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martedì 21 luglio 2015

Pane profumato al limone con mandorle e cicoria di Franci (il pane, non la cicoria)



La prima volta che l'ho vista aveva appena svoltato l'angolo, mi aveva vista ed aveva cominciato a correre ridendo e urlando Ziataaaamm! Mi è volata letteralmente nelle braccia! Era bellissima, con un sorriso splendente, gli occhi adoranti e una minigonna mozzafiato. Franci. Il nostro abbraccio è durato un'eternità, ed è continuato sul divano di Maya, dove l'ho coccolata come fosse una bambina! Non riuscivo a smettere di guardarla e coccolarla, dolcissima Franci! Ci conoscevamo ormai da mesi, ed attendevamo da mesi di poterci incontrare, di poterci sorridere e ridere de visu! 
Ed anche la seconda volta che ho fatto una volata veloce per partecipare ad uno dei pranzi svalvolati, il nostro affetto si è materializzato in abbracci e coccole, oltre che in una delle solite mangiate epocali! Silvia, che è stata un'ospite meravigliosa, mi aveva fatto trovare le orecchiette di grano arso condite con sugo e nientepopodimenoché ricotta 'scante, Emmettì le braciolette messinesi, Maya il rotolone di crespelle arse, Piero la torta Operà, e lei, Franci, un meraviglioso pane profumato al limone con mandorle e cicoria.  
Proprio quello che propongo nel mio post oggi! Intanto è verde, anche se come al solito dalle foto non si vede bene quanto sia verde cicoria verde, profumatissimo al limone e sorprendentemente croccante quando si addenta una mandorla tostata, davvero speciale, come la mia Franci!
Franci, non sono proprio riuscita a trovare la farina buratto, così ho cercato di ottenere lo stesso "effetto" (abburattamento dell'85%) unendo farina tipo 1 e la meravigliosa farina integrale che mi hai regalato quel giorno!
Questo post è tutto per te!




RICETTA

Pane profumato al limone con mandorle e cicoria a lievitazione naturale

Ingredienti:

600 g farina buratto (oppure 450 farina tipo 1 e 150 integrale)
100 g di pasta madre
200 g di acqua
200 g di acqua di cottura della cicoria
100 g di cicoria lessata
  15 g di sale integrale
scorza di un limone bio
1 cucchiaino raso di malto (o di miele)
100 gr di mandorle non pelate tritate grossolanamente

  


Procedimento:
- Preparare il prefermento mischiando 200 g di farina tipo 1  200 g di acqua e la pasta madre. 
- Far fermentare per  8-10 ore.
- Lessare la cicoria, scolarla bene e frullarla insieme a 200 g di acqua di cottura della stessa.
- Impastare il prefermento unendo alternativamente la cicoracqua e la farina fino ad esaurirle.
- Mescolare il malto con il sale, idratare con un goccio d'acqua e aggiungere all'impasto.
- Valutare l'impasto, se è troppo duro aggiungere una tazzina d'acqua, deve risultare bello tonico, non troppo lento ma nemmeno duro come una palla da pallavolo (se non avete presente pensate a una palla da pallacanestro o a una palla dura come un impasto troppo duro :).
- Portare ad incordatura, aggiungere la scorza del limone grattugiata e le mandorle.
- Rifinire l'impasto a mano per 5 minuti, con qualche colpettino di slap&fold, ma senza sbatacchiare troppo la palla verde sul piano, altrimenti le mandorle romperanno tutta la maglia glutinica.
- Fare due o tre giri  di pieghe a tre (a portafoglio) facendo riposare l'impasto per mezz'ora tra l'una e l'altra e l'eventuale terza. (la terza? solo se si ha tempo e ci sono gli incastri giusti, ché gli impasti hanno bisogno di tempo ma pure noi!).
- Formare come si preferisce, a filone o pagnotta, pezzo intero o un bel due pezzi, e mettere a lievitare nello stampo. Si possono usare gli stampi da plumcake e cestini di vimini, rivestiti ciascuno con un canovaccio spolverati di semola.
- Far lievitare fino a triplicare.
- Accendere il forno e portare alla massima temperatura, modalità statica, con un pentolino di acqua bollente per creare umidità. Far riscaldare anche la leccarda o la teglia su cui cuocerà il pane.
- Spolverare la teglia bollente con la semola, ribaltare il pane, praticare dei tagli a piacere con una lametta e far cuocere 15 minuti alla massima temperatura e col pentolino d'acqua bollente nel ripiano più basso.
- Abbassare la temperatura a 220 gradi, spostare il pane a metà altezza e continuare la cottura ancora 15 minuti.
- Abbassare ancora a 180 gradi, togliere il pentolino d'acqua e attivare la funzione ventilata. Portare a cottura, aprendo il forno a fessura gli ultimi 5 minuti. Io di solito ci metto 20 minuti più 5 a fessura.
- Il pane è cotto quando suona vuoto (e quando mi ustiono le nocche).






Per questo pane Franci prevede l'uso di farina buratto, una farina abburattata all'85%, come ci spiega esaustivamente Emmetti in questo post. Ma io non ce l'ho e non riesco a trovarla, quindi ho usato una farina tipo 1 (abburattata all'80%) macinata a pietra mescolata con parte di farina integrale, anche questa macinata a pietra. Non vi posso dire il profumo che si sprigiona lavorando queste meravigliose farine! Ho poi usato mandorle e cicorie di produzione locale, il limone appena colto nel mio giardino e insaporito con sale marino integrale.
Tutti ingredienti non raffinati, salutari, per un pane impastato con attenzione al benEssere e tanto affetto,  quindi pronto per partecipare 
  al contest Un mondo di benEsseredi La Cuocherellona in collaborazione con Mai soli nel mondo
E soprattutto pronto per essere impastato ancora, ancora e ancora! Magari con verdura di stagione, se non è più tempo di cicorie. Purché sia verde verde, profumato di limone e croccante di mandorle tostate!








 DIVAGAmente

La fila davanti a me procede velocemente, documenti, carta d'imbarco, borse, trolley e oggetti nelle ceste, passaggi ai varchi con metal detector, documenti, carte d'imbarco, borse, trolley e oggetti nelle ceste. Tutto liscio e veloce. Fino al mio turno. Porgo il documento, la carta d'imbarco, riempio la cesta con la borsa, lo zaino, il cellulare, l'orologio, gli occhiali da sole, la pashmina e il cappotto. Mentre aspetto il mio turno al varco, la cesta entra nella bocca dei raggi x. Colgo subito lo sguardo della donna seduta davanti al pc, fa segno al poliziotto che mi attende al varco, appunto. Si guardano in codice, intuisco che con gli occhi la donna dica "questa è una terrorista oppure è scema, guarda nella borsa va'".
Supero il metal detector e il truce, come intuito, mi ferma.
   "Signora, prego si accomodi, apra lo zaino. Cosa è questo coso lungo, metallico, pizzuto?"
   "Ehm... un pesce"
   "??"
   "Sì, è lo stampo di un pesce e dentro c'è un pesce..."
   "Un pesce?" 
   "Sì... ehm... di pasta di mandorle"
Lo sguardo da truce vira in incredulo (eufemismo di "divertito sottobaffesco").
   "... E qui, cosa c'è?"
   "Un portapenne e in queste scatoline dei braccialetti"
   "E in questa scatola di latta tutta incerottata?"
   "Cioccolatini"...
   "E qui??? cosa sono questi mattoni? a cosa le servono?"
   "Ehm... non sono mattoni ma stampi in gesso ripieni di..."
   "Signora ma insomma dove sta andando???"
   "Ad un incontro svalvolato!"
   " Abbè!!"
Ha capito che non sono una terrorista.

Il pacco di farina e la marmellata che mi ha donato Franci me li sono fatti spedire da Emmettì, non oso immaginare cosa avrebbe pensato il truce se, al ritorno quello stesso giorno (ho fatto proprio una toccata, magnata e fuga) avesse trovato un pacco di polvere bianca nel mio zaino...



Tamara






Vorrei ringraziare in anticipo i nostri lettori nonché amici e vicini di blog, e scusarmi per essere così assente, ma vi seguo e vi adoro sempre, perdonatemi! Tam

giovedì 9 gennaio 2014

Fave bianche e cicorie, storia di una clonazione di una clonazione


Franci - Ziatam domani vorrei pubblicare questo post. Avendo copiato e incollato le nostre mail e la tua ricetta vorrei mi autorizzassi. Mi è venuto in mente di scriverlo così e mi pareva carino!
che ne pensi?   e poi proprio l'altro giorno Ziopiero ne ha parlato!!!
TamSono in autobus quindi sarò breve ;-) SÌÌÌ che bello! sì sì sì sì!
   (dopo qualche minuto)
TamTesoro scrivo sempre dal cellulare quindi sarò sempre breve ;-)
pensavo...mi autorizzi a copiare il tuo post che ti ho autorizzato a pubblicare ?????!!!!!!

Ora ditemi se questo non è il post più furbo del web, ho clonato il post di Franci che ha clonato la mia ricetta! così ho risparmiato la fatica di scriverlo e ho pubblicato un post...come si dice... ho preso due piccioni con una fava...: -D
Quel sabato ho cucinato anch'io fae nette e cecore, con lo stesso amore con cui le avrei cucinate per loro, e le ho mangiate insieme a loro, a pranzo.




Fave bianche e cicorie # Fae e cecore # Fae e foje # Fae nette e cicureddhe 
 

 RICETTA

 
post clonato

 " 
 FRANCESCA
Non è che ci fai una sorpresa e vieni sabato a pranzo da Maya? 
Potrei morire di infarto o rimanere zitta dallo shock :)
tanto se è una sorpresa non me lo dici ma io sotto sotto ci spero!
Sai che volevo dirti?
Oltre ad essere lì con il cuore volevo ci fossi con del cibo :)

se ti va mi puoi dare una ricetta tua solo tua che posso fare alla lettera e portarla come se l'avessi portata tu!
che ne dici?

TAMARA
 Tesoro ....
ti dico subito che  mi sto organizzando ...
su non fare quel faccino :))))
 si tratta solo di aspettare una  manciata di giorni (indefiniti) :)))))
Quanto al cibo, ci stavo pensando...  potevo spedire il panettone fatto domenica, ma credo che siate saturi di panettoni!!!!
Vuoi che facciamo così? come hai detto tu? pensavo a fave nette e cicorie... potresti prepararle il giorno prima e da Maya semmai lessare solo le cicorie.... Maya è da una vita che mi chiede la ricetta, credo sarebbe felicissima!
 
Buonissime!! si dai dai mandami la ricetta e mi metto 
subito all'opera! 
Pensa come rimangono sorpresi!! e mi raccomando....
shshhshsh è un segreto!

Francy ecco la ricetta!
ps. muta sono :)))))))))))))))))))


Ingredienti

per le fave:
500 g di fave secche senza buccia

per il brodo:
    1 cipolla
    1 spicchio di aglio
    1 costa di sedano (piccola, un pezzettino. se non ce l'hai non fa niente)
    1 patata
 1 pomodoro
  pepe in grani

in più:
1 patata
sale

per le cicorie:
1,5 kg di cicorie (selvatiche o puntarelle)
(scalogno)
olio
sale

per l'impiattamento:
olio
pepe al  mulinello

per la cottura:
Se hai una pentola di coccio è meglio, sennò va bene anche una normale. 

Metti a mollo le fave la sera prima (o la mattina se vuoi cucinarle la sera) in acqua fredda e un cucchiaino di sale, la mattina prepara un brodo con tutti gli odori, poi togli tutto tranne la cipolla e la patata. Metti le fave nella pentola di coccio, o in  quella che vuoi,  ricoprile abbondantemente di brodo e lasciale cuocere a fuoco lento per un'ora. Aggiungi quindi la seconda patata e continua a cuocere circa un'altra ora,  controllando che non si appiccichino al fondo, rabboccando con brodo bollente ed eliminando la schiuma che si forma. Se il brodo non è sufficiente aggiungi acqua calda. Quando cominciano a sfaldarsi aggiungi il sale. Continua a cuocere finché non si riducono in purea.  Assaggia :)) se sono saporite e morbide, spegni il fuoco e dagli una botta di minipimer, così la purea diventa vellutata.
Se rimane qualche pezzettino lascialo pure!!!!

Conserva un po' di brodo per quando le riscalderai, freddandosi si induriscono!

Poi lessi le cicorie. In verità andrebbero servite così, lesse, le cicorie.
Ma, visto che le devi portare da Maya, puoi lessarle a casa e, prima di servirle, fai rosolare pochissimo scalogno in un po' d'olio e ci ripassi le cicorie.
Quando è tutto bollente impiatti come preferisci, cicorie sotto e fave sopra, o viceversa. Deve essere tutto bollente,
condisci con abbondante olio d'oliva salentino (lo porta ZioPiero!) e pepe a mulinello.
 L'ideale sarebbe accompagnare con pane abbrustolito.
un bacione tesoro!!

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Era da un po' che volevo postare questa ricetta. La foto non è delle migliori, ma sono proprio le fave e cicoria di quel pranzo, quel pranzo raccontato da ZioPiero nel suo ultimo post.  Che pranzo meraviglioso! 

Queste sono state preparate rigorosamente con la ricetta di Ziatam  scritta di suo pugno  o meglio di sua digitazione :)

Di mio c'è poco - oltre al pessimo scatto e alla mera esecuzione (che dici!! sei stata bravissima!! n.d.T.) - anzi, c'è l'enorme sorriso che faccio pensando ai miei svalvolati amici foodblogger! Ci è mancata Ziatam in carne ed ossa e ci è mancata tanto anche Emmeti! Avrei "sostituito" anche lei con un altro piatto se avessi saputo prima che non sarebbe potuta venire! 



Fave Nette e Cicorie è un piatto salentino, un piatto di quelli della cucina povera che rendono omaggio alla nostra terra e alle nostre tradizioni. Un piatto eccezionale, i due sapori si sposano perfettamente, è pura poesia! Ho letto che questo piatto ha un nome diverso a seconda della zona pugliese in cui si trova: fav'efogghie, fav'ecicuere, fav'ecicuriedde. Ho letto persino che è un piatto antichissimo, ai tempi era chiamato Incapriata dal tardo latino, derivante dal greco kapyridia ovvero polenta di farinacei. Ho letto anche che Aristofane, nella commedia Le Rane (450 a.c.) racconta che Ercole, figlio di Giove, dopo aver fatto il suo pasto preferito, fave e foglie appunto, "fece cambiare di stato a più di diecimila vergini"...



Parlando di altro :) in quel famoso pranzo abbiamo mangiato:

il panettone gastronomico di Maya
i tortini ai broccoli sempre di Maya
la focaccia bianca di Silvia
 (ESSEPI ASPETTIAMO LA PUBBLICAZIONE CHE LA VOGLIO RIFARE!)
- Mozzarelle di Bufala portate da Silvia
 (abbiamo imparato anche come si degustano :D )
-  una lasagna in bianco carciofi e speck fatta da me (cioè Franci - n.d.T.:))
fave e cicorie di Ziafratam :D
Delizie al limoncello di Ziopiero
Panettone di Ziopiero


e...

direi basta!! Un pranzo leggero non trovate?

a presto
Francesca


"



FINE POST CLONATO!!!!











Lo so, ho esagerato, ho copiato tutto tutto, fino all'ultimo rigo, anche le considerazioni personali di Francesca. In realtà è un regalo che mi faccio, un ulteriore regalo. E' un'abbuffata di regali. 

Amo i doni che non si possono quantificare. Se vuoi farmi felice regalami uno sbrillocco da 10 carati (!!!), oppure fammi un regalo non commensurabile, che non abbia un prezzo, un pensiero. E io mi sciolgo.

Il pensiero di Francesca mi ha sciolto. Solo ad una ragazza meravigliosa come lei poteva venire in mente di portare ad un pranzo, oltre alle sue lasagne, un piatto cucinato da parte mia, perché io fossi presente lì a tavola con loro. Maya aveva anche apparecchiato per me! Sul piatto una mela cotogna. E io mi sciolgo. Piero, per far arrivare anche me al pranzo, ha filmato e mi ha mandato in diretta il suo arrivo a casa, e l'accoglienza di Maya... questa non ve la posso raccontare, ma ho riso per una settimana! Ovviamente, dopo che mi sono sciolta. Silvia mi ha raccontato tutti l'inenarrabile mi scioglievo ridendo!
Grazie, miei adorati svalvolati, vi amo :)

 





  DI PERTINENZA


Ecco, sarei curiosa di approfondire la storia di Ercole, delle cui fatiche avevo altre notizie in verità, e chi s'immaginava che le fatiche riguardassero 10.000 vergini....e immagino anche che al confronto uccidere il leone di Nemea sia stata una passeggiata... vabbè ok questo spazio si chiama "DI PERTINENZA"! Parliamo di fave e cicorie... intanto lo consiglierei vivamente a tutti i maschietti stanchi!  .......... va bene va bene, torno di pertinenza!! 
Su questo piatto salentino ha già detto tutto Franci nelle sue considerazioni, quindi io aggiungo solo che, oltre che come piatto unico o ricco contorno, è un piatto che si può consumare anche come antipasto, in porzioni ridotte, magari informato dentro piccoli stampini usa e getta o da muffins o da budino.








DIVAGAmente

diecimila....... mah.....




Tamara