
Un mare di Pasta di mandorla salentina (altrimenti detta anche Pasta Reale), il rito più dolce delle feste che a Pasqua assume le vesti di un agnello tutto riccioloso, a Natale invece si presenta in forma di pesci e conchiglie, io non potevo che aggiungerci la cozza, altrimenti detta Ziatam, e il gambero un passo avanti e due indietro.
Tradizione salentina fin dal '700, lu tuce te li signori (il dolce dei signori), il pesce (o l'agnello) di pasta di mandorla veniva preparato dalle suore come dono ai vip del tempo, vescovi, prelati, aristocratici, golosoni che mica s'accontentavano di pane e Nutella. Eh no! Le suore, che non vivevano di sole preghiere, si sono inventate questo dolce lussurioso, ripieno di faldacchiera * e qui si apre immediatamente un contenzioso, il solito, il più tradizionale di tutti! Secondo voi quali suore hanno inventato la faldacchiera? Se la contendono le suore Benedettine di Lecce (che ancora oggi producono questa meraviglia) e le Teresiane di Bari! Non chiedetemi chi ha vinto, perché non lo sa ancora nessuno, il contenzioso andrà avanti per l'eternità, lo scopriremo solo morendo (nel senso quando andremo nell'aldilà, forse:)
Io invece ho imparato a fare il pesce di pasta di mandorla da una donna che non è una suora, è la mamma della compagna di mio fratello, che, per tagliare la testa al toro, non è né leccese né barese, è milanese! Pensate voi!
Confesso, non
Enrica grazie, sei una salentina di Milano doc!
* La faldacchiera è una spuma di tuorlo d’uovo, mista a marmellata, canditi e altri ingredienti ed è nascosta nella pancia del pesce o dell’agnello; per farla si usano rossi d’uovo e zucchero sbattuti e cotti a bagnomaria a fuoco molto lento.

La ricetta di Enrica non prevede la faldacchiera, crema meravigliosa ma che ha il difetto di dover essere consumata subito, invece il pesce farcito come di seguito può essere conservato protetto da pellicola alimentare per diversi giorni. E può essere regalato, come è in uso nel Salento, c'è un giro di pesci di pasta di mandorla che non avete idea, io lo regalo alla vicina di casa, la vicina di casa regala il suo alla cognata, la quale ne prepara diversi che regalerà a parenti e amici, fra cui mia cugina che a sua volta però ne ha già distribuiti una cinquina, di cui uno a me! Tutti diversi, che ve lo dico affà?

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Per la pasta di mandorla:
- 350 g di mandorle sgusciate e pelate
- 280 g di zucchero
- 100 g di acqua
- 4 o 5 mandorle amare (o qualche goccia di aroma naturale di mandorla)
- 1/2 bacca di vaniglia
- Macinare le mandorle in un tritatutto con un paio di cucchiai di zucchero.
- Preparare il giulebbe: versare lo zucchero rimanente, l'acqua e il baccello di vaniglia in una pentola e porre su fuoco dolce.
- Cuocere una decina di minuti finché lo zucchero sia completamente sciolto e si sia formato uno sciroppo denso.
- Eliminare la vaniglia e versare la farina di mandorle, mescolando continuamente per evitare che la pasta si attacchi al fondo.
- Quando la pasta si stacca dalle pareti spegnere il fuoco e far raffreddare completamente in un piatto.
- Dopo circa un'ora lavorarla con le mani e utilizzarla oppure formare un panetto.- Avvolta nella pellicola alimentare si conserva in frigorifero per diversi giorni.
Per il pesce di pasta di mandorla:
- 650 g di pasta di mandorla
- 200 g di marmellata di amarene o di visciole (meglio se fatta in casa)
- 60 g di cioccolato fondente
- q.b. liquore tipo Strega
- q.b. Savoiardi (vedi ricetta sotto)
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- Rivestire la formina di alluminio o in gesso con pellicola alimentare.
- Schiacciare porzioni di pasta di mandorla fra le mani e ricoprire tutta la formina in un strato non troppo alto, si tenga presente che il pesce verrà rigirato e quindi il fondo diventerà superficie.
- Distribuire la marmellata in tutta la lunghezza, anche in testa e in coda, fate un testacoda insomma :)
- Tritare il cioccolato grossolanamente ed aggiungerlo alla marmellata.
- In un piatto fondo diluire mezzo bicchiere di liquore Strega con un po' d'acqua, bagnarvi i savoiardi e posizionare questi nel pesce.
- Ricoprire con la pasta di mandorle rimanente, pressare con delicatezza e rovesciare su un vassoio rettangolare.
- Decorare con un chicco di caffè o una goccia di cioccolato l'occhio di pesce (che non è un callo e neppure l'occhio da pesce lesso), e dipingere con colori naturali, caffè, tè, cacao, zafferano, curcuma, sciroppo di amarene ecc.
- Si conserva diversi giorni a temperatura ambiente protetto da pellicola.
Per saperne di più: http://www.quoquo.it/la-galleria-dei-beni-culturali/155-pasta-di-mandorla-con-faldacchiera
DI PERTINENZA
Savoiardi (ricetta di Luca Montersino)
Ingredienti:
- 70 g di albumi
- 45 g di tuorli
- 60 g di zucchero
- 60 g di farina debole (o 40 g farina e 20 g fecola di patate)
- 1 pizzico di sale
q.b. zucchero semolato
q.b. zucchero a velo
facoltativi: zeste di mezzo limone grattugiate e/o semi di vaniglia
- Montare a neve fermissima gli albumi con lo zucchero, aggiungere i tuorli sbattuti col sale, le zeste di limone e la vaniglia e, con una spatola, amalgare con delicatezza il composto con movimenti dal basso verso l'alto.
- Aggiungere la farina poco alla volta, facendola scendere direttamente dal setaccio, continuare a mescolare delicatamente per non smontare l'impasto.
- Riempire una sac à poche dotata di bocchetta liscia da circa 1 cm, foderare la leccarda del forno con carta forno e formare delle strisce lunghe 8 cm, distanziandole tra loro.
- Ricoprire prima con zucchero semolato e poi con quello a velo ed infornare a 200° per circa dieci minuti.
- Quando i savoiardi saranno cotti (ma non coloriti) estrarli ed aspettare che si freddino prima di staccarli delicatamente dalla carta forno con una paletta.
- Si conservano in scatole di latta per circa 15 giorni. Se si preferiscono croccanti, farli asciugare un giorno o due all'aria aperta prima di conservarli.
DIVAGAmente
NATALE
Il piccolo Gesù si alzò dalla mangiatoia e, vedendo tutte quelle pecore, disse: "Tanto non dormo".
("Nuovi momenti catartici" Flavio Oreglio)
Tamara
Buone feste!
Tamara, Silvia, Emmettì