mercoledì 26 novembre 2014

Habemus Pandorum: Pandoro a lievitazione naturale

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 Arriva Natale, che per me significa Panettone. Sì anche vacanze, palline colorate, buoni propositi e... Il panettone per eccellenza, quello a cui mi sono fermata l'anno scorso dopo 4 mesi di produzione ininterrotta, di sperimentazioni varie con tutte le farciture possibili e impasti folli,  è il Panterrone! Mai mangiato nulla di più buono!
Confesso, ne sono orgogliosa. Come ho già detto in altre occasioni, sono maniacale quando decido di fare di testa mia, arrivo a un ricetta partendo da un sapore familiare, da un'idea che comincia a pizzicarmi i neuroni, dal desiderio di creare qualcosa studiando il conosciuto, seguendo l'istinto, cercando un odore. Così è stato per il Panterrone.
L'ho comprato in una delle migliori pasticcerie di Lecce, più e più volte. Lo annusavo, lo mangiavo lentamente a occhi chiusi, esortavo il palato ad aguzzare le papille, inducevo il gusto a percepire i sapori nascosti , poi provavo e riprovavo per emularne la bontà, finché non ho trovato l'equilibrio perfetto tra impasto e farcitura, il matrimonio ideale tra sapore e profumo, e finalmente, dopo nove settimane (!!) è nato lui, il mio Panterrone.
Sì, ne sono orgogliosa :)) Fatto e rifatto durante tutto l'anno, anche se l'estate è senza dubbio il momento migliore per mangiarlo! L'ho prodotto ininterrottamente, l'ho spedito a Roma per un pranzo speciale, è finito nella valigia di Maya quando è venuta a trovarmi qualche settimana fa. E ancora, donato a parenti, amici e colleghi. Comincio anche a riceve velate ordinazioni!
Insomma, mi sento appagata,  non credo che potrei inventare* un panettone più buono! e per queste feste non ho voglia di provare panettoni straconosciuti e strapubblicati.

Così ho pensato fosse  tempo di provare col pandoro.
Come al solito mi sono messa a studiare varie ricette, affidandomi a nomi importanti (i link sono indicati a fondo post), ho fatto i miei folli ragionamenti, assaggiato,  chiuso gli occhi, modificato  e bla bla bla, impastato e... risultato eccellente (per i miei gusti).  Morbido, burroso, umido, scioglievole, delicatamente profumato di vaniglia e limone, due impasti, passato la ricetta a Piero, mio socio di spanettamenti, QUI potete vedere il meraviglioso risultato, piaciuto tanto, entusiasta, ricevuta piena approvazione , la pianto qui e procedo con la ricetta! La sequenza fotografica passo passo della preparazione la trovate QUI.


* ovvio che non ho le capacità di inventare nulla, diciamo che sono una  autodidatta sperimentatrice  culinaria :))







 RICETTA


PANDORO A LIEVITAZIONE NATURALE 

dosi per stampo da 1 kg
(attenzione: verificare le dimensioni dello stampo. vendono da chilo anche stampi da 800 o 900 g. Verificate il contenuto in litri di acqua e dividete per 3. Il risultato corrisponde alla quantità di impasto consigliato  al quale aggiungere approssimativamente il 10%, considerato che questo andrà perso fra lavorazione e cottura)


Primo impasto:
- g 110 lievito madre (rinfrescato 3 volte)
- g 210 farina manitoba o 00 forte
- g   75 zucchero semolato
- g   40 acqua
- g 120 tuorli
- g 100 burro
- g   60 latte

Secondo impasto:
- g 100 farina manitoba o 00 forte
- g   55 zucchero a velo
- g   40 tuorli
- g   90 burro
- g   40 cioccolato bianco (oppure 20 g burro di cacao)
- g     6 sale
- g   30 latte
- g   60 mix aromatico
-        1 cucchiaino di malto (facoltativo)
-        1 bacca di vaniglia

mix aromatico (per 2 pandori)
- g  50 miele
- g  20 burro
- g  40 canditi arancia (o la buccia grattugiata di due arance)
- g  15 marsala (o vov)
        1 bacca vaniglia
zeste grattugiate di 2 limoni

zucchero da pandoro
 (per 2 pandori da 1 kg):
- g 100 zucchero a velo
- g     4 rum
- g     4 cioccolato bianco grattugiato
-     1/2 bacca di vaniglia (o i semi di una bacca)

passare al cutter per 2 minuti (o fino a polverizzare la bacca). Setacciare e conservare in un sacchettino chiuso ermeticamente.


Preparazione
Sequenza fotografica del passo passo QUI

Primo impasto:
- Pesare tutti gli ingredienti e setacciare la farina.
- Preparare uno sciroppo (1)  con 40 g di acqua e lo zucchero semolato, portare fin quasi a bollore e lasciar raffreddare. Aggiungere 70 g di tuorli e mescolare con un frullatore a immersione.
- Versare lo sciroppo nella planetaria, aggiungere il lievito spezzettato, montare il gancio a foglia e avviare a bassa velocità fino a quando il lievito non sia sciolto. Aggiungere il latte e quindi la farina.
- Impastare fino a incordare molto bene l’impasto che dovrà formare una maglia glutinica ben elastica ed estensibile.
- Fatto legare bene l'impasto, montare il gancio a uncino e aggiungere i 50 g di tuorli rimanenti, facendoli assorbire bene.
- Quando l’impasto si sarà ben formato, unire il burro morbido a temperatura ambiente in più riprese, facendolo  assorbire dalla massa.
- Quando l'impasto è elastico e non si strappa allargandone un pezzo con le mani, ma forma un velo sottilissimo, trasferirlo in un contenitore graduato imburrato (se non si possiede, usare un contenitore trasparente e segnare con un elastico le misuree lasciarlo riposare a 20/ 22° per 12/15 ore finché non avrà triplicato il suo volume (attenzione a non andare oltre, va bene da due volte e mezzo a tre volte il volume iniziale).

intanto, prepare il mix aromatico.
Far sciogliere a bagnomaria o al microonde il burro con il miele, tagliare in senso longitudinale la bacca di vaniglia, estrarre tutti i semini con un cucchiaino e unirli all'emulsione ancora calda, aggiungere il resto degli ingredienti e passare tutto al mixer fino ad ottenere una crema densa. Riporre in un barattolo, immergervi la bacca svuotata, chiudere col tappo o con pellicola, e conservare in frigorifero.

Preparare e pesare gli ingredienti per il giorno dopo, conservare in frigorifero tranne la farina. Il burro si può tagliare e conservare in un contenitore chiuso insieme ai semini di vaniglia.

Secondo impasto:
- Ammorbidire il burro a temperatura ambiente o al microonde a bassa temperatura.
- Sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria o nel microonde con un po' di burro.
- Preparare un'emulsione col burro ammorbidito, il cioccolato bianco e la vaniglia. Mescolare con una frusta fino a che si sia raggiunta la consistenza liscia di una crema. Far raffreddare un po' in frigo.
- Versare il primo impasto nella ciotola, aggiungere la farina e il latte, montare il gancio a uncino e cominciare ad impastare. Procedere per almeno 15 minuti, perché la massa si incordi bene. L'impasto dovrà essere liscio ed elastico, ben legato (2).
- Aggiungere i tuorli e il mix aromatico (dal quale si sarà estratto il baccello di vaniglia intero), sempre un po' per volta, alternando con lo zucchero a velo, riportando sempre a incordatura tra un inserimento e l'altro (un cucchiaio di tuorli, uno di zucchero, ancora tuorlo, zucchero, un cucchiaio di aroma, zucchero a velo, mix,  ecc. fino ad esaurimento dei tre elementi)
- Unire malto e sale, idratare con un goccio d'acqua e versare nell'impasto, continuare a impastare fino ad assorbimento.
-  Infine, procedere con l'inserimento dell'emulsione, poco alla volta, e sempre mantenendo legato l'impasto. Questo passaggio è piuttosto delicato, l'impasto potrebbe riscaldarsi. (3) Ribaltare ogni 2/3 inserimenti e continuare ad impastare finché la massa non risulterà liscia e molto elastica.
- Finita la lavorazione far puntare l'impasto, cioè farlo riposare, coperto, sul marmo o nella ciotola stessa, per almeno mezzora (4) .

procedere scegliendo di:

A) Far riposare l'impasto in frigorifero (5),  in una ciotola imburrata e coperta con pellicola, da 6 a 12 ore.
- Togliere dal frigo e far acclimatare l'impasto almeno per un'ora. E poi procedere col punto B.

oppure, saltare il punto A, e

B) Procedere con una prima pirlatura (io la prima la faccio a spirale, arrotolando l'impasto e stringendo l'impasto verso il basso. QUI il video di Piero).
- e, dopo circa 20/30 minuti, con la seconda, lasciando scoperto l'impasto fra una pirlatura e l'altra (questa seconda volta, invece, arrotolo l'impasto trascinando l'impasto in avanti, come si vede in quest'altro video di Piero).
- Adagiare nello stampo precedentemente imburrato con burro mobido ma non sciolto, coprire con pellicola  e far lievitare da 22° a 26° al massimo,  fino a 2 centimetri dal bordo dello stampo. A 22/24 gradi ci vorranno circa 6/8 ore.
- Porre gli stampi a temperatura ambiente e senza copertura fino a quando non si formi una pelle sottile in superficie (circa mezzora, dipende dall'umidità ambientale).
- Con uno stecco sottile lungo praticare dei fori sulla superficie del pandoro spingendo fino alla base, in modo da evitare la formazione di grosse bolle d’aria all’interno del dolce durante la cottura.
- Infornare in forno statico a 150°C  e cuocere per circa 55/65min. (io  40 statico, 15 ventilato, 10 ventilato con sportello del forno aperto a fessura).
- Sfornare e far raffreddare nello stampo almeno un paio d'ore. Poi togliere con delicatezza lo stampo, ribaltare e far asciugare ancora 8/10 ore (vedi nota in DIVAGAmente).

(1) Lo zucchero semolato è granuloso,  inserirlo nell'impasto dove la farina è già legata con l'acqua tende a far attrito strisciando tra l’impasto e l’impastatrice e ciò potrebbe causare delle microlesioni nel glutine che si sta formando, quindi creare problemi in fase fermentativa. Per ovviare a tutto ciò si rende liquido lo zucchero facendo in modo che la farina lo incorpori subito e meglio.
Nel secondo impasto ho usato zucchero a velo per la stessa ragione.
(2) Questo passaggio è importante perché il glutine che si viene a formare sarà ben resistente e incordato così da permettere ai seguenti ingredienti di essere incorporati senza compromettere la maglia glutinica. L'accelerazione di questo passaggio potrebbe compromettere la lievitazione e la giusta alveolatura del prodotto.
(3) Se si dovesse verificare questa eventualità, far raffreddare l'impasto nel frigorifero per una quindicina di minuti e poi riprendere.
(4) La puntatura è necessaria per far rilassare il glutine e far completare l'idratazione delle proteine.
(5) Ho notato che se il secondo impasto lo faccio maturare in frigo per una notte, ne guadagna, tantissimo,  il sapore. Quindi se si ha la possibilità, consiglio vivamente di fare questo passaggio. Inoltre, per me, è utile a gestire il tempo, avendo un ventaglio di diverse ore disponibili.



DI PERTINENZA


Tempi di lavorazione (indicativi)
Venerdì sera ore 21.00 : primo impasto. inizio lievitazione ore 21.45.
Sabato mattina: ore 11.00: secondo impasto.
Sabato mattina ore 11.50: puntatura.
Sabato mattina ore 12.20: riposo in frigo.
Sabato sera ore 22.30: acclimatazione dell'impasto.
Sabato sera ore 23.30: prima pirlatura.
Sabato sera ore 24.00: seconda pirlatura. Inizio seconda lievitazione.
Domenica mattina: ore 7.00: scopertura impasto lievitato.
Domenica mattina ore 8.00: foratura impasto lievitato e messa in forno.
Domenica ore 9.05: fine cottura. Inizio raffreddamento nello stampo.
Domenica ore 13.00: estrazione del pandoro e capovolgimento dello stesso.
Domenica ore 22.00: confezionamento.

Se avanza impasto, perché lo stampo è un po' più piccolo del chilo indicato nella ricetta e non si ha voglia di ricalcolare tutto, ché se si tratta di metterci 3 giorni appresso a un lievitato siamo tutti stoici ma per fare i ricalcoli preferiremmo zappare piuttosto la terra per 3 giorni senza sosta, si possono fare dei piccoli pandorini negli stampi da muffins o quelli disponibili, guardate che carini!





DIVAGAmente 

Quando si tratta di lievitati importanti, c'è poco da divagare, la mente, l'attenzione e il cuore sono tutti impegnati a non trascurare il minimo dettaglio. E la mia natura maniacale, attenta alle impercettibili imperfezioni, anche nel caso del Pandoro non m'ha dato pace! La ricetta, confesso, l'ho studiata a lungo, e dopo aver cotto il primo pandoro, non mi sembrava vero di non aver trovato nulla da cambiare, mi sembrava perfetta! Ma ti pare che mi basta? Soddisfatta del gusto e della consistenza, ho cominciato ad impiccarmi per l'estetica!

Nelle prime cotture, i cupoloni toccavano il soffitto del forno, cioè la griglia coperta con carta stagnola che metto sopra a protezione dell'eccesso di calore prodotto dalle serpentine superiori. E così ho escogitato un sistema per aumentare al massimo l'altezza del filtro: delle palline di stagnola che fungono da piedini per la griglia, e due leccarde poste direttamente sulla base, così da schermare l'eccesso di calore sotto. Guardate QUI.

clicca per ingrandire

Risolto questo problema, mi sono messa a rimuginare per risolverne un altro.
Quando rigiro il pandoro, la cupolona, bellissima, sviluppata, tonda, perfetta, che deve diventare la base, si abbassa, sotto il peso di cotanta meraviglia. E questo, oltre a rovinare l'estetica, ovviamente comprime la pasta, che diventa più compatta sul fondo.
Io invece vorrei  Ercolino sempre in piedi, ve lo ricordate?? Ecco, così mi piace il pandoro, con la base dondolante, come quello di Piero, guardate quanto è bello!

Dopo notti insonni a sognare valzer e giravolte , ho capito che il problema, per cui la base si appiattisce, è che il pandoro è troppo soffice e giocoforza tutto quel chilo spinge verso il basso, appiattendo la cupola ribaltata. Ergo, bisogna rendere meno soffice il pandoro, almeno nella parte esterna allo stampo. Inoltre, ho cotto senza vaporizzare il forno e, gli ultimi dieci minuti, ho aperto lo sportello a fessura, frapponendo un guanto da cucina. Ho aspettato 4 ore prima di toglierlo dallo stampo. E così, finalmente, ha dondolato!




E voi, come lo farete? Saldamente piantato sul tavolo, con la base piatta, e la pasta soffice come una nuvola, oppure un po' meno scioglievole ma bello e dondolante?? Comunque sia, fatelo! E' davvero meravigliosamente buono!
E andate a vedere quanto è bello il Pandoro di Piero!


Tanti auguri, a presto!

Tamara

Letture d'ispirazione:
Disciplinare
Biancolievito
Il Pandoro di Iginio Massari
Francesco Favorito "La mia pasta lievitata" (grazie Emmettì per avermelo prestato!)

LINK:
Preparazione e foto passo passo: http://visionigustative.blogspot.it/2014/11/pandoro-passo-passo.html
Altre foto: http://visionigustative.blogspot.it/2014/11/pandoro-lievitazione-naturale.html
Il Pandoro di Piero: http://ipasticcidelloziopiero.blogspot.com/2014/11/pandoro-con-lievito-madre.html

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martedì 18 novembre 2014

Cannelloni zucca e gorgonzola


Sono appena passate le 23 e io inizio adesso a preparare questo post, sì sì parlo di ieri sera! 
Ho avuto il pc guasto e sono rimasta indietro. Già la scorsa settimana le mie socie erano venute in mio soccorso, ma oggi non potevo chiederne ancora. Vi prego di scusarmi se sarò breve. Però vi lascio con una ricetta che a me, e al resto della famiglia, ha veramente sbalordito! Quando si tratta di zucca sono sempre scettica, ma stavolta si è veramente superata! 
Sì sì prima lascio intendere velatamente che ho sonno e scriverò poco e invece sto ancora qui a chiacchierare con voi. Vado al sodo!

La ricetta si compone di pasta verde all'uovo e un ripieno a base di zucca e gorgonzola con degli amaretti sbriciolati. Un connubio di sapori travolgente! 
La ricetta, presa qui.



INGREDIENTI

per la pasta sfoglia

  • 400 g di farina 0
  •   50 g di biete erbette cotte 
  •     4 uova

per il ripieno

  • 500 g zucca peso a crudo già privato della buccia
  • 100 g di parmigiano grattugiato
  • 170 g di gorgonzola a pezzetti (io piccante)
  •   60 g di amaretti 
  • sale q.b.

per la besciamella

  • 1/2 l di latte 
  • 40 g di farina
  • 50 g di burro
  • noce moscata
  • sale q.b.
condimento finale

  • 50 g parmigiano
  • 30 g mandorle in lamelle
  • qualche fiocchetto di burro

PROCEDIMENTO


Lessare le biete, scolarle e strizzarle. Cuocere la zucca al vapore, fino a che non diventi morbida.

Tritare le erbette al mixer insieme alle uova e incorporare il composto alla farina. Impastare fino ad avere una massa liscia e omogenea.
Coprire con pellicola e lasciar riposare una mezz'oretta.
Stendere la sfoglia e tagliarla più o meno a quadrotti (io non ci sono riuscita :D). Sbollentare un paio di minuti in acqua bollente, scolare e passarle in un recipiente di acqua fredda per 1 minuto quindi scolare e mettere ad asciugare su un telo da cucina.

Preparare la salsa besciamella e tenere da parte.

Cuocere al vapore la zucca e passarla al mixer. Tritare gli amaretti e mischiarli alla zucca, al gorgonzola e ai 100 g di parmigiano. Aggiungere anche una grattatina di noce moscata e aggiustare di sale (io non l'ho messo). Mettete il composto in un sac a poche.

Distribuire un po' di composto su ogni quadrotto di pasta, arrotolare formando un cannolo e man mano che si formano adagiare, con la chiusura sotto, in una pirofila precedentemente imburrata. Nappare con la salsa besciamella, aggiungere qua e là qualche fiocchetto di burro, spolverare con i restanti 50 g di parmigiano e le lamelle di mandorle.
Infornare per circa 25/30 minuti a 180° statico.
Servire caldi.






Silvia



martedì 11 novembre 2014

Cuore batticuore: biscottini ai fiocchi d'avena



E' ufficiale!
Mi è presa la biscotto-mania...

Colpa delle amiche ed amici  food blogger che me ne mettono sotto gli occhi di tutti i tipi e di tutte le forme!

E se fin'ora non sono mai stata troppo attratta dalla loro preparazione, ora come vedo una ricetta devo correre a farla.
Vi avverto dunque che i miei prossimi post, come il precedente, viaggeranno forse a senso unico...
Siete pronti a seguirmi??  :DDD

Dopo i baicoli, questa è stata in assoluto la realizzazione più veloce del mio essere pasticciona...
Il tempo di leggere il post, annotare su un pezzo di carta volante gli ingredienti  e via a mettere le mani in pasta! Galeotta fu la pausa pranzo!!!!

A merenda di quello stesso giorno, pur se un giorno infrasettimanale, arrivano le mie due amorevoli pesti, Sofia e Giorgia che sentono un profumino già da fuori casa... salgono le scale con la solita furia da cavallo mentre gridano: "ziaaaaaaaaaaaa ma  che cosa hai preparato?".
In effetti la cucina emanava ancora un profumo incredibile...

Inutile dire, dunque, che le prime ad assaggiare questi deliziosi biscottini son state loro e loro son state le prime ad apprezzarli con un entusiasmo che mi ha dato tantissima soddisfazione!!!

Bella la vita da Zia!!!! Si, proprio bella!!!  :)))))))))
A proposito..., avete visto che sorriso monello si nasconde dietro quel cuore??? :DDD

Lo so..., lo so che vi state chiedendo chi mi ha ispirata a tal punto da mollare tutto e correre ad impastare!
Lei, la Sandra di dolce forno...; ogni volta che leggo un suo post mi beo prima nelle sue parole mentre spiega come è nata la ricetta..., poi nella bellezza delle fotografie e poi nella bontà di tutto quello che le sue mani sanno preparare!
Sandrina, grazie per avermi ispirata ancora una volta!!
Questi biscottini, da poco più di 15 giorni, non mancano più a casa di ZiaEmmettì.



Sono i biscotti più salutari che ho preparato fin ora.
Farine e cereali nobili, grassi d'eccellenza!
Ho voluto aggiungere una piccola personalizzazione che gli ha dato un profumo ed un gusto davvero notevole: una manciata di frutta disidratata giusto per dare alla colazione una marcia in più.

 Ma l'ingrediente segreto è sempre lo stesso: l'Amore che metto nelle cose che faccio!
Ed è per questo che ho scelto la forma del cuore da dare a questi biscotti, perché è nel cuore che abita l'Amore.
Poi ho uno stampo per biscotti multiforme regalatomi da un carissimo Amico in uno dei nostri incontri  e sono stata felicissima di utilizzarlo proprio per questa ricetta. E' stato come fare un lavoro a 6 mani : la ricetta di Sandra, lo stampino di Piero e il mio entusiasmo!! :)))

Ed ora la ricetta, che vi invito a provare subito subito proprio come ho fatto io ;)
Ah..., anche questi potrebbero rientrare nei regalini home made per Natale, magari arricchiti con qualche spezia tipica del periodo (cannella, anice stellato, chiodi di garofano...) e qualche manciata di cioccolato tritato a coltello.

Ma a proposito di Natale...
Rimanete su queste frequenze, che a breve uscirà un post che vi lascerà letteralmente a bocca spalancata.
Così :-OOOOOOOOOOOO

Stay tuned! ;)

INGREDIENTI:

150 g di farina di farro
  50 g di fiocchi di avena
  50 g di zucchero integrale (io muscovado)
  50 g di  olio extravergine di  oliva delicato (sostituibile con olio di riso)
  50 g di latte di nocciole o mandorle o soia o riso (io latte di mucca)
  1 cucchiaino di lievito per dolci
  una manciata di frutta secca e disidratata (mia personalizzazione)

PROCEDIMENTO:

In un bicchiere, unite il latte che avete scelto di utilizzare e l'olio, e con una forchetta o una frusta, emulsionare velocemente fin quando i due ingredienti si fonderanno in un unico elemento.
Riunire in una ciotola tutti gli alti ingredienti, avendo cura di miscelarli per bene: formare un cratere e al centro versare l'emulsione di latte  e di olio.
Con una forchetta  iniziare a far assorbire i liquidi e, appena possibile, trasferire l'impasto su un piano, lavorandolo fino a poter formare una palla da lasciar riposare in frigo per una mezz'ora.
Vedrete che i fiocchi d'avena tenderanno a scappare un po' di qua e di là, ma siate fiduciosi!
Alla fin si amalgameranno benissimo e vi ritroverete sotto le mani un impasto che già da solo esala un ottimo profumo per via degli ingredienti utilizzati.

Trascorso il riposo in frigo, riprendere l'impasto e stenderlo ad uno spessore di 4-5 millimetri, ritagliare i biscottini con la forma prescelta e, mano a mano, posizionarli in una teglia precedentemente ricoperta con carta forno. Infornare a 180° per circa 10/12 minuti.


Farli raffreddare su una gratella.
Diventeranno croccantissimi ed irresistibili...


Con il latte e caffè, con il thè, con l'orzo, semplicemente da soli!  ;))



E per finire un'ultima carrellata di foto...

In una teglia, prima di infornare, ho praticato dei forellini con un bastoncino da spiedo sulla sommità dei cuori in modo da poter essere infilati a mo' di collana.
Appesi singolarmente, potranno abbellire anche il vostro albero di Natale!
Magari anche con uno stampo a stella...
Vi piace come idea???








Dopo questa carrellata di cuori, mi auguro che il vostro sia lieto, sempre.
 Oggi più che mai!




EDIT DEL 19/02/2015

Questi quelli della mia, Amica, Silvia! :)))))))))))
Guardate quanto son belli!!!! 
Grazie Silvia, per avermi regalato questa foto ♥



Con questi biscotti partecipo al contest "biscotti con farine altre" 
di Cristina del blog Coccole di dolcezza

Il mio contest BISCOTTI CON FARINE "ALTRE"



martedì 4 novembre 2014

I biscotti dello zio Mario





Appena li vidi qui, capii che questi biscottini andavano replicati subito subito...; mentre leggevo gli ingredienti le mie papille già presagivano quello che sarebbe stato il risultato.
E non sbagliavo.
Consistenza umida, scioglievolezza, sapore di cacao intenso ed aromatico..., insomma una vera squisitezza!
Ma la cosa che più mi sorprese di questi biscottini fu il fatto che più passavano i giorni e più erano buoni.

Ed è da circa un anno (ma forse anche più) che puntualmente li replico senza sosta..., almeno una volta ogni due settimane..., perché non mancano mai occasioni per condividerli, per provare nuovi abbinamenti aromatici con il cioccolato fondente, per preparare sacchettini infiocchettati e regalarli...
A proposito!!!!!
Visto che il Natale non è  poi così lontano..., questi si prestano benissimo ad entrare nella lista dei pensierini home made.
Provateli e poi mi direte...


Pochi ingredienti, ma di ottima qualità, ed il risultato è garantito!

INGREDIENTI: (per circa 35-40 biscottini)

- 220 g di cioccolato fondente al 70% di cacao (io mi son spinta anche fino a quello all'85%)
- 200 g di farina 0 o 00
- 100 g di burro
- 100 g di zucchero
- 2 uova
- zeste di un'arancia (io buccia essiccata e tritata grossolanamente)*
- 1 cucchiaino di lievito per dolci
- zucchero in granella per decorare


* varianti aromatiche già provate (ed una più golosa dell'altra):
- ciocco/lampone
- ciocco/pistacchio
- ciocco/strega
- ciocco/rhum
- ciocco/mandorla


PROCEDIMENTO:

Il procedimento è tanto semplice quanto gli ingredienti che vi ho appena elencato.
E spero che la sequenza fotografica sia di aiuto per capire, più che altro, quali sono le varie consistenze dell'impasto durante tutte le fasi della lavorazione ;))

Per prima cosa far sciogliere il cioccolato spezzettato grossolanamente ed il burro in un contenitore adatto al microonde (o a bagnomaria); in entrambi i casi fate in modo che la temperatura sia piuttosto dolce e che la fusione non avvenga troppo velocemente, mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo, con l'aiuto delle fruste elettriche, montare le uova con lo zucchero fin quando il composto non diventa soffice, chiaro e bello gonfio.
Aggiungere ora il composto di cioccolato e burro fusi ed unire velocemente sempre con l'aiuto delle fruste elettriche.

Vi accorgerete che, mentre mescolate, il composto di uova/zucchero e cioccolato/e burro prenderà una certa consistenza e una golosa cremosità (non pucciate il dito per assaggiare, per carità!!).





A questo punto setacciare la farina ed il lievito direttamente nella ciotola e far amalgamare.
Sentirete che l'impasto diventerà tenace e che le fruste elettriche opporranno un po' di resistenza.
Abbandonatele e procedete con una spatola in silicone se l'impasto non risulta ancora ben amalgamato. 
Le immagini chiariranno (forse!)



Questa è la densità che deve avere il composto dopo aver completato l'assorbimento della farina.
Deve rimanere ben sodo e non colare via.


L'impasto, dopo tutti questi mescolamenti, necessita di qualche ora di riposo in frigo per rapprendersi un tantino ed essere modellato come il didò ;))

Con un cucchiaino da thè, prelevare una porzione di impasto pari a circa mezzo cucchiaino e proseguire come da sequenza fotografica.
Ma prima, accendere il forno a 180° in modalità statico ;)





Finalmente ci siamo quasi eh???
Dopo aver riempito la teglia e infilzato ogni pallina con dello zucchero in granella, infornare e lasciar cuocere esattamente per 13 minuti, non uno  in più!!
Trascorso questo tempo, sfornare e lasciarli raffreddare.

Non fatevi prendere dalla tentazione di assaggiarli subito..., ma se proprio non resistete fatelo.
Potreste però rimanere delusi...; il giorno dopo, invece, la scioglievolezza di questo biscottino vi conquisterà e, come me, non smetterete più di farli..., in doppia, tripla e anche quadrupla dose ;))

Una volta raffreddati, conservateli in una scatola di latta ben chiusi o in un sacchetto di cellophane, al riparo dall'aria.
Assaggiatene uno al giorno ed apprezzatene la differenza...

Giusto la scorsa settimana ho provato anche a congelarli dopo il raffreddamento.
Beh, sembrano appena fatti!!

Vi lascio con una foto dell'interno.





E questo cestino è tutto per voi!!!
Buona settimana :)))
Siate lieti, sempre.






E questi quelli di Silvia, 
amorevolmente impacchettati per i regalini home made di Natale! ♥