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mercoledì 13 luglio 2016

'A brioscia siciliana. Quella messinese.



Lo scorso anno, quando son stata in Sicilia ho fatto una scorpacciata talmente grossa di brioche con la granita che ancora me la sogno... (mentre i segni sono ancora ben evidenti sotto i miei occhi! :-DDD)
E così prima della partenza mi son messa alla ricerca di qualche bottega che le vendesse a portar via.
In realtà c'erano quelle di una pasticceria, nei pressi della zona imbarco, che confezionava vassoi preparati all'uopo per i turisti... ma di certo nella confezione non c'era scritta la lista degli ingredienti!!!
Sì, io volevo riportarmene un po' a casa, ma volevo anche carpire quali fossero gli ingredienti e gli aromi che facevano venir fuori tutta quella bontà per cercare di riprodurla nella mia cucina quando le scorte sarebbero finite (cioè il tempo di arrivare a casa)!!!
Fatto sta che a poche ore dall'imbarco sul traghetto che ci avrebbe riportato nella penisola, faccio capolino in un angolo e vedo l'insegna di un forno.
Con gli occhi sbrilluccicanti entro ed approfitto di una modesta fila per sbirciare tutto il ben di Dioche c'era dietro al bancone e negli scaffali.
Come un radar avvisto l'obiettivo afferro subito due dei quattro sacchetti contenenti le brioche e attendo il mio turno in cassa mentre già leggo la lista degli ingredienti.
"Piccioooooooootta, se aspettate una decina di minuti escono le brioche appena fatte! Cadde cadde gliele metto in un sacchetto di carta così "respirano" e si mantengono bene. Quelle che avete preso voi son di ieri! Lasciatele a 'mmia!! "
Ma no signora, non si preoccupi, queste son perfette e se non corro immediatamente all'imbarco rimango qui per un'altra settimana!
"E pecché non vi è piaciuta la Sicilia? Volete proprio andare via???"
Eh sì, purtroppo le vacanze son finite!!!!

Felice come non mai, esco col bottino in mano e mi dirigo sul traghetto come se avessi conquistato chissà cosa! Neanche il tempo di salire e sedermi su una panchina per godere ancora di quel bellissimo mare che già avevo aperto uno dei due sacchetti e, con il vento nei capelli e gli occhi socchiusi, mi perdo nella bontà dell'ennesima brioche...

Ovviamente, appena tornata a casa la prima cosa che ho fatto è stata quella di ritagliare la lista ingredienti e metterla al sicuro nel quadernino delle ricette!
Ed allora eccole qua le brioche.
Fortunata come non mai, l'etichetta conteneva alcune percentuali e da lì, risalire alle giuste proporzioni, con l'aiuto di un matematico in casa, è stato un gioco da ragazzi (per il matematico dico...)!! :-DDDDDDD

Per ottenere la stessa sofficità e scioglievolezza di quelle mangiate in Sicilia, ho pensato ad un prefermento, una buona idratazione e, ovviamente, ad una doppia lievitazione.
Obiettivo centrato! Al primo morso vi scioglierete anche voi!! ;-)
Vi racconto come fare.



INGREDIENTI  

400 g di Farina 0
200 g di Manitoba (io Lo Conte)
100 g di zucchero
200 g di acqua
200 g di latte
 90 g di strutto a temperatura ambiente
 15 g di zucchero invertito (o miele)
   5 g di sale
   4 g di lievito di birra fresco (sostituibili con 120 g di licoli o con 100 di p. m. solida entrambi al raddoppio)*
½ cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
½ cucchiaino di estratto naturale di agrumi (o buccia di arancia e limone)

altro latte per pennellare
* in questo caso ridurre acqua e latte a 320-350 grammi complessivi.

PREPARAZIONE

Per chi impasta a mano.   
(clicca sulla foto per ingrandire)

Setacciare le farine in una ciotola e formare la classica fontana in cui versare 150 g di acqua, 150 g di latte insieme allo zucchero invertito (o miele) ed al lievito di birra.
Con una frustina, mescolare il liquidi e raccogliere tanta farina quanto basta per ottenere una sorta di pastella (come da foto) e lasciar riposare questa specie di "prefermento" per circa un'ora.
Trascorso questo tempo, e sempre al centro della fontana, versare gli ultimi 50 g di acqua insieme ai 50 g di latte, all'estratto di vaniglia, di agrumi e allo zucchero che, sempre con la stessa frustina, andremo a sciogliere girando velocemente.
A questo punto iniziare a far scendere la farina dai lati della fontana, mescolando con una forchetta fin quando l'impasto non possa essere rovesciato su un piano di lavoro.
Impastare fino ad ottenere un composto abbastanza liscio prima di iniziare ad inserire lo strutto a fiocchetti e facendolo incorporare un po' per volta con la tecnica dello slap&fold; poco prima di terminare l'inserimento dello strutto, unire anche il sale  terminare la lavorazione fin quando l'impasto si presenterà piuttosto morbido,  liscio, setoso e con una buona formazione della maglia glutinica.
Per chi utilizza la planetaria, setacciare le farine nella ciotola dell'impastatrice e fare la stessa fontana utilizzando la frusta K per preparare il prefermento. Trascorso il riposo di un'ora sostituire la frusta con il gancio e procedere come per l'impasto a mano; ovviamente non sarà necessario slappare e foldare perché ci penserà la macchina ad ottenere un impasto liscio e perfettamente incordato! ;-)
Ora son due le strade percorribili:
1.  attendere il raddoppio dell'impasto e procedere alla formatura delle brioche.
2.  mettere l'impasto in frigorifero e lasciarlo maturare per 6-8 ore (possiamo arrivare anche a 12); in questo tempo avverrà anche una parziale lievitazione che terminerà nel momento in cui lasceremo che l'impasto torni a temperatura ambiente prima di procedere con la formatura.
Io ho scelto la strada del riposo in frigo.
A raddoppio avvenuto formare le brioche e qui arriva il divertimento. :-))))))
Dividere l'impasto in pezzi da 80 g per la brioche e in 20 g per il tuppo.
Prendere il pezzo di impasto da 80 g, dando una forma a rettangolo e posizionarla sul piano da lavoro in posizione verticale.  Arrotolare partendo dall’alto verso il basso, operando una leggera pressione con i pollici per fissare l'impasto fino a far uscire una specie di  “filoncino”. Girarlo di 90°, riportandolo in posizione verticale e ripetere l’operazione dell’arrotolamento. A questo punto, piegare su se stesso e verso il basso il filoncino fino a formare una pallina che andremo a strozzare come fosse una mozzarella per rendere la superficie perfettamente liscia. Posizionare la pallina sul piano di lavoro e farla roteare sotto il palmo della mano per arrotondare bene.
Con lo stesso metodo formare la pallina più piccola per il tuppo.
Ora, praticare un foro sulla superficie della pallina più grande e formare un'apertura nella quale posizionare, spingendo delicatamente, quella più piccola.
Si lo so, ho contorto il cervello a voi e la lingua a me. Spero che dalla foto del passo passo si capisca meglio il procedimento.
Mano a mano che si formano le brioche posizionarle su una teglia rivestita di carta forno, coprire con pellicola o con sacchetti da freezer ed attendere il loro raddoppio. Vi accorgerete che saranno pronte per la cottura quando, toccandole delicatamente, le sentirete soffici soffici sotto le vostre dita.
Accendere il forno a 180° in modalità statica e con un pennello, bagnare la superficie delle brioche con del latte.
Infornare per 15-20 minuti o fino a quando le brioche appariranno ben dorate. A questo punto tirare fuori la teglia e pennellarle abbondantemente con del latte una seconda volta ed infornare per altri 2-3 minuti. Questa operazione farà sì che la superficie della brioche, già appena uscita dal forno si presenterà morbida e fantastica al morso!




La particolarità di questo impasto è l'assenza di uova, ma devo dire che il risultato finale è veramente spettacolare! Parola non solo mia ma anche di chi ha condiviso con me la vacanza in Sicilia lo scorso anno! ;-)
La morte di queste brioche, invece, è la granita alla fragola o quella al caffè (ma a dire il vero anche quella ai gelsi, alla ricotta, alla mandorla, al pistacchio, al cioccolato, e a tutti i fruttipossibilieimmaginabili).
Ecco, se le brioche si possono replicare anche a casa, non è così per la granita! .
Quella bisogna mangiarla per forza in territorio d'origine perché non ci sarà mai ricetta casalinga che possa eguagliare quel risultato (se però qualcuno può smentirmi è pregato di farlo, grazie!!!).
E dunque, in assenza di granita, a casa nostra la brioche ce la gustiamo con il gelato che è da svenimento. Provare per credere!!!! :-)))))))))))

Prendere la brioche, stringerla tra le mani ed affondare il morso, prego!



Siate lieti, sempre! 

Approfondimenti:
Il territorio della brioscia.
- Un vero e proprio trattato e foto pazzesche della cugina salentina della brioche siciliana, qui.

mercoledì 20 aprile 2016

Fuerteventura: di gofio, di mare e di cuori lontani.


Quante volte in questi mesi ho immaginato di scrivere questo post. Ho sempre rimandato e ora che mi trovo davanti alla bozza non so cosa scrivere. Forse perché non sono il tipo che esprime pubblicamente i propri sentimenti.  Vabbè. Quindi  vi lascio con un paio di ricette fatte con una farina tipica del luogo (comprata quando sono andata a far visita a mia figlia) e qualche scatto che ho fatto la mattina presto quando albeggiava, e durante il mio girovagare per l'isola.  Chissà perché a casa non mi sarebbe mai venuto in mente di alzarmi presto per scattare foto, ma qui tutto era magico. Purtroppo non avevo cavalletto perciò di bello c'è che le ho scattate con sentimento e senza troppo pensare. Insomma anche se tecnicamente lasciano a desiderare a me piacciono un sacco. E poi i luoghi meritano di sicuro anche se purtroppo noi per approfittare delle brevi pause lavorative di nostra figlia, non ci allontanavamo troppo dalla zona. Ci rifaremo la prossima volta!

Appena atterrati all'aeroporto, era buio, ho visto strade senza illuminazione, scarsa vegetazione... ho pensato: "Oddio... qui è il nulla!"


l'alba



Il giorno successivo al nostro arrivo con mia figlia abbiamo iniziato a visitare l'isola. Nei giorni a seguire siccome lei doveva lavorare, mio marito ed io abbiamo girato da soli ed abbiamo scoperto dei luoghi incantevoli. Vegetazione che mi ha affascinato, la stessa che all'inizio avevo guardato inorridita, e tutto perché non rispecchiava la classica distesa di prati verdi.


Non poteva mancare la foto del mulino!



POLVORONES  (biscotti di frolla) per circa 25 biscotti

100 g di gofio*
50 g di mandorle in polvere
40 g  di zucchero a velo
50 g  di strutto
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino  di cannella in polvere
acqua q.b.
zucchero a velo per spolverare

PROCEDIMENTO

Impastare tutti gli ingredienti, se l'impasto faticasse ad amalgamarsi aiutarsi con un paio di cucchiai di acqua. Compattare, avvolgere il panetto nella pellicola e lasciar riposare in frigo almeno un'ora.

Trascorso il tempo, stendere il panetto a 1/2 cm di spessore e coppare della forma voluta. Cuocere a 180° per 12/15 minuti.
Lasciar raffreddare in teglia. Prelevare da freddi e spolverare con zucchero a velo.

*Il gofio è una farina tipicamente canaria a base di cereali quali il miglio, il mais, il grano; i semi prima di essere macinati a pietra vengono tostati, da qui il sapore leggermente tostato e vagamente di nocciola. Si usa prevalentemente cruda come addensante; nel latte per la colazione; per fare una sorta di panetto compattato (la pella) che va mangiato poi a fette come fosse un pane; si usa anche per fare la mousse. Io ho provato svariate ricette ma  nei biscotti è dove mi è piaciuto di più.


CREPES 5 da 18 Ø

  90 g latte
  20 g farina 0
  20 g  gofio
    1 uovo
    1 cucchiaio di olio di semi
    1 pizzico di sale

RIPIENO

5 banane
zucchero semolato
Rum q.b.

PROCEDIMENTO

Miscelare tutti gli ingredienti senza grumi e mettere a riposare  coperto almeno un'oretta in frigo.

Riprendere la miscela, scaldare un padellino appena unto con una noce di burro e versare un mestolo di impasto, far roteare per distribuire il composto, quando fa qualche bollicina girare e far cuocere il lato opposto. Se possedete la crepiera meglio ancora!

In un altro padellino mettere una cucchiaiata di zucchero semolato, un bicchierino di rum , le banane sbucciate e tagliate a metà e cuocere 2/3 minuti sul fuoco. 

In ogni crepe mettere le due metà della banana, chiudere e servire calde. Se volete potete colare sopra del cioccolato, io ho messo delle amarene. Ottime anche con crema di nocciole. 


╰☆╮╰☆╮╰☆╮╰☆╮╰☆╮

Questo post lo dedico a mia figlia, trasferitasi un anno fa alle Canarie. Lei qui si trova bene, voleva una vita diversa, meno frenetica e a Fuerteventura ha trovato la sua dimensione ed io ne sono felice. Certo mi manca, ma è la sua vita ed è giusto che la conduca come desidera.




















Silvia

Se vi va di leggere qualcosa su questa isola vi lascio un paio di link:

http://tenerife.altervista.org/canarie.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Fuerteventura#/media/File:Atlantic_Ocean_satellite_image_location_map.jpg

Con questi biscotti partecipo al Contest biscotti con farine "altre" di Cristina del blog Coccole di dolcezza,





giovedì 17 marzo 2016

Casatiello napoletano sfogliato - sì ma con la farina della Riccia!


Lo so è inconfessabile che mi sia decisa soltanto adesso ad onorare questa farina.

Eravamo in attesa, Emmetti e io. Tra poco l'avremmo incontrata. Una gioia immensa quando alla stazione finalmente ci siamo abbracciate; peccato il poco tempo, quello giusto per un caffè, ma meglio di niente.

L'abbiamo vista arrivare da lontano con la sua bella testolina carica di ricci. Sì sì, proprio lei! Sto parlando di Giovanna,  la nostra Riccia! Aveva con sé uno zaino pesantissimo, scoprimmo all'ultimo che conteneva delle preziose farine e un meraviglioso riso nero integrale per noi.
Farine macinate a pietra, quando ho aperto il primo pacco è stato amore!

Ho custodito questi prodotti gelosamente tanto da  non riuscire a decidermi ad utilizzarli, ma
finalmente oggi...


Dal blog La pasta madre

INGREDIENTI


Stampo a ciambella diametro 22/24

per l'impasto*

120 g di pasta madre
400 g farina tipo 1 Antiqua del Molini Bongiovanni W 300
250 g di acqua
    8 g di sale
 40 g di strutto

per la laminatura
100 g strutto
  40 g pecorino romano grattugiato
pepe macinato q.b.

per la farcitura

150 g di salame tipo Napoli
150 g provolone piccante
  20 g pecorino romano gratt.
pepe macinato q.b.

*Oppure

 80 g li.co.li (lievito in coltura liquida)
440 g di farina tipo 1 W 300
250 g acqua
    8 g di sale
140 g di strutto (40 nell'impasto e 100 per la laminatura)

Con lievito di birra 
480 g farina
290 g acqua
    3 g lievito di birra fresco
  8 g di sale
140 g di strutto (40 nell'impasto e 100 per la laminatura)

PROCEDIMENTO

Sciogliere nell'acqua la pasta madre spezzettata. aggiungere la farina, far assorbire l'acqua senza lavorare troppo l'impasto. Coprire e lasciare 40 minuti in autolisi. Questo riposo servirà ad impastare in minor tempo e la pasta sarà più estensibile
Aggiungere il sale e impastare fino a impasto liscio e incordato. Aggiungere i 40 g di strutto poco alla volta, far assorbire il precedente prima di aggiungere il successivo.
Far riposare 2 ore in una ciotola coperta con pellicola o relativo coperchio, a circa 24°. 
Preparare nel frattempo la farcitura a dadini.
Dividere in tre i 100 g di strutto.

Riprendere la pasta, porla sulla spianatoia e stenderla ad 1 cm circa. Spalmare sopra la prima parte dello strutto, aggiungere una generosa spolverata di pecorino e una macinata di pepe. Portare i lembi corti al centro fino congiungersi senza sovrapporsi. Stendere di nuovo e ripetere altre due volte: strutto, pecorino, pepe, pieghe; stesura, strutto, pecorino, pieghe. Se vi riesce difficoltoso stendere di seguito, tra un giro e l'altro lasciate riposare qualche minuto.
Terminata la laminazione ho fatto riposare la pasta coperta per una ventina di minuti per far distendere il glutine e favorire la stesura finale.
Stendere e distribuire la farcia e l' ultimo pecorino rimasto con altra spolverata di pepe. Arrotolare dal lato lungo, pizzicare le giunture per sigillare e chiudere a ciambella.

Imburrare e infarinare, o meglio ancora foderare lo stampo di carta forno e mettere la ciambella, con la chiusura sotto, a lievitare coperta da pellicola senza sigillare. Oppure coprire a campana.
Porre al calduccio e far raddoppiare, a me ci sono volute 4 ore. 

Portare il forno alla temperatura di 180° (statico), pennellare con albume, infornare e cuocere per circa 40 minuti.

Lasciate intiepidire, se ci riuscite :)))), sformate e gustate!

Buono, buono, buonissimo provatelo! Mai mangiato un casatiello così buono!



Grazie Riccia, spero di rivederti presto, ma senza zaini straripanti, stavolta! 


EDIT del 14.07.2016 
questo il casatiello realizzato da Tamara subito l'uscita del post e che io avevo dimenticato di mostrarvene il risultato. :))




Anche il casatiello finisce dritto dritto nella raccolta di  Panissimo#39, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e Barbara, Bread & Companaticoquesto mese ospitata qui,  Un Condominio in cucina



Con questa ricetta partecipo anche all'evento #Ricettepasquali de L'Italia nel piatto.