mettiamo un giro d'olio su tutta la superficie e mettiamo un pizzico di sale grosso.
Per la rossa, stendere, posizionare sulla carta forno, aggiungere al pomodoro l'olio, amalgamare e stendere delicatamente, senza fare pressione, sulla pizza e infornare.
I tempi ovviamente variano da forno a forno, io vi rimetto i miei.
Io inforno per 4/5 minuti statico sotto e sopra, poi altri 4/5 eliminando la resistenza superiore.


Note

  1. Di solito divido l'impasto in porzioni, prima delle pieghe. Queste le faccio direttamente nelle ciotole che andrò a mettere in frigo.
  2. La mia pietra refrattaria misura 31.5x31.5. Con circa kg 1.100 di impasto, ho fatto due pizze 30 x 25 e una piccolina 25 x 20. 
  3. A me la pizza piace croccante, per cui stendo non troppo alta e inforno. Se la volete più alta, una volta stesa, lasciatela riposare una mezz'oretta. 
  4. Per il sapore, lascio parlare chi ha avuto modo di mangiarla, più e più volte. ;)



Silvia



EDIT FULMINEO

La mia pizza rifatta da Tam, visto che l'ha fatta tante volte, e ogni volta rompeva i cabbasisi "pubblicala pubblicala pubblicala", ora che l'ho pubblicata l'ho obblig...ehm...le ho chiesto gentilmente di scattare qualche foto, per documentare i suoi risultati. Eccoli!!
  Silvia



sshhhhhhhh.... Silvia è uscita, è in giro in auto... così ne approfitto per una incursione veloce nel suo post! Vero, l'ho fatta tantissime volte e in tutte le versioni, anche condita in modo classico, pomodoro e mozzarella, sempre ottima. Ormai faccio solo questa da mesi, la pizza di Silvia! Le pizze bianche nella foto sono in 3 versioni: condita con olio e sale grosso, olio rosmarino e sale grosso, olio origano e sale grosso. Sono così buone che le mangio anche senza accompagnamento, però se mi capita a tiro qualche peperoncino tondo al tonno... mmmm.... vabbè oh, ora scappo via, sta per arrivare!!! sssshhhhhhhhh
...
Nono, devo raccontarvi questa! Mia madre mi fa sempre un sacco di complimenti quando la rendo partecipe delle mie produzioni culinarie, ma sulla pizza è stata sempre irremovibile! "Mamma ho fatto la pizza, ne vuoi?" "No grazie, perdonami ma la mia è più buona". Tempo fa, feci la pizza rossa di Silvia e le chiesi per l'ennesima volta, "mamma ho fatto la pizza, lo so, non ti piace, ma questa è diversa. Assaggia" "vabbè un pezzettino...."....."me ne dai un altro pezzetto?" "e un altro?" . si scofanò mezza pizza pezzetto pezzetto! 
Ieri sera era venuta a trovarmi insieme a mio fratello, quando stavano per andar via  faccio due incartate di pizze, una ciascuno. Mio fratello, strizzandomi l'occhio "Quella della mamma me la prendo io, tanto a lei non piace" "No, no, dammela qua!" E se l'è infilata subito in borsa, a scanso di equivoci! Però sappiate che a mia madre la mia pizza non piace :)))))
oddio l'auto di Silvia!!! Voi non mi avete vista eh?????
Tam (l'imbucata nel post  e nella pizza di Silvia!)

lunedì 20 gennaio 2014

Focacciona rustica!



Perché un post sulla pizza... già, un altro. 
Ce ne sono a centinaia, in giro per il web, più o meno validi.
Allora perché? 
Perché questa pizza ha avuto la piena approvazione di una numerosa tavolata di amici. 

Vi racconto come ho fatto.

Le dosi sono quelle della pizza del grande Adriano quando ho partecipato ad un suo corso.

La lavorazione dell'impasto è stata, casualmente, una miscela tra le indicazioni del corso e le pieghe di Emmanuel Hadjiandreou.




Ingredienti

  • 450 g manitoba
  • 150 g farina per pizza
  • 450 g acqua ( io 480 g  ché la mia manitoba è molto forte. Negli ultimi 30 g di acqua idrato il sale)
  •     3 g di lievito di birra
  •   30 g di olio
  •   12 g di sale
Impasto a mano

In una grande ciotola metto tutta la farina faccio un buco piuttosto largo al centro e ci verso i 450 g di acqua in cui ho sciolto precedentemente il ldb.
giro con una frusta pescando poca farina dalla corona quel tanto che basta a formare una pastella piuttosto liquida. 
Copro e lascio riposare 40 minuti. 
  • Trascorso il tempo, riprendo la ciotola e porto al centro nella pastella la farina intorno.  
  • Mi aiuto con una spatola e taglio fino ad idratare per bene tutta la farina.
  • Prendo i 30 g di acqua con il sale, mi bagno la mano e inizio a massaggiare la pasta fino a che assorbe tutta l'acqua. Quest'ultima la aggiungo in tre/quattro volte, non ne aggiungo altra se prima non ho fatto assorbire la precedente. 
  • Assorbita per bene tutta l'acqua, faccio la stessa cosa con i 30 g di olio. 
  • Lo inserisco un po' alla volta, sempre bagnandomi la mano e massaggiando l'impasto (ricordarsi di non aggiungerne altro fino a che non sia assorbito il precedente).
  • A questo punto si può proseguire in due modi, io li ho provati entrambi con lo stesso risultato. 
  • Metodo slap&fold, oppure le pieghe di Emmanuel Hadjiandreou che mi ha fatto vedere Francy.
  • Con il primo, si parte con lo "sbattimento" e si interrompe quando l'impasto è liscio e ben incordato. 
  • Con il secondo, si fa riposare l'impasto appena lavorato per 15 minuti coperto con pellicola ( sempre in ciotola) poi si fanno 8 pieghe verso il centro dell'impasto. 



1 Prendo un lembo di impasto e lo porto verso il centro, premendo un poco, poi prendo un altro lembo e così via fino a terminare il giro.
Copro e riposo 10/12 minuti.
2 Riprendo l'impasto e ripeto come al punto 1.
Copro e riposo 10/12 minuti.
3 Riprendo l'impasto e ripeto come il punto 1.
  • A questo punto prendo una ciotola più piccola, la ungo con un po' di olio, ci metto l'impasto e lo copro con coperchio, metto in un sacchetto di cellophane, lascio a temperatura ambiente per 30 minuti circa poi metto in frigo per 20 ore circa. Di solito preparo il giorno prima per quello successivo.
  • Trascorso il tempo di riposo in frigo, tiro fuori la ciotola e lascio acclimatare  per un paio d'ore poi spolvero la spianatoia con un po' di semola, faccio cadere l'impasto capovolgendo la ciotola e lasciando che cada da solo.
  • Faccio una piega a tre e faccio riposare 15 minuti con chiusura sotto, coperto a campana.


  • Spolvero ancora un po' di semola su spianatoia e pasta ( non troppa però) e inizio a picchiettare delicatamente, senza fare troppa pressione per non compromettere l'alveolatura. Giro la pasta sottosopra e picchietto ancora. 
  • Nel video, la stesura.
  • Lascio ad uno spessore di 1,5-2 cm .
  • Su una teglia senza bordi, oppure una teglia rovesciata ( con carta forno sopra, così scivola bene sulla pietra al momento di infornare) adagio l'impasto steso per più agevolmente infornarlo.
  • Metto olio a filo su tutta la superficie e aggiungo qualche grano di sale.
  • Nel frattempo ho portato il forno a temperatura massima (il mio arriva a 275°) con la refrattaria.
  • Inforno e cuocio sulla pietra sempre alla massima temperatura per 8/10 minuti.






Certo, a vederla così fa impressione.... me se magna!!!! *



Nota

Questa pizza...ma è una pizza, o un pane condito? Boh fate voi!

Dicevo, questa pizza è riuscita a meraviglia per sbaglio. Un giorno avevo fretta di uscire, ma dovevo cuocerla a tutti i costi. 
Avevo già fatto le pieghe e inoltre dato una preformatura che serrava un po' l'impasto, ma quest'ultima prevedeva un ulteriore riposo che io non potevo permettermi di rispettare. 
Ho steso alla meglio senza troppo forzare ed ho infornato. 
Beh, l'errore, pare sia piaciuto a tutti.



....* invece se la magnamo noi, così!





Silvia



Hanno collaborato



lunedì 4 novembre 2013

Fecazze # Focaccia pugliese # Pizza barese # Focaccia barese

come dir si voglia (la prima però si pronuncia Fcazz), è sempre questa qui



però ad onor del vero, e con una certa fatica  anzi, con enorme fatica*, confesso che qui a Lecce la chiamiamo, semplicemente, Labarese. Perché è vero sì, questa peccaminosa focaccia ha i suoi natali in quel di Bari. Città bellissima, con  il Petruzzelli e la Fiera del Levante e il porto e la basilica di San Nicola e però dai, i baresi non si possono sentire, hanno un dialetto ed un accento impossibili! Sentite qua,
"C'na ma sci, sciamaninn, c'nana ma sci na g,n,scim scenn"
traduzione lettarale:se ce ne dobbiamo andare andiamocene, se non ce ne dobbiamo andare non andiamocene
traduzione subliminale: che cappero dobbiamo fare? ce ne andiamo o rimaniamo?

Voi rimanete per la ricetta, dai!

Sì, parto subito con la ricetta, poi due riflessioni, e, se rimane tempo e non mi sarò lungamente dilungata per lungo, possiamo cazzeg...divagare... (chissà se al terzo post riuscirò a scrivere due righe nella sezione "Divagamente")

* (proverbiale l'antagonismo Bari-Lecce)


RICETTA


ingredienti:
- 500 g di semola rimacinata 
- 400 g di acqua
- 80 g di licoli rinfrescato (o di pasta madre o 5 g di lievito di birra)
- 1 patata lessa media (quanto sarà? 150/180 g? non troppo grossa sennò la pizza s'intufa)
- 4/5 cucchiai di olio per l'impasto
- 1 cucchiaio di sale (circa 15 g)
- 1 pizzico di zucchero
- 4/5 cucchiai di olio per la teglia
- olio a volontà per irrorare la focaccia prima di infornare.
             insomma, ci va un casino di olio!
- una decina di pomodorini ciliegini
- una decina di olive verdi baresane in salamoia (se non si trovano quelle baresi, comunque olive verdi di media grandezza col nocciolo)
- origano a iosa
- sale grosso (facoltativo)

 procedimento:
- Sciogliere il lievito (di birra o licoli) nella metà dell'acqua tiepida, aggiungere la meta della farina, la patata schiacciata con la forchetta bene bene o con lo schiacciapatate e cominciare ad impastare in ciotola.
- Aggiungere via via farina e acqua, tranne un po' e un po'. (intanto nel po'  d'acqua che teniamo da parte idratiamo il sale).
- Aggiungere  l'olio e continuare ad impastare in ciotola, quando l'olio è assorbito aggiustare con la farina e l'acqua salata rimaste.
- impastare energicamente, per circa mezzora (in totale)  e l'impasto è pronto. Deve essere bello liscio, ma morbido, appiccicoso.
- Farla lievitare fino al raddoppio. (Le amiche baresi dicono che la ciotola dovrebbe riposare sotto al letto. A me sta cosa non convince, e non la faccio, però non ditelo alle mie amiche baresi).

Ora viene la parte più bella, quanto mi piace!!

- Irrorare bene bene la teglia (possibilmente d'alluminio o di ferro e tonda, la grandezza dipende da quanto si vuole alta la pizza, direi 40 cm per una pizza bassa, 30 per quella alta), con 4/5 cucchiai d'olio, versarci dentro l'impasto e stendere con le dita precedentemente pucciate nell'olio. L'olio sotto deve spitterrare (strabordare) e "sporcare" l'impasto sopra (se già non fossero sufficienti le dita pucciate).

- coprire con una ciotola più grande e far lievitare di nuovo fino al raddoppio (ma almeno un'ora, comunque).

Nel frattempo tagliare i pomodori a metà, aggiungere le olive senza scolarle bene, condire con olio (ancora!!!! vabbè diciamo un goccio) sale,  origano e un paio di cucchiai d'acqua e lasciar insaporire.

- Quando la focaccia ha raddoppiato (2/3/4/5 ore, a seconda del lievito e della stagione), distribuire in superficie i pomodori e le olive tenendo da parte il liquido (giacché, filtrarlo dai semini).
 - Aspettare ancora una mezzora (d'estate) e un'ora (d'inverno). Nelle mezze stagioni regolarsi :)
 - Accendere il forno alla massima temperatura, poggiare la griglia del forno sul fondo del forno   e tornare alla nostra amata focaccia.
- Con i polpastrelli fare una suonata leggera leggera..... capito come? bisogna spingere delicatissimanente i polpastrelli di entrambe le mani  nell'impasto, così si formano tante piccole fossette (oltre a quelle dei pomodori e delle olive), irrorare con l'emulsione dei pomodori/acqua/olio (che andrà a depositarsi nelle fossette!), dare un'altra giratina di olio (poco stavolta)  e spolverare con abbondante origano.


- Infornare sul fondo del forno per 10/15 minuti (a seconda dello spessore della pizza) alla massima temperatura, poi spostare nella parte centrale, se ventilato è meglio, sul fondo metterci un pentolino d'acqua calda  e cuocere fino a cottura (15/20 minuti, sempre a seconda dello spessore della pizza). Qualche minuto prima, se la ventilazione del forno non è stata sufficiente ad "abbrustolire" pomodori e olive, accendere il grill.
- Tirare fuori la focaccia e coprire subito con un telo umido. Il vapore che si formerà all'interno ammorbidirà soprattutto la parte superiore che si era biscottata. Lasciar intiepidire così.



Divorare tiepida o fredda; possibilmente ad occhi chiusi. Quindi meglio evitare di camminare mentre si mangia Labarese. Mugolare. Evitare di camminare mentre si mugola perché si potrebbe essere fraintesi.

L'altezza della focaccia è a discrezione personale, io la faccio alta quando la voglio farcire (mortadella e provola è la morte sua),  o bassa se la voglio mangiare senza null'altro.



Fondamentale servirla avvolta in carta da pane, e ungersi irrimediabilemnte  le mani e il muso.





fine (gesùgiuseppemmaria, nun me pare vero!!!)

 (e difatti, non è finita)


 DI PERTINENZA



La caratteristica principale della focaccia barese  è, a parte l'alveolatura compatta e spugnosa (per la presenza della semola, farina tenace ma che sviluppa poca maglia glutinica), la enorme presenza di olio! capisci che ti è venuta bene proporzionalmente al grado di unto che ha rilasciato sul muso, sulle mani e sui vestiti.

La Fecazze,  nata nella tradizione barese come colazione dei contadini e dei pescatori che con la Barese tiravano sino a sera, ha ovviamente tante versioni, ogni famiglia ha la sua, l'unica, l'originale, la migliore di tutte.
La mia versione è la somma delle ricette delle mie tante amiche baresi (meravigliose creature) ed è  basica, impastata in ciotola, come facevano le massaie (mica sciàvevano il kenvud, loro!), e come faccio io quando sono a casina al mare e ho solo l'olio di gomito a disposizione.
Nulla vieta di impastarla sulla spianatoia o con la planetaria, ovviamente.

Ho usato solo semola locale, però, anche qui è a discrezione, si può mischiare con farina 00 in proporzioni variabili,  ma almeno la metà dev'essere presente.

E' anche una versione "veloce", che si prepara in giornata, senza dover organizzare con mesi d'anticipo la preparazione.  Per questa focaccia, francamente,  ritengo inutile l'impegno di prefermenti e lunghe maturazioni, i cui vantaggi, in termini di leggerezza, si vanificano per la importante presenza di olio, ed in termini di morbidezza, risultato già garantito dalla presenza della semola e della patata.
Ad eccezion fatta per la focaccia di Piero,  versione  raffinata e "pianificata", che prevede un poolish particolare, atto ad esaltare il sapore della farina, e quindi a migliorare il gusto del prodotto finale. 

Vi ho già detto vero, che il dialetto barese è impossibile? Però, sentite quant'è bella questa ode alla focaccia!!


La volene accide
Savonne fissate
che sti cazze de fast-food
ca ve'nnene stu scitte d'hot-dog.
M'arrecordeche ca zi' Antonie,
sott'u arche jalde,
aqquanne face've la fecazze
e la chesce've o furne de pe'te de Nardine,
e've na fest pe tutte la strade.
U addore te face've scemmeni'.
Nu sapore ca non pote meri'!
La fecazze je' u amore de le barese.
E ave've rascione che'dde ca zi' Coline
disse a zi' Sabbe'lle,
La vera morte de la fecazze je'
la mortadelle!

(fonte: http://www.lafocacciabarese.it/)

La vogliono uccidere / Si sono fissati / con questi cazzo di fast food / che vendono questo vomito di hot- dog. / Mi ricordo che Zia Antonia / sotto l'arco alto* /  quando faceva la focaccia / e la cuoceva al forno di pietra di Nardino / era una festa per tutte le strade. / L'odore ti faceva scimunire / un sapore che non può morire! / La focaccia è l'amore dei baresi. / E aveva ragione quello che Zio Nicola disse a zia Isabella / La vera morte della focaccia è la mortadella!

(grazie, Piero,  per la traduzione!)

* famosa zona di Bari vecchia





EDIT DELLE 11.25

sembra il festival della Fcazz!! Oltre  Piero, senza che ci mettessimo d'accordo hanno postato la ricetta della focaccia barese   anche
Ornella di Ammodomio, QUI
e Maya di Cumino e Cardamomo, QUI

vale la pena leggerle tutte, davvero!!


fine edit e pertinenze. 

Ora lo so che mi sono dilungata troppo. Lo so. D'altro canto, la sezione cazzeggio l'ho messa in coda apposta, così chiunque capiti qui, per caso o per volontà, troverà in testa al post ciò per cui è arrivato: la ricetta. Poi se ha voglia e tempo, rimane, sennò non è costretto a leggersi le mie minch... ehm... le mie divagazioni prima  della ricetta, ma dopo :) (sì, ok, diciamo che non è costretto a leggere niente, ok????)

DIVAGAmente


Papà arrivava e diceva: bambini, preparatevi, si parte! Il tempo di mettere due pezze in una sacca, ci infilavamo nella 127 e si partiva. Ovviamente mio fratello ed io litigavamo per chi doveva stare dietro, che si dormiva meglio. Perché hai voglia a dire ad un bambino "guarda là quant'è bello, guarda il cielo guarda il mare guarda gli alberi", i bambini quando viaggiano dormono, o frignano o fanno a mazzate. Noi facevamo a mazzate per chi doveva stare dietro, quello che rimaneva avanti frignava, quello che stava dietro dormiva.
Ovunque andassimo, si passava da Bari. E ovunque  andassimo, quando si passava da Bari,  papà si fermava obbligatoriamente all'Assunta (panificio che si affaccia proprio sulla statale Lecce-Bari),  ci comprava la focaccia barese per il viaggio, focaccia che puntualmente finiva prima ancora che cominciasse il viaggio, ci ungevamo tutti d'olio, ci beccavamo una sgridata, blanda, perché tanto la mamma non c'era (non voleva partecipare quasi mai a questi viaggi improvvisati),  e chissenefrega delle macchie l'olio sui vestiti che poi non vanno più via,  e finalmente si cominciava il viaggio.
Una volta ci portò in montagna, fin sul Trentino.
Io sono figlia del mare. Proprio davvero. Mi scorre acqua salata nelle vene, i miei capelli sono alghe, la mia pelle è di salsedine. Amo il mare incommensurabilmente.
E una volta papà ci portò in montagna. Arrivammo unti di olio. Appena vidi la montagna ricordai quanto amassi il mare. poi mi sentii in colpa.  E mi misi a ragionare.

E' vero, sono figlia del mare, ma sono certa che qualche lontano parente fra tutte le montagne del mondo ci sarà... Aaaahhh la montagna...pensa a quanto è bella la montagna, se guardi fuori dalla finestra la vedi innalzarsi verso il cielo sembra voglia raggiungere le nuvole e le stelle, con la punta tutta bianca di soffice neve...che se ci sprofondi senti un freddo boia (boia faus che freddooo!) e poi i piedi non li senti più (si stanno necrotizzando)...per non parlare delle passeggiate salutari e ossigenanti...se sopravvivi alle bolle che si formano ai piedi tanto che devi faticare quando macini chilometri e chilometri di salita e vedi che la cima è lontanissima...e più macini e più sembra lontana...e quando finalmente sei su sei così stanco ma così stanco e bestemmi in turco ché i piedi hanno cominciato a sanguinare e hai bisogno di respirare a pieni polmoni mentre imprechi sotto voce ché non hai più fiato... minxxia! L'aria è rarefatta il respiro singhiozza non gliela fai più...allora decidi che è meglio tornare giù tanto la discesa è facile no? ....allora cominci a scendere...chi è quel pirla che ha detto che la discesa è facile??? Le bolle diventano piaghe mentre le punte delle dita dei piedi si gonfiano e mandano scariche elettriche direttamente al cervello....tutto ciò mentre eviti di guardarti intorno perché vedi ombre dappertutto senti rumori strani  sulle montagne vivono gli orsi ci sono i serpenti bambi ti spia e poi riferisce tutto ai lupi....e lotti contro i conati causati dalle vertigini e.....
 amo il mare.


fine (davvero, giuro)

Tam


Questa è la bellissima barese della mia adorata socia Silvia